Sono nata a Neuilly-sur-Seine all’Ospedale Americano.
Mio padre era un militare della Marina Italiana in servizio alla NATO.
Per via del suo lavoro durante l’infanzia e la prima adolescenza ho cambiato spesso città e, di conseguenza scuola e relativo ambiente. Ho avuto l’opportunità di conoscere molti luoghi e persone, soprattutto stranieri. Da un certo p.d.v. è stato un vantaggio, ma come tutte le medaglie ha avuto anche il suo rovescio: non ho potuto avere un gruppo di coetanei a cui legarmi.
Ho imparato a leggere a 5 anni e all’età di 9 anni ho letto Il gattopardo ed a 14 avevo già divorato buona parte della letteratura europea, tra cui Tolstoj e Kafka.
Con la lettura avevo scoperto tanti amici e compagni; m’ero ritagliata un mondo di fantasia.
Nella vita reale ero una ragazza solitaria, non per scelta personale.
Infine dopo tanti trasferimenti ci siamo stabiliti a La Spezia dove mio padre ha concluso la sua lunga carriera in Marina. Sono così riuscita ad avere un’esistenza più tranquilla e normale, mai noiosa.
A scuola sono sempre stata molto “brava”, mai comunque la secchiona.
Mi sono impegnata nel volontariato soprattutto per i ragazzi disabili.
L’impegno politico non mi ha coinvolto molto perché non ho mai creduto ai partiti che ho sempre visto come centri di manipolazione delle coscienze. Ho sempre avuto chiaro il principio dell’indipendenza.
Per i miei valori etici a circa 20 anni mi sono iscritta ad Amnesty International.
Nel frattempo ero iscritta alla facoltà di Medicina all’Università di Pisa.
Il mio corso di studi è stato regolare e di buon successo fino all’inizio del V° anno. Sono andata incontro ad una forte crisi esistenziale per cui ho interrotto gli studi per circa 8 anni.
In quello stesso periodo ho incontrato un ufficiale dei Paracadutisti con cui mi sono sposata nel giro di pochi mesi. Mio marito è la persona che mi ha dato il coraggio di iniziare a scrivere e poi riprendere gli studi fino alla laurea.
Quando finalmente mi sono laureata ho iniziato subito a lavorare nelle guardie mediche. Il mio primo incarico è stato in un villaggio turistico –Cugnana Verde- in Costa Smeralda. Ma, pur piacendomi molto il lavoro di medico generico mi sono da subito indirizzata a conseguire la specializzazione in ambito psicologico.
Dopo varie traversie mi sono iscritta alla Scuola di Psicoterapia Analitica presso l’Istituto Sullivan di Firenze. Sono diventata così un Medico Psicoterapeuta, una psicoanalista interpersonale.
Attualmente lavoro nel privato come libera professionista, svolgo consulenze per conto della Procura della Repubblica e collaboro ad una ricerca sulla Psicoterapia Integrata con alcuni psichiatri della Clinica Psichiatrica di Pisa.
Anni fa’, spinta da mio marito –dato il mio carattere non lo avrei mai fatto- ho cominciato a partecipare con molta riluttanza a concorsi letterari. Avevo un incubo: essere una signora di buona famiglia che riempie fogli di lacrimevoli ed insulsi raccontini…. Non so se mi sono spiegata. Poi, è arrivata la lettera di un editore romano che apprezzava un mio testo. E’ partita la prima pubblicazione del romanzo “Come d’autunno” edito dalla casa editrice Oppure. Per la precisione, per ragioni molto personali ho usato uno pseudonimo Francesca Montagner.
Dopo circa 1 anno, ho partecipato al premio letterario l’Autore dove sono stata segnalata per la pubblicazione. Così è stato stampato per conto della Maremmi
Figli della Luna.
Infine grazie alla presentazione del mio amico dr.Piero Nannini sono entrata in contatto con il dr.Andrea Giannasi della Prospettiva Editrice. I suoi progetti mi hanno entusiasmato.
Cos’altro dire? Come ho già detto mi piace leggere, ho divorato libri su libri…
Ho al mio attivo pubblicazioni scientifiche nell’ambito psichiatrico e psicoanalitico.
Sono sempre iscritta ad Amnesty International.
Adoro i gatti… ne ho circa quattro.
Mi piace l’arte…. Appena posso viaggio, soprattutto per le città europee.
Musicomane…
Non ho molto da raccontare… tranne il fatto che continuo sempre ad aggiornarmi, a studiare a cercare di essere sempre migliore del giorno prima.
Penso che abbiamo sempre bisogno di crescere ed imparare.
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Roxie riconobbe facilmente il suono sordo del motore del fuoristrada di Michael. Si affrettò ad uscire fuori dal pub, voleva essere la prima a vedere le due italiane. Da tempo si rodeva l’anima immaginando due brune mediterranee bellezze varcare la soglia dell’hotel. Il loro arrivo era un’autentica novità, perchè fino ad allora avevano ospitato persone provenienti soprattutto da paesi del Nord o dagli USA o dal Canada. Era convinta che le due ospiti avrebbero apportato scompiglio nella loro tranquilla comunità. Ma, nel momento stesso in cui distinse le loro figure delinearsi nette nella pacata luce del tramonto, capì che quelle due donne non avrebbero rappresentato alcun problema perchè non avevano niente di esotico, niente di mediterraneo, insomma nessuna strabiliante diversità da attirare l’attenzione dei maschi locali. “Ma che scherzo è?” Si chiese, mentre l’acredine ingiustificata che l’aveva assalita si dissolveva rapidamente. Poteva essere più che cordiale. E lo fu, perchè Roxie era capace di passare dal più acido degli umori alla cordialità in pochi secondi.
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Colonna Crupi Francesca
La storia che non c'è
Whisky e poesia
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