Mirco Marchesi parla del suo
"Il carro di Dioniso"
Perché un libro su Nietzsche?
Non è proprio un libro su Nietzsche, ma su un periodo particolare,
molto critico, della sua vita. Quello che accadde in quel semestre
del 1882 costituì una rivoluzione copernicana per la sua
vita.
Cosa la appassiona di questo filosofo?
Prima di tutto la capacità di interpretazione e la visione
profetica della realtà; poi il fatto che Nietzsche è
stato uno dei pochissimi filosofi ad avvicinare la sua vita al suo
pensiero. Peculiarità, questa, degli artisti e, appunto,
dei grandi pensatori.
Nietzsche, Marx e Freud sono stati definiti
i “maestri del sospetto” condivide questa tesi?
Quando fu definita certamente sì ma solo per Nietzsche e
Freud. Non penso che Marx possa essere definito un filosofo, non
espone tesi filosofiche; forse è più vicino alla sociologia
e all’economia. A distanza di tempo la definizione di “maestri
del sospetto” è riduttiva e anche ingenerosa.
Come sta la filosofia oggi?
La filosofia è stata saccheggiata da tutte le discipline:
religione e psicologia solo per citarne un paio. Nello schifo culturale
contemporaneo, nell’aridità di pensiero che ci circonda,
essa si affaccia inattualmente per subito fuggire dalla palude mefitica
in cui annaspiamo.