Manca Antonio e Ventura Berto

 

 

 

 

 

 

Riti primitivi e sagre paesane

Collana "Almanacco" n° 4

 

ISBN 88-7418-215-5
Pagg. 200
Prezzo € 12,00

Il tema “Candelieri”, “Ceri”, “Gigli”, “Candelore”, “Cilii” ed altri, è stato trattato più volte da più autori, ma nessuno ha mai avuto l’ardire di proporlo in modo insolito e quasi provocatorio, come è stato fatto da Antonio Manca e Berto Ventura.
Si tratta, quindi, di una “prima volta” diversa e l’eco, i pareri, le discussioni che potrà suscitare saranno motivi sufficienti e forse opportuni per approfondire gli studi e le ricerche, ma gli Autori mettono quasi le mani avanti e propongono una loro opinione su un vocabolo insolito, almeno in tema di processioni e religiosità. Ovvero: Falloforia.
È, infatti, evidente che la falloforia, come ogni processione con statue di Dei, di Santi e simili, è una Teoforia, in altre parole un’espressione di fede con larga partecipazione popolare ed ostentazione solenne di simulacri, talora giganteschi, portati a spalle tra il tripudio generale e contorno di canti, musica e danze.
Dunque feste cristiane che hanno però salde radici nel passato politeista e primitivo. Un passato dove la falloforia era motivo e genere divino.