Frenda
Vincenzo
Sono nato a Cagliari nel 1976 dove ho frequentato le scuole
fino al diploma di maturità scientifico del liceo Alberti. Poi
mi sono trasferito a Roma per motivi universitari, ma sono incappato in
un lavoro alla Rai che ha catturato gli sforzi degli ultimi quattro anni
della mia vita.
Oggi sono un giovane programmista-regista e collaboro con alcune riviste,
tutto questo per non tornare a fare lo studente.
Durerà?
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Non
avrei mai dovuto imparare a suonare la chitarra
Collana "On
the road" n° 35

ISBN 88-7418-227-9
Pagg. 130
Prezzo € 8,00
Questo libro non è finzione. L'accattivante susseguirsi
dei fatti raccontati non è merito di una fervida fantasia, drammaticamente
ispirata, ma è solo la rispettosa narrazione di fatti realmente
accaduti.
Il racconto ha nel suo snocciolarsi, una certa fretta, una voglia evidente
di arrivare alla fine, in modo che il titolo, che è la premessa
necessaria e la fine inevitabile di tutta la storia, abbia una ragione,
sia insomma la calce che seppellisca una vicenda di incalcolabile impatto
emotivo.
La storia è quella di Vincenzo adolescente cagliaritano, cresciuto
all'ombra del canestro del campo di basket del suo quartiere. Ma Genneruxi
(quartiere bene di Cagliari) e le sue dinamiche iniziano a stargli un
po' strette. Le prime uscite, i primi viaggi e l'incontro fatale con Francesca
sono gli elementi che contraddistinguono la sua inevitabile crescita,
ma con nello sfondo la chitarra, come filo conduttore, come tornaconto,
come tappezzeria, come ragione di ogni passo verso l'età adulta.
In pochi mesi Vincenzo conoscerà l'illusione, il desiderio, il
tradimento.
Per raggiungere Francesca trasferitasi a Londra per l'estate, abbandona
il branco cagliaritano e lì vivrà dieci giorni densissimi
fra speranze, parole non dette, incontri proibiti, e vita al limite del
fallimento sentimentale.
Ma le ultime pagine nascondono una ragione fittizia, una toppa che occulta
una voragine al cui centro c'è una chitarra usata.
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