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I segreti dell'etere. Storia e stile del giornalismo della radio

Luca Policastro

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ISBN: 978-88-7418-733-1

14,00 €

Costellazione Orione 73 | p.157 | ed. maggio 2011

Le caratteristiche dell'odierno linguaggio radiofonico sono dovute da un lato alle peculiarità tecniche del mezzo, dall'altro all'evoluzione dell'ascolto in un'epoca, la seconda metà del ventesimo secolo, che ha visto la nascita e L'affermazione della televisione.
Questo libro, dopo aver ripercorso le principali tappe evolutive della radio (da Marconi alla BBC, dalle radio libere alla radio digitale), vuole fornire le basi teoriche per comprendere a fondo gli ingredienti del flusso radiofonico, punto di arrivo di questa evoluzione.
Vengono esaminati infine alcuni dei più importanti radiogiornali trasmessi quotidianamente sul territorio italiano, allo scopo di evidenzare i meccanismi che ne regolano la stesura, anche alla luce dei moderni

Luca Policastro (La Spezia, 1986) è dottorando in Lingue, culture e tecnologie dell'informazione e della comunicazione presso l'Università degli Studi di Genova, dopo aver conseguito la laurea in Giornalismo culturale ed editoria presso lo stesso ateneo. Autore e dj presso alcune emittenti radiofoniche locali, si interessa di radio, didattica delle lingue straniere e delle scienze, musica e sport di resistenza.

A che cosa si riferisce con "I segreti dell'etere"?
Penso agli elementi del flusso radiofonico: quegli ingredienti nascosti che rendono subito riconoscibile una stazione radio. La musica trasmessa, i jingle, gli speaker, il ritmo... Il mio libro vuole far vedere come questi ingredienti, mescolati opportunamente, creino un prodotto che riesce a fidelizzare una certa nicchia di pubblico.

La radio esiste da più di cent'anni. Davvero ha ancora dei segreti?
La radio è contemporaneamente vecchia e nuova. Vecchia perché, dal punto di vista anagrafico, è centenaria: la prima parte del libro ne ripercorre brevemente la biografia, da Marconi (ma sarà stato veramente lui ad inventarla...?) ai giorni nostri. Nuova perché, grazie alle novità tecnologiche, le emittenti stanno sperimentando nuovi modi di comunicare con il pubblico. Prendiamo un sito internet di una radio: oltre alla possibilità di ascoltare in streaming la normale programmazione, ci sono molti altri strumenti: lettori di playlist personalizzate, video, blog, forum, chat e molto altro: la radio si è allargata a dismisura, è diventata lo spazio di interazione di una community, i cui membri sono legati da comuni gusti musicali, politici, culturali. Certo, si sta un po' perdendo lo specifico radiofonico, e la radio non è più la "povera sorella cieca" della televisione. Ma i vantaggi sono enormi: ogni emigrati può ascoltare le radio del proprio paese di origine; ogni piccola radio di quartiere può essere ascoltata in qualsiasi parte del mondo.

La globalizzazione dei mercati sta quindi interessando anche la radio?
L'ascolto via internet non deve farci dimenticare la fruizione tradizionale della radio. In effetti, le entrate pubblicitarie rimangono per lo più confinate all'area geografica coperta dal segnale in FM (o AM) dell'emittente. Eppure questa glocalizzazione radiofonica, per dirla con Bauman, ha ricadute molto importanti sotto altri aspetti: ad esempio, il sito internet di BBC Radio trasmette notizie in 27 lingue, e la stessa emittente ha anche creato un seguìto portale di apprendimento linguistico.

Da dove nasce l'idea del libro? Perché la radio?
Mi sono avvicinato alla radio grazie al calcio: da bambino, con Tutto il calcio minuto per minuto e con le straordinarie pseudoradiocronache della Gialappa's Band ai Mondiali del '94. Da studente universitario ho lavorato part time come regista, autore e speaker in piccole realtà radiofoniche locali: poter fare una tesi di laurea sulla radio era un piacere, più che un dovere. Il libro nasce da quel lavoro, poi corretto, ampliato e rinnovato in un secondo momento. Essendo il mio un corso di Giornalismo ho dato spazio, nella seconda parte, all'analisi dell'informazione radiofonica: come viene decisa l'impaginazione di un GR? In base a che criteri vengono preparati i testi? Come si lancia un servizio senza bruciarlo?

A chi è destinato il libro?
Risposta scontata: agli amanti della radio. Agli ascoltatori attivi, per così dire: quelli che si fanno domande su alcuni dettagli tecnici, sulle scelte registiche, sul funzionamento dei software di regia... Il mio libro cerca di rispondere a queste e ad altre curiosità. Buona lettura!

Introduzione

Il linguaggio utilizzato dai giornali radio italiani si differenzia in maniera netta da quello degli altri media, quotidiani in primis. Tale diversità si spiega da un lato con le peculiarità tecniche del mezzo radiofonico, dall'altro con l'evoluzione dell'ascolto in un'epoca, la seconda metà del ventesimo secolo, che ha visto la nascita e l'affermazione della televisione.

Le caratteristiche dell'odierno linguaggio radiofonico sono quindi in generale il frutto dell'evoluzione della radiofonia italiana, dall'inizio della normale programmazione, all'avvento delle radio libere, fino alle più recenti norme in ambito radiofonico, che obbligano le emittenti a trasmettere almeno una certa percentuale di parlato informativo, e quindi radiogiornali.
Sintonizzando la radio su una frequenza qualsiasi alle sette di mattina si hanno buone probabilità di incontrare un giornale radio. Questo studio, a partire dall'esame di sei GR di altrettante emittenti italiane, tenterà di approfondire il concetto stesso di informazione radiofonica in questo modo:
h una sinossi della storia della radio documenterà l'evoluzione dell'ascolto radiofonico in rapporto ai progressi tecnologici;
h verranno introdotti i fondamentali concetti di format e di clock – il punto d'arrivo di questa trasformazione – grazie ai quali sarà possibile una suddivisione delle emittenti per tipo di programmazione e target;
h una volta poste queste basi, il passo successivo sarà direttamente l'esame di alcuni dei più importanti radiogiornali trasmessi quotidianamente sul territorio italiano, per cercare di comprendere i meccanismi che regolano la stesura di un testo giornalistico destinato alla radio, anche alla luce dei moderni software di messa in onda.

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