<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>prime pagine di Vittorio Baccelli Prospettiva editrice
 

 

"Stati turbati"
di Loris Degni

 

NEPPURE UN BICCHIERE D’ACQUA

Di quelli non me ne importa niente di niente. Se si avvicinano con cattive intenzioni, se istigano, se minacciano, se vogliono addirittura venire alle mani, non faccio altro che chiamare la polizia, bello sarebbe, la polizia in chiesa con il prete che spartisce i litiganti, perché gli altri forse no, ma lui ne è capace, sa solo menare le mani, sempre in guerra, il verme.
Questo passante è più piccolo degli altri, mi conviene saltarlo e far passare la cinghia direttamente a quello seguente… così è meglio, no, no la camicia è perfetta, non vado a una sfilata, anche se loro saranno eleganti, ci tengono a sfoggiare in ogni situazione, comunque me ne frego di tutti, io faccio la mia entrata e forse se arrivo prima è pure meglio, dignitoso devo essere, se si avvicinano saluto, altrimenti vado dritto dritto ai primi banchi, ai primi proprio non penso, pare quasi che voglia provocarli, anche se ne avrei tutti i diritti, non sto rubando niente a nessuno, la giacca mi sembra pesante, è pesante ma non ho nessuna smania di fare il cambio di stagione, magari ci penso sabato e sabato sarà già lontano questo maled… benedetto giorno, potrei scegliere la navata destra, lì ci sono sempre alcune sedie per chi vuole pregare i suoi santi, almeno funzionava così quand’ero bambino, le chiese cambiano raramente, perciò sarà sempre com’era prima. Mi mandano fuori? A me mi mandano fuori? Beh, allora casca ogni rispetto umano e divino, e non mi vengano a dire che ho la faccia tosta e sono il solito strafottente, perché stavolta denuncio tutti, dal primo all’ultimo, pure i bambini denuncio… saranno grandi adesso, ne saranno nati altri, non so neppure quante volte sono zio, non è che ci muoia per questo, però mi farebbe piacere rivederli… rivederli, rivederne qualcuno, sinceramente solo qualcuno perché molti dei loro figli saranno tali e quali ai genitori, buon sangue non mente, purtroppo.
Macché mi commuovo! Non mi commuovo affatto… è pure normale che accada… cioè, che possa accadere, più che altro è una specie di nostalgia, perché mi riporta indietro nel tempo rivedere certe facce… certo che non me la scordo, quella di Lisa, no… e come si fa a dimenticare certi sguardi? Mi voleva bene, era ancora una bambinetta ma mi voleva bene, veramente, stava là, seduta, senza fiatare per tutto il tempo, quando ho fatto per uscire aveva una lacrima, soltanto una lacrima sulla gota destra, mi sembrava celeste, forse ce n’era un’altra ma non l’ho vista, o l’aveva asciugata col dorso della mano, secondo me comprese tutto, in profondità voglio dire… non riusciva a concettualizzarselo, ma lo sapeva che non sarei tornato più, anche perché non mi avrebbero dato NEPPURE UN BICCHIERE D’ACQUA, figurarsi se mi avrebbero riaccolto, e poi furono espliciti, « scordati questa casa… » manco ai cani si nega un bicchiere d’acqua…