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Giannasi Andrea

Andrea Giannasi è un giornalista e storico lucchese.
Laureato in Storia contemporanea presso l'Università di Pisa con i suoi studi e le sue ricerche ha contribuito a far luce sulla partecipazione alla seconda guerra mondiale di contingenti militari dimenticati. Ha pubblicato, per la prima volta in Italia, libri sui brasiliani del Brazilian Expeditionary Force (che combattereno sulla linea gotica nel 1944-1945), i nippo-americani Nisei (che combatterono a Cassino e ad Anzio e contribuirono a liberare Genova nell'aprile 1945).
Dal governo brasiliano e dall'ANVFEB di Rio de Janeiro ha ricevuto la medaglia Marechal João Baptista Mascarenhas.
Ha insegnato nel 2005 nel corso di editoria all'Università di Pisa, Facoltà di lettere e filosofia, con Umberto Broccoli, Beppe Severgnini e Roberto Vacca. Ha partecipato come relatore presso l'Università di Palermo in occasione delle giornate mondiali dedicate alla Poesia organizzate dall'Unesco.

 

 

 

 

 

 

 

 

L'eccidio Tellini. Da Gianina all'occupazione di Corfù (agosto-settembre 1923)

Collana "CostellazioneOrione" n° 50

 

ISBN 978-88-7418-543-6
Pagg.188
Prezzo € 12,00

La mattina del 27 agosto 1923 a Zepi, località tra il cinquantatreesimo ed il cinquantaquattresimo chilometro lungo la strada tra Gianina e Kakavia sul confine tra la Grecia e l’Albania, una delegazione italiana guidata dal generale Enrico Tellini venne trucidata.
Tellini guidava la commissione incaricata dalla “Conferenza degli Ambasciatori” - organo della Società delle Nazioni - di tracciare i confini tra la Grecia e l’Albania e tra quest’ultima e la Jugoslavia.
Facevano parte della delegazione italiana il maggiore Corti (il medico della spedizione), il tenente Mario Bonaccini, aiutante di campo di Tellini, l’autista Remigio Farnetti e l’interprete albanese, Thanassi Gheziri, un Epirota di Leskovik.
Benito Mussolini, presidente del consiglio dall’ottobre del 1922, condannò l’eccidio e pretese riparazioni e scuse ufficiali da parte del governo greco. Atene, con Londra e Parigi, chiese l’intervento della Società delle Nazioni, mentre l’Italia bombardò e occupo Corfù.
Enrico Tellini nacque a Castelnuovo di Garfagnana
il 26 agosto 1871. I primi anni della sua vita li trascorse a Pontremoli, dove il padre si era trasferito come
Giudice del tribunale.
A tredici anni, superati gli esami di ammissione, entrò nel Collegio Militare di Firenze, dove viveva lo zio, e nel 1884 prestò giuramente come allievo. Dal 1901 ricoprì incarichi presso lo Stato maggiore dell’esercito a Roma, nel 1911 partecipò alla guerra italo-turca in Libia.
Distintosi in terra africana venne richiamato in patria per ricoprire l’incarico di addetto militare presso l’ambasciata d’Italia a Vienna. Durante la Prima Guerra Mondiale ricoprì numerosi incarichi fino alla cattura avvenuta nel 1917 durante la ritirata di Caporetto. Al termine della guerra fu promosso generale e inviato a Valona (Albania) al comando del contingente italiano.
Nel 1923 fu nominato dalla Conferenza degli Ambasciatori della Società delle Nazioni a capo di una commissione incaricata di tracciare i confini tra la Grecia e l’Albania. Il 27 agosto 1923 venne assassinato con gli altri membri della delegazione.