Kittel Bogo

Scrivere racconti è per me una specie di liberazione. Un esercizio di pratica antiossidante. Ci sono periodi che scrivo come un matto, computer acceso costantemente, testa impegnata, non mi distrae niente, tengo il bicchiere pieno e le mani sciolte. Poi ci sono invece periodi che non scrivo, non leggo, faccio fatica a sorridere e faccio fatica a tirare avanti.
Capita, son mica sempre tutte rose e fiori e sberleffi. E allora poi ti viene di pensare, e dopo un pò che pensi, ti viene di stare peggio. E allora accendi il computer. Wordpad.
Hai davanti uno schermo... tic, tic, tic... proprio come una pioggia sottile.

 

 

 

 

 

Danza alla falda bianca

Collana "I libri di Prospettiva"

 

ISBN 88-7418-012-8
Pagg. 98
Prezzo € 7,00

"Guardavo il sottobicchiere e il panno arancione sotto al sottobicchiere, riflettendo sul fatto che al barista non piacesse proprio pulire il bancone.
Quando arrivò il mio drink lo sistemai nell'unico spazio disponibile tra una lunga fila di panni belli stesi e quei cazzo di sottobicchieri di carta.
Il barista pelato mi guardò con un filo di compassione.
"Sono quindicimila."
Tirai fuori due banconote da dieci spiegazzate e pagai lentamente.
E’ una cosa che infastidisce i baristi pelati."