"Stati
turbati"
di Loris Degni
NEPPURE UN BICCHIERE D’ACQUA
Di quelli non me ne importa niente di niente. Se si avvicinano con
cattive intenzioni, se istigano, se minacciano, se vogliono addirittura
venire alle mani, non faccio altro che chiamare la polizia, bello
sarebbe, la polizia in chiesa con il prete che spartisce i litiganti,
perché gli altri forse no, ma lui ne è capace, sa solo
menare le mani, sempre in guerra, il verme.
Questo passante è più piccolo degli altri, mi conviene
saltarlo e far passare la cinghia direttamente a quello seguente…
così è meglio, no, no la camicia è perfetta,
non vado a una sfilata, anche se loro saranno eleganti, ci tengono
a sfoggiare in ogni situazione, comunque me ne frego di tutti, io
faccio la mia entrata e forse se arrivo prima è pure meglio,
dignitoso devo essere, se si avvicinano saluto, altrimenti vado dritto
dritto ai primi banchi, ai primi proprio non penso, pare quasi che
voglia provocarli, anche se ne avrei tutti i diritti, non sto rubando
niente a nessuno, la giacca mi sembra pesante, è pesante ma
non ho nessuna smania di fare il cambio di stagione, magari ci penso
sabato e sabato sarà già lontano questo maled…
benedetto giorno, potrei scegliere la navata destra, lì ci
sono sempre alcune sedie per chi vuole pregare i suoi santi, almeno
funzionava così quand’ero bambino, le chiese cambiano
raramente, perciò sarà sempre com’era prima. Mi
mandano fuori? A me mi mandano fuori? Beh, allora casca ogni rispetto
umano e divino, e non mi vengano a dire che ho la faccia tosta e sono
il solito strafottente, perché stavolta denuncio tutti, dal
primo all’ultimo, pure i bambini denuncio… saranno grandi
adesso, ne saranno nati altri, non so neppure quante volte sono zio,
non è che ci muoia per questo, però mi farebbe piacere
rivederli… rivederli, rivederne qualcuno, sinceramente solo
qualcuno perché molti dei loro figli saranno tali e quali ai
genitori, buon sangue non mente, purtroppo.
Macché mi commuovo! Non mi commuovo affatto… è
pure normale che accada… cioè, che possa accadere, più
che altro è una specie di nostalgia, perché mi riporta
indietro nel tempo rivedere certe facce… certo che non me la
scordo, quella di Lisa, no… e come si fa a dimenticare certi
sguardi? Mi voleva bene, era ancora una bambinetta ma mi voleva bene,
veramente, stava là, seduta, senza fiatare per tutto il tempo,
quando ho fatto per uscire aveva una lacrima, soltanto una lacrima
sulla gota destra, mi sembrava celeste, forse ce n’era un’altra
ma non l’ho vista, o l’aveva asciugata col dorso della
mano, secondo me comprese tutto, in profondità voglio dire…
non riusciva a concettualizzarselo, ma lo sapeva che non sarei tornato
più, anche perché non mi avrebbero dato NEPPURE UN BICCHIERE
D’ACQUA, figurarsi se mi avrebbero riaccolto, e poi furono espliciti,
« scordati questa casa… » manco ai cani si nega
un bicchiere d’acqua…