<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Scaliati Giuseppe Prospettiva editrice
 


Giuseppe Scaliati
parla del suo libro
"In difesa della tradizione. L'alleanza tra tradizionalisti e neofascisti"

 

Come mai hai deciso di scrivere un libro sui tradizionalisti cattolici?
L’idea di scrivere un libro su questo argomento viene dall’intento di approfondire una parte del mio studio sull’estrema destra. Infatti, quello che il testo mette in risalto è come nel nostro paese la galassia cattolico-tradizionalista sia in stretto legame con la destra radicale. Una intesa rafforzatasi negli ultimi anni fino a portare ad una sorta di sovrapposizione dei due fronti, quindi si assiste ad una cristianizzazione degli aderenti ai movimenti neofascisti (Lega Nord compresa), e d’altro canto ad una fascistizzazione della sponda cristiana.   

Perché questa intesa?
Se fino a qualche anno fa la stretta connessione si basava sulla difesa di principi come quello della “Tradizione” o il rifiuto dell’uguaglianza, oggi la lotta comune porta queste due sponde principalmente ad opporsi al fenomeno dell’immigrazione, a quella che considerano oramai l’invasione islamica; oltre a condurre altre battaglie come quelle all’omosessualità e all’aborto.

Ha già pubblicato altri libri?
Sì ho già pubblicato nel 2005 TRAME NERE. I movimenti di destra in Italia dal dopoguerra ad oggi, dove analizzo i fatti ed i personaggi dell’estrema destra italiana negli ultimi cinquanta anni; e l’anno seguente è uscito DOVE VA LA LEGA NORD, Radici ed evoluzione politica di un movimento populista, in cui invece, cerco di spiegare come negli ultimi anni il partito leghista abbia effettuato una sterzata verso la destra estrema, con forti accenti cattolico-tradizionalisti.  

Quindi i tuoi testi sono in un certo senso collegati?
Sì, posso affermare che in un certo senso un filo comune li unisce, ciascuno dei miei lavori cerca di spiegare una parte di quell’arcipelago fatto di sigle, movimenti ed associazioni che si collocano all’estrema destra del panorama politico italiano. Un mondo variegato, ma strettamente collegato in nome della difesa dell’identità cristiana e nazionale (padana in caso della Lega), e che non fa mistero delle proprie posizioni razziste, xenofobe, omofobiche, ecc. 

Quando hai iniziato a scrivere?
In maniera decisa con la mia tesi di laurea, quando ho voluto approfondire la conoscenza su una ideologia, quella anarchica, poco conosciuta. Il mio lavoro infatti, ha racchiuso l’anarchismo dalle origini e tutte le sue sfumature nell’arco dei secoli.

Come mai poi ti sei concentrato sulla destra estrema?
Quasi per caso. Diciamo che un giorno ho deciso di mettere insieme tutte le informazioni che avevo raccolto per curiosità su questo argomento, ho cominciato a leggere libri su questo tema ed è nato il primo testo. Da allora cerco di approfondirne ogni aspetto e sicuramente IN DIFESA DELLA TRADIZIONE è un argomento finora poco trattato, ecco perché ritengo che questo testo sia unico nel suo genere.