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I prigionieri di
guerra italiani in URSS. Tra propaganda e rieducazione politica Collana "I Territori" n° 10
ISBN 978-88-7418-342-9 Dalla lettura di una tabella intitolata I
prigionieri italiani nella seconda guerra mondiale, ripresa dalla Relazione
del Delegato italiano presso la Commissione dell'ONU per i prigionieri
di guerra, è scaturito lo spunto primario di questo lavoro. In
essa si riportava che su circa 70.000 soldati italiani catturati dall'Esercito
Rosso dopo la disfatta dell'ARMIR, 10.087 furono rimpatriati, ossia solamente
il 14%. Tale percentuale risulta spaventosamente bassa soprattutto se
confrontata con le percentuali di prigionieri di guerra italiani rimpatriati
dalle altre potenze belligeranti: il 99% dagli Stati Uniti e dalla Francia
ed il 98% dalla Germania e dall'Inghilterra . In particolare, il fatto
che dai lager nazisti fosse stata rimpatriata la quasi totalità
degli internati, ha indotto ad analizzare più approfonditamente
le cause che portarono alla morte un così elevato numero di soldati
nei campi di prigionia sovietici.
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