<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Alessandro Trisciani Prospettiva editrice
 


Alessandro Trisciani parla del suo
"Sette notti di Polvere e Vento"

Da dove nasce questo romanzo?
La passione per la scrittura sinceramente l'ho sempre avuta, fin da piccolo, ma questo testo in particolare è venuto fuori in un momento particolare della mia vita, quando è mancato un mio grandissimo amico. E in quella circostanza, in qualche modo, mi è sembrato che ci fosse un qualcosa dentro di me, una rabbia nascosta, che andava buttata fuori. Questo romanzo infatti l'ho scritto in pochissimo tempo e con un'energia incedibile.

E' un romanzo autobiografico?
Proprio autobiografico non direi, anche se buona parte della storia è costruita su situazioni vere. I personaggi, per esempio, anche se hanno nomi inventati sono tutti ripresi da persone che conosco veramente, che mi sono state vicino in passato, e che continuano ad esserlo. Tante delle emozioni e dei sentimenti che cerco di descrivere poi, sono quelle che realmente ho provato o che ho percepito intorno a me. Ma la fabula no, quella è completamente inventata, anche se ambientata in luoghi esistenti.

Come interpreti il rapporto tra stato d'animo e scrittura.
Bé, penso che le due cose siano assolutamente inscindibili. Quando scrivo, quello che viene fuori è inevitabilmente derivante da come mi sento. Ho provato ad esempio, per un periodo a scrivere una storia che nasceva da una situazione in cui mi ero venuto a trovare, ma dopo qualche tempo ho dovuto interrompere perché non ci riuscivo più. Era come non sentire più come mio quello che la storia imponeva di dire. Così sono stato costretto a mollare. L'ho lasciato lì. Non c'era niente da fare. Il lato positivo però è che quello che si produce risulta per forza vero, sincero, appassionato. Forse solo i grandi scrittori riescono a scrivere qualcosa senza sentirla, io per il momento non ci riesco, e non so se mi piacerebbe esserne in grado.

Che cos'è per te l'amicizia?
L'amicizia è amore. Non ci sono mezze misure. Quando hai un amico, un amico vero intendo, in un certo qual modo non puoi negare di essere un pò innamorato di lui. E questa se ci si pensa bene è una cosa meravigliosa. L'amicizia la devi coltivare, la devi mantenere in vita, ma tutto questo non costa fatica, anzi. E' un qualcosa che si fa semplicemente perché fa piacere farlo, come l'amore. E se si sente che queste cose ci pesano, allora bisognerebbe cominciare a rivalutare il valore di questa amicizia.

Quindi l'amicizia può finire, proprio come l'amore...
Penso che in senso stretto l'amicizia sincera non possa mai finire, proprio come l'amore. Ritengo piuttosto che non sia tanto una questione di sentimento in sé, quanto di persone. Le persone cambiano, è innegabile, e spesso capita che non sappiano adeguare i propri rapporti al cambiamento. Succede che qualcosa rimane indietro, aggrappato ad un qualcos'altro che non esiste più, così tutto diventa improvvisamente difficile e inadeguato. Anche per l'amore è la stessa cosa, solo che in questa circostanza forse capita più spesso di non ricordare. Non ci si ricorda del valore di quello che si ha, così si finisce per perderlo. L'amore, secondo me, finisce così, per dimenticanza.

Quali sono le tue letture preferite?
Sicuramente preferisco la narrativa italiana. Ho una passione sfegatata per tutti gli autori nostrani. Mi piace leggere anche i libri di altri giovani come me, e sono sincero quando dico che compro sempre qualcosa fermandomi a scartabellare per le bancarelle dei libri meno famosi. Resta il fatto però che il mio punto di riferimento artistico è sicuramente Alessandro Baricco. Adoro la sua tecnica e mi piace pensare di avvicinarmi al suo modo di scrivere. Cercare di imitarlo. Assolutamente sublime.

Quanto contano le persone che ti stanno intorno?
Tantissimo. Sono una persona che ama la solitudine, è fuori discussione, ma forse proprio per questo, quando mi capita di avere qualcuno vicino, ne apprezzo la vicinanza. La compagnia a cui sono abituato è voluta, quasi sempre, e questo rende più semplici e piacevoli le cose. Per chi è abituato a stare molto da solo, l'occasione della prossimità diventa vitale per dimostrare i propri sentimenti e per caricarsi della forza di chi ti ha a cuore. E' una cosa importante a mio avviso, perché troppo spesso si danno per scontate un sacco di cose, quando invece scontate non sono. Dove sta scritto infatti che gli altri ci devono volere necessariamente bene?! Da nessuna parte. Se si riesce a capirlo, quando ci si rende conto che poi fortunatamente è così, allora si fa caso a molte più cose.