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Pagliarino Guido
Guido Pagliarino, Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri 1996, ha pubblicato: “Gesú, nato nel 6 “a.C.”, crocifisso nel 30 - Un approccio storico al Cristianesimo”, 2003 – saggio scritto nel biennio1996/7 – (Segnalato al Premio per la Pace del Centro Studi Cultura e Società di Torino nel 2004); “La vita eterna, saggio sull’immortalità tra Dio e l’Uomo”, 2002 – scritto nel 1998 – (Primo assoluto per la saggistica al Premio Città di Torino 2003); “Cristianesimo e Gnosticismo: 2000 anni di sfida”, 2003 – scritto nel 1999 – (2° premio per la saggistica al Concorso Città di Salò 2005). Nel 2006 ha pubblicato il romanzo“Il giudice e le streghe” (Prospettiva).
www.pagliarino.com
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Le indagini di Giovanni Marco cittadino romano
Collana "Gialli"
n° 8

ISBN 978-88-7418-386-9
Pagg. 135
Prezzo € 10,00
Con questo romanzo Guido Pagliarino entra nel campo della cosiddetta teologia narrativa, che trova importanti esempi in tutta la storia della letteratura: per l’Occidente, nell’Antico e nel Nuovo Testamento e, in quest’ultimo, nel libro lucano, con cui il racconto di Pagliarino ha collegamenti, Atti degli Apostoli, un esempio di teologia narrativa e, insieme, di teologia discorsiva che Luca fa esprimere dai suoi personaggi nelle loro conversazioni, come Pagliarino nel proprio romanzo. Protagonista è il giovane Marco, il futuro autore del “Vangelo di Gesú Cristo Figlio di Dio”, anzi l’inventore del genere letterario del tutto originale vangelo:
Nel 28 d.C. Gionata Paolo, padre di Marco, è ucciso quando questi ha tredici anni, durante un viaggio d’affari alla città di Perge. Il ragazzo vorrebbe cercarne gli assassini ma ne è trattenuto dal divieto della madre, Maria la vedova, che non vuole che il suo unico, giovanissimo figlio rischi inutilmente la vita. La borsa del morto non è stata sottratta, difficile quindi pensare a un omicidio per rapina. Queste le domande che Marco si pone: Immorale concorrenza negli affari sino all’omicidio? Un banale litigio sulla via finito tragicamente? O forse è stato uno di quei fanatici patrioti ebrei detti zeloti che l’ha punito perché era divenuto cittadino di Roma?
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