L'amore bivacca a sud di ogni paesia Vedi a schermo intero

L'amore bivacca a sud di ogni paesia

Goffredo Muratgia

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ISBN: 978-88-7418-789-8

12,00 €

Fiori 57 | p. 68 | ed. luglio 2012

I libro traduce in poesia l'esperienza argentina dell'autore: il viaggio, le persone, l'amore.


Goffredo Muratgia nasce a Milano il 17/05/1978. Vive nel capoluogo lombardo fino all'età di dodici anni, quando, insieme ai genitori e alla sorella si trasferisce a Palermo. L'esperienza siciliana, non felicissima per la verità, dura solo un anno.  Troppo diverse le due città, troppo diversa la vita milanese rispetto a  qualla palermitana. La Sicilia tuttavia, nonostante questo primo approccio difficile, eserciterà sempre un forte richiamo per il poeta, che la sentirà sempre come una “sua” terra, un importante punto di riferimento in Italia.
Dopo il travagliato anno palermitano la famiglia Muratgia si rasferisce a Roma, città in cui Goffredo si forma umanamente e culturalmente. A Roma stringe i legami d'amicizia e poetici più importanti. Frequenta il liceo classico Virgilio e qui, oltre a conoscere quelli che saranno gli amici della vita, inizia ad avvicinarsi alla narrativa e alla poesia. Comincia a leggere con enorme ineresse i grandi autori del '700-'800 francese: da Balzac a Zola, da Baudlaire a Rimbaud. Ama  i grandi Russi: Tolstoj, Dostojevskj, Gogol, Maiakovski. Si appassiona alla letteratura nord-americana d'inizio '900 e  a quella Beat e post-beat: Fietzgerald, Dos Passos, Steinbeck, Hemingway soprattutto, e poi Keruack, Ginzburg, Bukowsky. L'amore per la letteratura italiana nasce un po' più tardi, negli ultimi anni del liceo.
Subito dopo il liceo Goffredo decide di intraprendere da solo il suo primo, importantissimo viaggio: destinazione Cuba. A Cuba scrive le sue prime poesie, vive mille avventure e scopre la bellezza dello sconosciuto, della diversità culurale, la straordinaria, necessaria capacità di doversi continuamene adattare e reinventare. Dopo questa fondamentale esperienza,  la voglia di viaggiare, di conoscere tutto ciò che è nuovo non abbondonerà mai l'autore.
Al ritorno  s'iscrive senza entusiasmo alla facoltà si Letteratura Italiana, indirizzo spettacolo. Stufo  e poco stimolato dall'ambiente universiario lascia il corso di studi  per dedicarsi a milleuno lavori diversi. Fa di tutto:  cameriere,  facchino,  montatore di palchi,  pony express,  rappresentante, barista, fabbro e falegname. Le imporanti esperienze di questi anni saranno  materiale per la sua prima raccolta poetica edita da Libroitaliano, “Segni vari” (2002). La raccolta passa sotto silenzio e i rapporti tra l'autore e la casa editrice non sono idilliaci.
Dopo due anni di factotum , decide di riprendere gli studi. Ritenta con medicina, ma, dopo appena un anno, perde l'entusiasmo iniziale e abbandona.
Approda infine alla facoltà di lettere che, finalmente, terminerà brillantemente. Sue poesie nel frattempo appaiono in importanti antologie quali: “Poeti contemporanei del Lazio” e “Tra un fiore colto e l'altro donato”, entrambe edite da Aletti. Durante gli anni dell' Università  riprende con rinnovato interesse e passione più matura i grandi italiani. Autori quali Leopardi,  Ungaretti, Montale, Campana, Caproni, Penna, Pavese, Calvino e Pasolini avranno una grande influenza sulla poesia di Goffredo. Nel 2005 esce la sua seconda raccolta poetica con i tipi di Lietocolle: “55 poesie della terra e dell'acqua”. Questa volta i rapporti con l'editore sono buoni, il libro gode di un certo apprezzamento e Goffredo gira per letture e presentazioni. L'anno seguente Goffredo vince una borsa di studio per andare a fare per un anno l'assistente di lingua italiana a Marsiglia. La multiculturalità, l'intensità della città portuaria francese affascinano il poeta che qui passa 9 bellissimi mesi. Il periodo francese farà da sfondo per la terza raccolta poetica di Goffredo, che uscira qualche anno più tardi, “Poesie in polvere”(2010), edito sempre da Lietocole. Conclusa l'esperienza francese Goffredo ritorna a Roma. Dopo qualche mese, però, parte di nuovo. S'imbarca su una nave da crociera dove insegna  lingua e  cultura italiana all'equipaggio straniero.Appena sbarcato però la sua instancabile voglia di conoscere, di viaggiare lo spinge a fare uno splendido viaggio di più di un mese in Patagonia. Incantato dall' immensità, dall'incredibile eterogeneità dei paesaggi argentini Goffredo decide di stabilirsi  a Buenos Aires. Attualmente, vive, insieme alla  compagna e al figlio di poco più di un anno, nella capitale argentina dove insegna Lett. Italiana e Storia in un liceo paritario italo-argentino.
L'amore, l'esperienza  argentina sono il materiale per la quarta raccolta poetica di Goffredo, “L'amore bivacca a sud di ogni poesia”, (2012) edito da Prospettiva editrice.

