<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Mainini Luca Prospettiva editrice
 


Mainini Luca parla del suo
"Poppers"

Da dove è nato il desiderio di scrivere un libro?
È nato nell’infanzia, quello di pubblicare è legato all’egocentrismo.

Da chi e da che cosa ti sei ispirato nello scrivere Poppers?
Nello scrivere Poppers mi sono ispirato alla Hollywood del dopo guerra, alle favole, alla pop art, agli anni ’80, al cinema di David Lynch e John Waters, e ai lavori di grandi fotografi contemporanei (David Lachapelle, Ellen von Unwerth, Pierre & Gilles).

Ci sono tratti autobiografici in Poppers? Quanto vi è di vissuto?
Il sottile piacere masochistico del perdersi nella decadenza, un approccio morboso e vitale con il sesso, le mie fobie ed il mio amore smisurato per la femminilità esasperata.

Come definiresti il tuo modo di scrivere?
Intimo, giornalistico, fotografico.

Quali cono le letture di riferimento? Quali le letture da te preferite
Il decadentismo, il pulp.

Poppers è ricco di flashback, in copertina c’è una tua opera, quanto è incisiva in Luca Mainini la sfumatura figurativa e come la esprimi artisticamente?
L’immagine è tutto. Sono cresciuto con la cultura TELEvisiva dello spettatore. Ipercritico, quindi, soprattutto con me stesso. Scrivendo è come se raccontassi di un mondo visivo precedentemente sceneggiato e diretto.

Il prossimo libro che vorresti scrivere?
Un’orgia di parole evocative. Una diva in bianco & nero con due labbra rosse esagerate.

Qual è il tuo rapporto con la vita?
Non potrei vivere senza vizi e dipendenze. È una forma di sopravvivenza.

Descrivi il tuo gusto estetico ed il suo percorso.
Adoro, racconto e studio la femminilità in tutte le sue forme. Ammiro le donne che hanno la consapevolezza di essere femmine e si comportano di conseguenza. Paradossalmente, ammiro chi donna non è ma cerca di esserlo/diventarlo in tutti i modi.

Luca Mainini sperimentatore: un percorso vissuto come linfa vitale o autodistruzione?
Entrambi. Suggere saggezza dalla sofferenza e dall’autodistruzione.

Quali erano i giochi della tua infanzia?
Mi piaceva giocare da solo. Non mai appartenuto al “branco”. Poi nella mia solitudine ho scoperto le barbie.

Qual è il tuo rapporto con i genitori?
Un rapporto di obbligato amore.

Hai mai viaggiato all’estero?
Ho adorato Parigi e lo stile di vita dei francesi, il viaggio più stimolante.

Qual è il tuo rapporto con Luca Mainini e con gli altri?
Le persone non mi piacciono. Forse perché non piaccio a me stesso.

Cosa sono per te l’amicizia e l’amore?
L’amore è un bene di consumo, che mi consuma, troppo. Quando mi concedo amore so di andare incontro ad un periodo stimolante ma autodistruttivo. L’amicizia è una sola, è puro amore.

Cosa detesti di ciò che ti circonda?
Le ipocrisie per vivere in mezzo agli altri. L’ansia.

Quali sono le cose che ami?
Amo avere del tempo per concedermi dei lussi. Amore scrivere, il cinema, la pornografia, le sigarette.

Cosa ti scandalizza?
I meccanismi ansiogeni dei tempi moderni.