Luca Melani parla del suo
"A stratti"
Il punto focale attorno al quale nasce
e si completa la sua opera?
Il filo conduttore del libro è animato dalla
rivelazione della scrittura come veicolo emozionale dell’esperienza,
sia essa momento di riflessione oppure esigenza di sfogo sulla realtà.
Ho considerato a lungo questa attività come una delle molte
necessità di sopravvivenza psicologica, interpretandola come
un modo, per me efficace, di trascendere la quotidianità,
dalla quale però la scrittura si è generata.
Come nasce tale scelta?
Non avevo mai dato molta importanza all’idea
di pubblicare, mi era sufficiente quello stato intimo di rapporto
tra il mio gusto di lettore, tra ciò che amavo e amo leggere,
e quella sorta di dimensione “estatica”, spirituale,
da cui scaturisce l’incipit dell’azione scrivente.
In certo modo lo stesso confronto con tutta la letteratura umana,
di qualsiasi epoca o genere, mi si poneva come freno alla possibilità
di impegnarmi ufficialmente in una pubblicazione di ciò che,
licenziosamente, preferivo considerare come semplici scritti, i
quali anche ora non cambiano ai miei occhi il loro aspetto.
La decisione o, forse meglio, la convinzione, per cosi dire, di
farli uscire allo scoperto è nata nello stesso modo, su licenza
della loro stessa esistenza.
E devo ammettere che alcuni brevi giudizi critici, dati anche da
alcuni concorsi letterari, hanno contribuito in buona parte sul
piano della convinzione lecita di questa scelta.
Quali sensazioni, stati d’animo
e riflessioni spera possa suscitare nel lettore il suo libro?
Dopo quello che ho appena detto mi auguro che appaia
per quello che è: un timido tentativo di raccontare sensibilmente
l’emozione, sia essa positiva o negativa, le aspirazioni umane
in seno all’esistenza, con tutte le contraddizioni che queste
esprimono, indipendentemente dal loro risultato o significato.
Cosa vuole augurare quindi a tutti i
suoi lettori?
Spero che questo libro possa risultare come una piacevole
lettura, qualcosa che si accompagni anche per pochi attimi a una
particolare sensazione o situazione vissuta, come succede a me stesso,
lettore, nei confronti di altri autori.