<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Daniela Attilini Prospettiva editrice
 


Luca Melani parla del suo
"A stratti"

Il punto focale attorno al quale nasce e si completa la sua opera?
Il filo conduttore del libro è animato dalla rivelazione della scrittura come veicolo emozionale dell’esperienza, sia essa momento di riflessione oppure esigenza di sfogo sulla realtà.
Ho considerato a lungo questa attività come una delle molte necessità di sopravvivenza psicologica, interpretandola come un modo, per me efficace, di trascendere la quotidianità, dalla quale però la scrittura si è generata.

Come nasce tale scelta?
Non avevo mai dato molta importanza all’idea di pubblicare, mi era sufficiente quello stato intimo di rapporto tra il mio gusto di lettore, tra ciò che amavo e amo leggere, e quella sorta di dimensione “estatica”, spirituale, da cui scaturisce l’incipit dell’azione scrivente.
In certo modo lo stesso confronto con tutta la letteratura umana, di qualsiasi epoca o genere, mi si poneva come freno alla possibilità di impegnarmi ufficialmente in una pubblicazione di ciò che, licenziosamente, preferivo considerare come semplici scritti, i quali anche ora non cambiano ai miei occhi il loro aspetto.
La decisione o, forse meglio, la convinzione, per cosi dire, di farli uscire allo scoperto è nata nello stesso modo, su licenza della loro stessa esistenza.
E devo ammettere che alcuni brevi giudizi critici, dati anche da alcuni concorsi letterari, hanno contribuito in buona parte sul piano della convinzione lecita di questa scelta.

Quali sensazioni, stati d’animo e riflessioni spera possa suscitare nel lettore il suo libro?
Dopo quello che ho appena detto mi auguro che appaia per quello che è: un timido tentativo di raccontare sensibilmente l’emozione, sia essa positiva o negativa, le aspirazioni umane in seno all’esistenza, con tutte le contraddizioni che queste esprimono, indipendentemente dal loro risultato o significato.

Cosa vuole augurare quindi a tutti i suoi lettori?
Spero che questo libro possa risultare come una piacevole lettura, qualcosa che si accompagni anche per pochi attimi a una particolare sensazione o situazione vissuta, come succede a me stesso, lettore, nei confronti di altri autori.