<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Daniela Attilini Prospettiva editrice
 


Vittorio Piscitello parla del suo
"La giostra dei sogni"

Perchè "La giostra dei sogni"?
Perchè c'è un momento nella vita che ognuno di noi ha bisogno di realizzare i propri sogni, i sogni di tutta una vita.

In quale momento della giornata scrivi?
Non c'è un momento particolare, sicuramente la quiete della mia camera con il suo perenne effluvio di incenso e le luci soffuse alimentano in me la mia voglia di evadere dalla realtà per rifuggiarmi nelle mie fantasie.

Che cosa significa per te la lettura?
E' fondamentale, ogni volta che leggo attingo delle goccie di vita, che poi riverso nello scrigno della mia esistenza.

Quale motivo ti spinge a scrivere?
E' come una fiamma che divampa lentamente in profondità. Quando è al culmine del suo calore mi da una sensazione di appagamento, poi lentamente avverto una sensazione di rinascita, come se mi fossi liberato di un corpo estraneo che non vuole più dimorare dentro di me.

Da dove trai ispirazione per scrivere un libro?
Dalla realtà che mi circonda, dalle esperienze negative e positive che mi hanno fatto crescere, ma principalmente dalla mia continua ricerca interiore.

Quali sensazioni, stati d'animo e riflessioni speri possa suscitare nel lettore il tuo libro?
Immagino il mio romanzo come una delicato cristallo di neve che si va dissolvendo nelle mani del lettore, e lentamente si imprime nella pelle fino ad arrivare al cuore; passione, dolore, coraggio, odio fino a sfociare nell'imprescindibile amore per la vita.

Pensi che un giorno smetterai di scrivere?
NO, smettere di scrivere vorrebbe dire non sognare più, e io ho bisogno di sognare.