Enrico Luceri
parla del suo libro
"Le colpe vecchie fanno le ombre lunghe"
Come è nata la tua carriera di scrittore?
Ho sempre letto tanti libri gialli, fin dall’adolescenza, soprattutto quelli della Mondadori, e poi andavo spesso al cinema: era la prima metà degli anni ’70, quando le distrazioni, finita la scuola, erano poche. Non c’erano discoteche, computer e internet, ma solo due canali tv. Ricordo tante partite di pallone con gli amici e tanti film nelle arene estive. Era l’epoca del giallo thrilling all’italiana, sull’onda del grande successo delle prime opere di Dario Argento. Se scrivere gialli è un specie di malattia, si può dire che l’incubazione dei germi di questa passione è avvenuta in questi anni lontani che ricordo con nostalgia.
Mi piace pensare che ogni storia sia un frutto che nasce, come in natura, dalla presenza di un seme, da un terreno adatto e dal clima della zona. Per me, il seme è la fantasia, il terreno tutto ciò che ho letto, visto e sentito sui gialli, il clima rappresenta la conoscenza di persone, avvenimenti e luoghi che ho vissuto e hanno ispirato le mie trame. Una combinazione che ancora adesso dà frutti, spero buoni.
Perché scrivi solo gialli?
In parte ho risposto nella domanda precedente, ma c’è un altro motivo: mi piace molto creare della suspense in maniera tradizionale ma non banale, cioè immergendo la storia gialla in un’atmosfera inquietante, fatta di personaggi, ambienti e circostanze ambigui e minacciosi, dove una tensione quasi cinematografica cresce e si sviluppa inarrestabile fino all’epilogo dove viene svelato il volto dell’assassino con il classico colpo di scena.
Qual è il motivo più profondo che ti spinge a scrivere?
Anni fa, vidi in televisione una vecchia intervista al regista Dario Argento. Alla domanda su cosa lo spingesse a scrivere e dirigere i suoi film, quale fosse la molla vera che ne faceva scattare l’ispirazione e l’amore per il proprio lavoro, il regista rispose che lo faceva solo per un motivo: essere amato. Non per soldi, ribadì con decisione, né per fama o popolarità, o per appagare il proprio ego. Solo per essere amato.
Vale anche per me, completamente. Se di tutti coloro che leggono una mia storia, anche uno solo riesce a stabilire un legame affettivo attraverso le parole stampate, e sente di volermi bene, allora ho raggiunto il mio scopo.
Perché hai intitolato così il tuo libro?
Le colpe vecchie fanno le ombre lunghe è una citazione di Agatha Christie e rende bene le mie tematiche: si tratta quindi di gialli classici in cui il movente spesso affonda le proprie radici in un trauma violento o un torto subito molto tempo prima. Un dolore lontano che si affaccia nuovamente e chiede quello che la vittima di un tempo crede sia giustizia e invece è solo vendetta.
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