<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Fabio Pellerano Prospettiva editrice
 


Fabio Pellerano parla di sé e del suo "JackdelleNuvole"

Da dove è nato il desiderio di scrivere un libro?
Nasce dal piacere di narrare, di far nascere, muovere, camminare i personaggi che si incontrano e si parlano, disegnando continuamente nuovi panorami e situazioni. Dalla voglia di vedere come gli avvenimenti procedono, per farli terminare, tirando le fila delle vite raccontate. E'
una forza interiore che ti incita a continuare, a narrare finché hai detto tutto, finché senti che le vicende volgono al termine o hanno esaurito il
loro tempo.

Da chi e da cosa si è ispirato nello scrivere JackdelleNuvole?
Il libro è nato quasi per caso quando ho iniziato a scrivere le prime pagine sul taccuino di viaggio che porto sempre con me quando viaggio; scritto il
primo capitolo, ho sentito che forse avrei avuto bisogno di altro spazio, così ho comprato un quaderno ed ho iniziato a scrivere e per circa tre mesi
non ho fatto altro, ovviamente nei ritagli di tempo, tra un lavoro ed un altro.
Mi hanno ispirato le persone incontrate, negli ostelli o durante i passaggi in autostop e le situazioni che vivevo, nonché le sensazioni che provavo,
lontano da casa da parecchi mesi e con la curiosità che mi spingeva a muovermi in una nuova realtà.

Come mai nel suo libro i personaggi hanno anche nomi stranieri?
Avendolo scritto durante il viaggio ho conosciuto talmente tante persone che l'idea di inserirli nel romanzo mi piaceva, così il mondo multietnico che mi circondava l'ho riportato nel mondo di Jack.

Ci sono dei tratti autobiografici nel protagonista?
Essendo il primo direi di si; c'è anche il mio modo di vedere il mondo ma Jack riesce a camminare con le sue gambe, anche senza i miei suggerimenti.

Come definirebbe il suo modo di scrivere?
E' un modo che cerca con le parole di dare delle pennellate che creino l'atmosfera, una sorta di impressionismo, dove il lettore può immaginare ed
entrare nel romanzo.

Che libri legge?
Leggo romanzi, ma anche saggistica e libri legati alla professione. Tra gli scrittori mi sono piaciuti Hornby e McLiam Wilson, come Baricco e Calvino, ma nella mia libreria sono presenti anche Marquez, Kundera e tantissimi altri.

Quali sono i suoi punti di riferimento letterari?
Sicuramente ci sono gli autori che amo leggere, quelli che mi coinvolgono, ma cerco comunque di scrivere come mi piace scrivere, al di là degli spunti che questi autori offrono.

Come si aspetta che continuerà questa avventura?
Mi piacerebbe poter fare lo scrittore di professione ma è ancora molto presto per poterlo dire; ho scritto anche altri romanzi, ma attendo di
vedere come procederà l'avventura prima di pubblicarli.