"Un bicchiere
per dio"
di Alessio Duranti
Prefazione
Alessio Duranti corre un rischio, quello di trovarsi in una posizione
eccentrica, luminosamente marginale, nella poesia giovanile di oggi.
E tengo subito a dire che questo va a suo merito.
I nostri giovani poeti, almeno a quel che a me capita di leggere,
guardano esclusivamente ed ossessivamente dentro sé stessi.
Alessio Duranti è invece curioso della vita e del mondo, è
aperto.
Quei giovani adorano i miti letterari d'oltre atlantico, che siano
gli ultimi fuochi della beat generation o i turbolenti e sanguigni
incubi sudamericani. Alessio Duranti è profondamente, veramente
e, direi, aristocraticamente toscano.
Quegli altri vanno dietro ai turbamenti del loro soggettivismo: "Solo
io e il mio dolore, io e la mia maledizione. Io da una parte, dall'altra
il mondo, ingiusto, malvagio". Ma , a mio parare, avercela con
tutti è come non avercela con nessuno.
Alessio Duranti non si sottrae, invece, all'antico dovere dell'artista
di "leggere" la società nella quale vive ed opera
e di scegliere, di distinguere, scegliendo con chiarezza la sua parte.
Cioè fa poesia civile.
Non la fa sempre, continuamente, non è un comiziante. La fa
a volte, quando gli pare, ma con forza e trasparenza.
Dicevo della sua "Toscanità", l'ho definita vera
e aristocratica, vorrei dire aristocratica perché vera: negli
ultimi anni questa terra sta rischiando di divenire paccottiglia per
turisti, come i David di gesso o le torri di Pisa nelle bocce di plastica,
che se le capovolgi scende la neve. Tutto è vetrina, tutto
è in vendita e tutto poi è tipico e originale; come
borse e portafogli di pelle cuciti da mal pagate mani cinesi o i saporitissimi
piatti dei nostri ristoranti, preparati da cuochi filippini, indiani,
ecuadoriani… Di fronte a questo scenario fasullo e volgare,
splende di nobiltà quel poco di autentico che resta, fosse
anche un vecchio aratro o una botte o una porta di quercia.
Uno dei pregi della poesia di Alessio Duranti sta nel darci questo
sapore di Toscana vera, innocente, cruda; questo suo sapore di vino
e di pane; l'odore dei boschi, dell'erba appena tagliata. Una Toscana
da notti e veglie intorno al fuoco.
Ma stiamo attenti la poesia di Duranti non ha nulla di datato, di
"fuciniano" o di falsamente popolaresco. Nella maniera più
assoluta è poesia d'oggi, scritta da un giovane uomo d'oggi,
colto e sensibile, che però sente nel cuore e nella pelle il
legame indissolubile con a sua terra; la campagna toscana più
vera, luogo di natura e di civiltà, di libertà e tradizioni
radicate. La Toscana che i toscani tengono per sé, che i turisti
non vedranno mai perché non si lascia mettere in vetrina.
Attraverso questa via arriviamo a quella che è la forza caratterizzante
delle poesie del nostro autore: la spontaneità.
Nei suoi versi tutto è vero, immediato, diretto. È una
spontaneità che a volte diventa irruenza, pagando anche il
prezzo di qualche discesa della tensione formale; ma è un prezzo
giusto. Ci guadagna di autenticità e compattezza.
Scopriamo così una poesia fatta di passioni, di amore, di voglia
di verità, che ci si avventa dentro a bruciare l'indifferenza
e lo scetticismo che la vita, con i suoi squallori, ha accumulato
nelle nostre anime.
Attraverso i suoi versi, Alessio Duranti, ci si dona interamente,
senza mediazioni o narcisismi. Ci fa sentire nel suo mondo denso,
compatto, tutto costruito su valori forti e veri. Alessio Duranti
ci fa sentire come quando ama la sua donna, la sua terra, la sua gente
e come da questi suoi amori intimi, tragga lo slancio e la consapevolezza
per amare tutte le donne, tutte le terre e tutte le genti.
Viviamo in un'epoca nella quale, troppo spesso, l'attaccamento alla
propria realtà, patria, religione, si coniuga con avversione,
o addirittura odio verso gli "altri", i diversi, che vengono
da altre patrie, professano altre religioni. Nella poesia di Alessio
Duranti troviamo la conferma che questa è solo una grande idiozia.
Non si può veramente amare la cultura di una terra, di un popolo,
senza amare la Cultura in sé; e la Cultura è universale
o non è.
Questa elementare verità spesso sfugge alla gente; spesso sfugge
ai politici. Non sfugge ai poeti, che hanno il compito di comunicarcelo,
di insegnarcelo.
Alessio Duranti riesce a farlo magistralmente, perché è
un vero poeta.
Fausto Tanzarella