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Kaminski Christine

Nata in Belgio, il 27 giugno 1972, dall’età di sei anni vive in Italia dove risiedono le origini della sua famiglia materna. Qui ha intrapreso i suoi studi primari fino alla Facoltà di Scienze Politiche di Teramo, con l’intento d’intraprendere una carriera diplomatica, ma avendo preso atto che non è un orientamento professionale conforme alle sue attitudini, ha abbandonato la facoltà al terzo anno accademico e si è trasferita nella città di Roma per collaborare nello showroom di una stamperia d’arte contemporanea. Nel 1996 è tornata nella città in cui è cresciuta, dove ha ripreso gli studi per divenire grafico pubblicitario e web designer, ed ha avviato, dal 2001, un’attività rivolta alla comunicazione integrata.
Appassionata di lettura, nonché di musica e di arte contemporanea, dispiega la sua creatività in molteplici forme, dal disegno all’elaborazione di opere artistiche in digitale, e negli anni, sin da adolescente, ha scritto numerosi romanzi, pur senza pubblicarne alcuno.
Sito personale: www.christinekaminski.com
Leggi l'intervista all'autrice

 

 

 

 

 

 

 

 

Paura del buio.
La verità sempre, nel bene e nel male

Collana "Lettere" n° 136

 

ISBN 978-88-7418-555-9
Pagg.252
Prezzo € 14,00

La sincerità è una qualità imprescindibile, meravigliosa, ma talora viene sottovalutata, addirittura bistrattata, permettendo quindi che emerga la menzogna, un qualcosa che conduce ineluttabilmente al buio, al non possedere più la facoltà di vedere, ma non intorno, solamente dentro. La vita di Katherine è stata governata da questa paura, la paura del buio, una paura inveterata, incancellabile, che la tormenta sin da bambina, ma sebbene lei sia convinta che il proprio sia un limite fisico, in realtà non lo è, è unicamente un limite del suo cuore. Questa è una storia d’amore ambientata a New York, nella prestigiosa Columbia University, un treno che fatalmente le accade di poter prendere, forse l’ultimo, o magari l’unico riservatole dal destino, tuttavia questo treno le passa dinanzi in un momento in cui non è pronta, in cui è ancora soggiogata dal timore, la luce che può spegnersi, che non può più tornare, e questa stessa paura le impedisce di muoversi, così da giungere a rischiare di perderlo, di perdersi per sempre. L’uomo che incontra è straordinario, capace di suscitarle emozioni magnifiche, mai sentite, ma è altresì un uomo estremamente rigido, per certi versi inflessibile, che malgrado il potente sentimento germogliato in lui, combattuto ed osteggiato per quanto ritenuto incomprensibile, inaccettabile, proprio per la carenza di sincerità tra loro, si ritrova a divenire crudo, smodatamente ostile, forse malvagio. E così Katherine, ostacolata da eventi e persone che la confondono, la arginano, che la conducono a smarrire il giusto sentiero, la verità, giunge ad un punto morto, dove anche lei rischia di morire, in ogni senso, finché qualcosa non le concederà alfine di sconfiggere la paura del buio, le consentirà di vedere nuovamente la luce, sentire il calore, l’amore, distruggere per sempre il limite del suo cuore.

“...E si voltò per guardare oltre la finestra, il cielo limpido e inondato dai raggi solari, dalla luce che ora scorgeva soltanto fuori, perché dentro di sé, era ritornato un buio pesto, inaffrontabile.”