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Anderini Sabina

Sabina Anderini nasce a Perugia e qui si laurea alla Facoltà di Scienze Politiche nel 1995. Prosegue gli studi specialistici in Diritto e Politiche comunitarie. Negli anni ha continuato ad occuparsi delle problematiche delle minoranze etniche e dell’immigrazione. Attualmente vive a Roma e lavora presso l’Isfol - Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori – dove si occupa di progetti per l’inclusione socio-lavorativa dei gruppi svantaggiati ed in particolare degli immigrati.

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L'Istria e la minoranza italiana nella crisi jugoslava (1974-1994)

Collana "I Territori" n° 13

 

ISBN 978-88-7418-339-5
Pagg. 168
Prezzo € 12,00

Dopo la Seconda Guerra Mondiale e il massiccio esodo che sconvolse totalmente l'equilibrio etnico della penisola istriana, la componente italiana si ritrova a costituire una piccola percentuale della popolazione nella regione e una delle tante minoranze all'interno della Federazione jugoslava. È da questo momento che iniziano i problemi degli italiani in Istria: l'emarginazione dalla vita sociale e politica, il senso di sradicamento. Dopo i cupi anni '70 e '80, quando si temeva per la sopravvivenza della comunità italiana in Istria, la crisi jugoslava prima e la guerra poi hanno rischiato di aggravare ulteriormente una situazione già difficile, mettendo a repentaglio l'esistenza di questa minoranza.
Attraverso le pagine de "La Voce del Popolo", il quotidiano della minoranza stampato a Fiume, si ripercorrono le vicende degli italiani in Istria nella fase di dissoluzione della Repubblica Socialista Federativa Jugoslava, rilevandone problemi, progetti e prospettive, sogni e paure.
Le vicende della minoranza si intrecciano con l'emergere di un forte movimento regionalistico istriano, di cui si fa interprete la Dieta Democratica Istriana. Questo movimento rappresenta una risposta alla forte crisi politica ed economica della Federazione, ma allo stesso tempo affonda le radici in quell'intreccio secolare di popoli e culture che ha fatto dell'Istria il simbolo di una regione di frontiera.
L'Istria diventerà, così, la roccaforte di difesa contro tutti i nazionalismi e, in particolare, di lotta contro il rinato nazionalismo croato. Questa regione diventerà anche il simbolo di una cultura di pace e convivenza all'interno di una Jugoslavia in preda ai più feroci contrasti etnici. Una terra che si eleverà al di sopra della Jugoslavia per inserirsi nel contesto europeo.