Cosa ti ha spinto a scrivere? Il bisogno di esprimere cose che non riuscivo a dire in altra forma che non fosse la scrittura...

Da quanto tempo scrivi, cos'è stato la prima poesia che hai scritto? Avevo circa sedici-diciassette anni, era una poesia su un sogno fatto.

La tua poesia continua ad essere una necessità, un 'urgenza, la senti frutto di un tuo impulso più irrazionale? Si, è un'urgenza, ho bisogno di scrivere. Quando non succede mi sento incompleto. Diciamo che la mia poesia vive due momenti. Un primo momento, il momento della creazione è più irrazionale, impulsivo. Un secondo momento, quando rielaboro i miei scritti per una raccolta, è più ragionato, più logico. Quando arriva questo momento ho bisogno di autodisciplinarmi perché di fondo sono un gran casinista, e senza un po' di ordine, sarei inconcludente, o meglio, improduttivo.

 Pensi ai tuoi lettori quando scrivi?Com' è il tuo lettore ideale? Mah, scrivo proprio non avere lettori ideali. Mi piace pensare che la mia poesia possa essere accessibile a tutti. Mi piace pensare ad un bacino di lettori estremamente eterogeneo. Personalmente prendo in considerazione in egual maniera un elogio, una critica di un critico letterario e quello di  qualunque persona meno abituata a leggere poesia.

Per molti scrittori i propri libri sono catartici, in questo senso i tuoi libri rappresentano la tua vita? Certo, ogni libro rappresenta una parte della mia vita, un percorso, un ciclo. Il primo libro, per esempio, “Segni Vari”, è un libro contorto, complesso . È  difficile trovarvi un filo rosso, anche se poi c'è, garantisco. É complesso e contorto, perché rappresenta un momento della vita di un ragazzo poco più che ventenne parecchio inquieto e incasinato.Quest'ultimo libro, invece, è più calmo, ordinato, leggero. Così è stata più ordinata, leggera la storia d'amore tra me e Sol, la mia compagna, che poi ha dato alla luce Lorenzo Nahuel.

Credi che la gente oggi legga poesia, credi che sia ancora necessaria? Mah, necessario è mangiare, bere, scaricare, accoppiarsi. Non credo che la poesia , come nessuna forma d'arte, sia mai stata necessaria per la sopravvivenza del genere umano. É una necessità per l'artista in generale espimersi, non è una necessità, né tantomeno un obbligo, per il genere umano ascoltarlo. Credo, questo sì, che la presenza dell'arte nella nostra vita sia importante, fondamentale, proprio per  rendere la vita stessa una cosa migliore, più gradevole. Credo poi che la poesia in particolare sia una forma d'arte che richieda tempo e coraggio. Tempo per capirla, e coraggio perché, col tempo, quando  si comincia a capire di più, si comincia ad entrare sempre più nel profondo del proprio essere e poi, magari,  si cominciano ad esplorare angoli remoti dell' essere che magari prima non conoscevamo o a cui davamo meno importanza. Ora, questa scoperta può essere per alcuni, i più “coraggiosi”, un arricchimento, per altri potrebbe essere una minaccia, un problema. Sicuramente oggi persone coraggiose scarseggiano, ma esistono. Ed io comunque, per loro, per tutti, ma soprattutto per me, continuo a scrivere.

 

E così che la notte
perde il suo senso.
Quando il fuoco delle stelle distrutte
Richiede uno sguardo,
necessità immediata
di straripante tenerezza sulla soglia del tramonto.
La gloria si protrae indietro e avanti, oscilla sull'Oceano
ed il giovane senza volto si affaccia sul davanzale della sera
per richiedere silenzioso, sano amore.
Paura, quiete, incolpevole silenzio.
Il principio dei versi. 

Le stelle richiedono tempo per percorrere
la strada del giovane senza volto.
Slavinano sul suo balcone
Certezze di qualche sorriso rubato,
al silenzio ormai possente di un deserto di sole.
Tutto il vento verso sud.

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