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Giampaoli Giampaolo
Mi chiamo Giampaolo Giampaoli. Sono nato a Lucca il 12 febbraio del 1973. Laureando in storia contemporanea all’Università degli Studi di Pisa, sono in possesso del diploma di maturità artistica conseguito presso il Liceo Artistico Statale di Lucca. La mie passioni sono la letteratura e la scrittura in generale. Apprezzo immensamente la poesia e in modo particolare la poesia del Novecento, da Gozzano e Corazzini in su. Per il resto, tra gli autori che prediligo c’è Giacomo Leopardi. Per la narrativa torno ad essere un estimatore della produzione novecentesca. La mia prima e per il momento unica raccolta di opere si intitola “Diario di poesia”, uscita nel dicembre del 2002 per i tipi della Prospettiva Editrice. Da dieci anni presto attività di giornalista pubblicista presso varie testate della mia città a tiratura periodica. Se l’ispirazione mi è favorevole, mi diletto anche nella stesura di racconti, ma in questo senso non ho ancora pubblicato. Per il resto occupo il mio tempo libero con i fumetti, l’informatica e i cartoon. Leggi l'intervista all'autore
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Diario di poesia Collana "I Ridotti" n° 135
ISBN 88-7418-071-3 C'è una presenza in questo libro di poesie, alla quale si deve ogni cosa: l'arrivo di una calda estate dopo un freddo inverno, la percezione della pioggia che sopraggiunge inattesa da un cielo rosso al tramonto, e tuttavia il poeta non riesce ad afferrarla, avverte che la propria esistenza è strettamente correlata a quella di lei, ma non sa riconoscerla. Quale struggente malinconia! I versi si snodano tra parole semplici, con le quali si costruisce una ricerca quasi disperata, impossibile, il cui lamento è come un'eco che si ripercuote anche dentro di noi. E quando, nella poesia "La spiaggia di gennaio", un vento di ghiaccio getta a terra sulla spiaggia due vecchi ubriachi che "trattengono l'anima/affinché non fugga nell'infinito", ciò che ne scaturisce è ancora una volta l'incomunicabilità, un silenzio che mantiene fermo l'inverno nel nostro cuore. "So che è possibile percepirti/nell'insieme delle cose", questa è l'ostinata speranza di una ricerca che il poeta sa di non poter abbandonare "adesso che ho bisogno/di scoprire me stesso". La scoperta di lei, nel senso anche della propria alterità, ha qui il significato aggiuntivo della conquista di un modo diverso di vivere contro una società, "madre egoista", che non ci lascia spazio, "che non vorrebbe mai veder crescere i propri figli". E ancora: "provava una profonda nostalgia/per tutte le illusioni/che avevano nascosto la realtà./Lei era la giovinezza/persa prima del tempo. Lei era il suo unico rimpianto." Giampaoli, dietro questi versi semplici e liberi, nasconde, ma non troppo, i suoi tributi a Ungaretti, Montale, Federigo Tozzi (al quale dedica l’ultima poesia), e soprattutto a Gozzano, che gli ispira una delle poesie più belle della raccolta: "Per Claudia, la signorina Felicità", con la quale si potrebbe identificare finalmente il risultato di questa ricerca, se non fosse che ancora il cammino è lungo e solo "Un giorno parleremo di tutto" e subito dopo, in "Parla piano": "Io sono così stanco/da non riconoscere nemmeno/il suono della tua voce." Il diario sigilla momenti della vita del poeta, di riflessione e di stupore che, tuttavia, non sono solo suoi, ma ci appartengono, poiché, anche se non siamo stati capaci di raccoglierli, essi hanno attraversato, e forse attraversano ancora, la nostra sofferta ed "ineluttabile" esistenza. Esistenza di cui nella poesia "Ti ho cercato nel buio", l’autore rivela tutto lo smarrimento: "La tua voce era un codice/difficile da decifrare./Ci sono riuscito,/ma non è servito.", che non è ancora, tuttavia, il segno di una rinuncia. Bartolomeo Di Monaco
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