Sua eccellenza l'onorevole Vedi a schermo intero

Sua eccellenza l'onorevole

Donato Anzante

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ISBN: 978-88-7418-799-7

12,00 €

Lettere 210 | p.78 | ed. settembre 2012

Ricorreva l'anno fascista 1936 epoca dittatoriale delle camice nere. In una notte di luna piena e cielo stellate del 29 settembre, in una villetta di via Volturno n°60 della Milano bene, veniva alla luce un bellissimo bambino che per la gioia di mamma Rosa e papà Luigi fu chiamato: Silvio.
A metà strada tra lo storico e il popolare, il testo di Donato Anzante descrive gli ultimi quarant'anni di politica italiana ed irpina. Nomi, volti e paesaggi di un tempo che qualcuno conosce poco, ma che ai più è ancora ben fresco nella memoria. Racconti che hanno il sapore antico de "li cunti" e l'ironia del teatro d'autore. Crude, a tratti feroci, come in un mosaico, le tessere disegnate dall'autore compongono il quadro a tinte fosche dell'Italia del boom economico, della Milano da bere, della repubblica delle banane di Cavaliere. Il tutto, naturalmente, visto dalle terrazze d'Irpinia, dalle piazze e dai vicoli dei paesi che hanno dato i natali a tanti illustri personaggi. Le stesse strade e le stesse piazze che li hanno visti muovere i primi passi e poi spiccare il volo. Le stesse strade e le stesse piazze che custodiscono i segreti di famiglia. 

Valentina Villani

Donato Anzante è nato a Biggleswade Bedford (Regno Unito) il 13 aprile 1954. La sua più grande passione è la poesia, infatti, nel 1997 pubblica la raccolta "Un Gioco di Stelle", a cui segue la satira politica "Sua Eccellenza l'Onorevole", che ha generato parecchi dissensi negli ambienti politici. Tra i premi letterari ricordiamo il sesto posto al concorso internazionale di arte e letteratura "Città di Avellino" organizzata dalla rivista "Verso Il Futuro" Della C.M. Menna – XV edizione e il secondo posto con medaglia d'argento per la poesia in lingua in arte e cultura 2009 XIII Edizione Premio Internazionale Accademia di Belle Arti, Lettere e Scienze Michelangelo Angrisani. Oggi vive con la sua famiglia a San Michele di Serino, magnifico paese nella valle del Sabato sulla sponda dell'omonimo fiume, con uno sguardo a Santo Stefano del Sole e l'altro al monte Terminio.

IL PROFETA SILVIO 

Ricorreva l'anno fascista 1936, epoca dittatoriale delle camice nere.
In una notte di luna piena e cielo stellato del 29 settembre, in una villetta di via Volturno n°60 della Milano bene, veniva alla luce un bellissimo bambino che per la gioia di mamma Rosa e papà Luigi fu chiamato: Silvio.
Egli, da prima venne sollevato in alto, poi adagiato su di un materasso imbottito di danaro, che per il lieto evento, alcuni bancari avevano prelevato momentaneamente dalla vicina banca Rasini.
In quello stesso istante il cielo si squarciò e gli angeli vennero giù con le loro melodiose arpe, annunciando al mondo intero ch'era nato colui che avrebbe salvato l'Italia e messo la pace fra i popoli della terra. 
Per tutti fu immensa beatitudine, finalmente era nato, dopo tanta attesa, il bambino dalle uova d'oro.
Il pargoletto cresceva forte e sano e la sua vivacità non conosceva né limiti né confini. L'unico sconforto per i premurosi genitori, era, ogni qualvolta vedeva nelle prossimità una donna dal seno prosperoso, come un lampo egli, si arrampicava su di essa, e attaccandosi alla mammella iniziava a succhiarne il latte. Codesto vizietto mai che l'abbia abbandonato per un solo istante, tutta una vita se l'ha trascinato il birichino Casanova.
Ancora oggi, nonostante sia passato tanto tempo, quanto c'è da succhiare...
Ma il primo vero e grande colpo lo subì intorno ai quattro anni.
Un pomeriggio affacciandosi dalla finestra di casa vide di fronte, innanzi ad un portone, la sezione del P.C.I. con tanto di falce e martello. 
Che mazzata! Fu da allora che gli si arrestò lo sviluppo dell'altezza creandogli danni permanenti che mai più l'avrebbero lasciato nel corso dell'esistenza.
Cosicché, gli anni man mano avanzavano ma la statura restava bassa, allora cominciò a meditare sul da farsi: dapprima si fece legare gli arti da quattro tiranti d'acciaio alla sommità di un campanile restando appeso per tre giorni e tre notti facendosi tendere ogni due ore. Esito negativo.
Poi mise i piedi a mollo in una bacinella con acqua e lievito restando a bagnomaria per quaranta giorni. Tutto inutile.
Tentò un'ultima disperata soluzione; si portò in giardino e scavò una piccola buca, accorciò i pantaloni e vi scese dentro coprendosi di terra fino alle ginocchia, e lì rimase per quaranta notti concimandosi una volta a settimana. Nemmeno con l'ultima soluzione il destino gli fu clemente, ma la natura per ricompensarlo da quel torto subito lo ricambiò col dono dell'intelletto.
Divenuto liceale immediatamente mostrò le sue attitudini, prodigandosi a dar manforte ai compagni aiutandoli a fare i compiti dietro piccole ricompense in denaro, mentre per le donne, molto cavallerescamente, un dono spontaneo, anche in natura, possibilmente.
Terminati gli studi iniziò la vita da imprenditore, in principio era solo, poi furono in quattro: Gianni Letta, Paolo Buonaiuto e Fedele Gonfaloniere.
Silvio giovane, già mostrava padronanza del palcoscenico, esibendosi innanzi al pubblico cantando o raccontando barzellette, un classico del suo repertorio che ha sempre aggiornato con tanta cura, quotidianamente.
Divenuto ormai maturo doveva mettere in atto i compiti affidatogli dall'alto.
Ed ecco il primo miracolo:
nel 1974, precisamente il 16 settembre, giorno di San Cornelio patrono di tutti gli animali con le corna, in Salita San Nicola da Tolentino 1/B si costituiva la società immobiliari San Martino S.P.A., amministratore unico Marcello Dell'Utri da Palermo.

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