Ronni Parmi parla del suo "L'enigma Varos"
Come è nato questo romanzo?
La letteratura offre e la letteratura riprende. C’è
qualcosa di soprannaturale in questa legge degli equilibri. Sono
gli stessi autori che maggiormente capaci di approfittare del serbatoio
universale della letteratura, patrimonio comune per gli uomini,
che poi sono anche riusciti a contribuire significativamente all’arricchimento
dell’eredità. Badate bene, non mi sto paragonando ai
grandi scrittori, per carità, ma nel mio piccolo, anzi, in
tutti i piccoli, la legge viene rispettata. E così, da sempre
desideroso di scrivere, un giorno stavo leggendo il Dio del fiume
di Wilbur Smith, autore che tra l’altro non mi piace neppure
molto, e la legge soprannaturale è scattata: un capitolo
mi ha appassionato, ispirato, no meglio, mi ha fatto provare delle
particolari emozioni che ho voluto mettere subito sulla carta, e
qualche mese dopo l’Enigma Varos era nato.
Quali sono i temi del tuo romanzo?
Varos lambisce davvero molti aspetti. Dalle categorie classiche
della Spy-Story, alle brighe della psicologia clinica, dall’azione
pura e adrenalinica, all’introspezione minuziosa, le missioni,
le battaglie, gli amori, gli inganni e le certezze degli uomini.
Tutto ciò che può rappresentare una contraddizione
mi interessa. Il conflitto è quanto da sapore ad ogni situazione:
pensate che noia sarebbe la vita se tutta coerente e lineare! Quindi,
l’Enigma Varos è un po’ tutto questo: un thriller
che s’incentra sulle contraddizioni vissute dal protagonista.
Perché proprio un romanzo Thriller?
Perché, per ora, la scrittura o la lettura di un romanzo
devono essere principalmente fonte di divertimento. In seconda istanza,
se possiedono le qualità, spunto di riflessione. E’
un giudizio che probabilmente muterà quando sarò più
vecchio, ma adesso va bene così. Scrivo per divertirmi e
divertire, ed il genere thriller è quello che forse maggiormente
si presta a quest’esigenza. Inoltre è anche il genere
migliore per la commistione di canoni e categorie letterarie che
da sempre mi attirano e interessano. Nel thriller ci può
stare tutto: dramma, commedia, satira, poesia...
Un esempio?
Ho cercato di adottare uno stile e una prosa inconsueta per un thriller
classico, forse un attimino ricercata, è vero, ma con il
chiaro intento di rendere le situazioni drammatiche buffe e i momenti
da commedia pieni di tensione. Spero di aver ottenuto un buon risultato.
La trama?
I protagonisti sono i sei membri di un’elite di combattenti
prodotti da un programma che riecheggia dell’antica usanza
della città stato greca, e cioè allevare fin dall’infanzia
dei soldati abili e fedeli. “Lo scopo di questo programma”
enuncia il fondatore “è tornare, dopo l’era dello
sviluppo bellico altamente tecnologico, a rivalutare l’importanza
fondamentale del fattore umano”. Ed è il fattore umano
la sostanza dell’enigma Varos: enigma rappresentato dal protagonista,
che sembra possedere un segreto racchiuso nella sua mente; enigma
del protagonista che si misura con i dubbi circa la verità
del programma di cui fa parte e dell’ideale a cui ha consacrato
la vita. Il romanzo si snoda su due linee narrative principali:
il presente e il passato. Le linee si alternano reciprocamente ogni
capitolo richiamandosi a vicenda come il riflettersi di un passato
non chiaro in un presente ambiguo. I capitoli sono scanditi da un
conto alla rovescia che segna il tempo massimo disponibile per portare
a compimento l’opera: “Siamo predatori notturni; esistiamo
solo di notte e la durata delle tenebre è decisa in anticipo,
dopodiché cessiamo di esistere”. La linea rossa che
attraversa il passato per riemergere nel presente è il conflitto
tra il protagonista e il medico del complesso che sembra intuire
che qualcosa non va nel ragazzo.La morte tragica di uno dei ragazzi
sembra confermare la teoria del medico semipazzo: Varos possiede
un potere misterioso e pericoloso. E’ reale?
Perché ha chiamato il suo protagonista
con il nome di Varos?
Appunto perché è il protagonista. E’ un simpatico
suggerimento offertomi da una cara amica: il protagonista del romanzo
è prezioso, lucente, splendente insomma, quindi il nome di
una nota ditta di cristalli adeguatamente e foneticamente arrangiato
allo scritto. Varos! si capisce?
Quali gli autori di riferimento?
E’ chiaro che ogni parola scritta sia fortemente debitrice
ad ogni parola letta, quindi molti, molti, molti autori di tutti
i tipi. Sono un lettore onnivoro, vado da Seneca ai fumetti, mi
sposto da Ovest con Hemmingwey e Ellroy, all’Est di Mishima
per poi tornare a sud con Gibran e a nord con Tolkien. Un amore
particolare, però, lo nutro: la letteratura russa ottocentesca
con il buon Dovstojevskj . Lo adoro. Ed infatti ho la presunzione
di dichiarare che l’Enigma Varos è una situazione alla
Tom Clancy filtrata attraverso lo spessore del maestro russo. Buona
lettura.