Eva Montecarlo
parla del suo libro
"Il coraggio della crisalide"
Che cos'è che l'ha portata a scrivere?
Ho un ricordo bellissimo che torna con regolarità alla mia mente. Abitavamo in campagna e, intorno a casa, c'erano alberi da frutto e una grande quercia. Al ramo più basso il nonno mi aveva costruito una altalena e ricordo appunto che mentre mi sospingeva mi raccontava le storie del suo tempo. Quando imparai a scrivere fui così felice che promisi al nonno che le avrei trascritte, tutti dovevano conoscere lui e le sue storie. Quelle, e le ricette bolognesi della nonna. . . ma questa è un'altra storia.
Lei ha un titolo di studio tecnico, come ha sviluppato questa sua capacità di scrittura?
Con mio grande rammarico devo confessare che sono autodidatta. Per anni sono stata combattuta tra un aspetto sognante legato alle lettere e all'arte e quello più concreto legato alle materie tecniche e matematiche per le quali sono sempre stata particolarmente dotata. Ho sempre letto tantissimo, da Il piccolo principe a Proust, da Poe a Hemingway, fino all'amore per gli scrittori sudamericani Sepulveda, Marquez, Amado. Vivo di emozioni e scrivere mi emoziona.
Quanto c'è di lei nei suoi personaggi?
Assolutamente nulla. Per quanto strano possa sembrare non c'è di me nei miei personaggi, ma è in me che ci sono i miei personaggi.
Eva Montecarlo è uno pseudonimo. Perché questa scelta?
E' il mio modo per tenere divise due realtà molto diverse. Il lavoro di tutti i giorni, e il sogno. I numeri e le loro quadrature, le lettere con le loro emozioni.
Leggendo “Il coraggio della crisalide” sembra che la vita di una donna debba sempre essere divisa, separata, anzi dicotomizzata fra aspetti pratici ed aspetti emotivi o, se preferisce, fra carriera lavorativa e realizzazione emotiva. Non le sembra un po' schizofrenico tutto questo?
Viviamo in un mondo schizofrenico! Già qualcuno mi ha definita così e le confesso che gioco molto su questo. Le ricordo che il mio passato lavorativo e i miei studi si basano sul sistema binario 0/1, on/off. C'è un mondo intero costruito sul sistema binario e a volte pensare e agire così aiuta. Ogni donna può raggiungere la propria realizzazione come meglio crede, questa è stata la mia. Basta che funzioni. . . l'ha detto W. Allen, splendido e ottimista.