Andrea Lepri parla del suo
"Giudhas"
Perchè scrivi?
E' difficile rispondere. La risposta più semplice sarebbe:
perché mi piace, ma forse non è così. In realtà
credo che tutti abbiamo delle passioni, e
tutti le portiamo avanti fino a che viene il momento di scegliere
tra le aspirazioni e la vita concreta. Bene, io l?ho sempre avuta,
questa passione,
ma me ne sono accorto tardi. E? una cosa più forte di me,
mi serve ad accrescere le mie conoscenze, a pormi domande, a darmi
delle risposte. Ma non solo: spesso, col passare del tempo, vedi
la tua vita desiderata, e quella reale che si allontanano. Allora
cerchi dei surrogati, o ti scordi la passione, e ti assoggetti.
Io scrivo perché voglio fare lo scrittore, perché
scrivere è una delle pochissime cose che mi lascia libero
di essere me stesso.
Quali sono i tuoi modelli?
Diciamo che un modello vero e proprio non ce l?ho: ho cominciato
a leggere fin da bambino, ed ho proseguito crescendo: sono passato
da Topolino, a fumetti più seri, ai libri consigliati a scuola.
E poi sono andato avanti leggendo tutto ciò che mi passava
per le mani, senza scegliere: i capolavori sono pochi, ma ognuno
che scrive, scrive qualcosa di buono (come qualsiasi cantante farà,
prima o poi, almeno una canzone bella). Quindi, anche per non rischiare
di ritrovarmi con un solo punto di vista a disposizione, non mi
sono mai posto il problema di dovermi affezionare ad un solo autore,
anche se ultimamente ho letto molto Coelho, e molto Ken Follet.
Ma a mio parere, alla lunga, tutti diventano ripetitivi.
Come vive, chi ha intorno, questa tua
passione?
Devo dire che all'inizio ero un po' restio a parlarne,
perché poi tutti ti chiedono di fargli leggere qualcosa,
ed è un po' come mettersi a nudo.
Pian piano però ho cominciato a parlarne con amici e familiari,
e contrariamente a quanto temevo non hanno cominciato a guardarmi
come un marziano, anzi si sono dimostrati entusiasti e partecipi.
Come ti consideri? Un artista?
Uno che va a giro vestito strano... scherzo. Un artista
è una persona curiosa, che ha fame di esperienze, che cerca
sempre il punto di vista alternativo, magari quello un po' più
nascosto o surreale. Ma non è necessariamente un solitario,
un timidone, un ipersensibile. Artista è uno che si guarda
intorno, e si crea un'opinione personale.
Cosa ti aspetti da Giudhas?
Sinceramente non credo di poter chiedere molto più di quello
che mi ha dato finora, e cioè una grande soddisfazione, delle
risposte, dei percorsi...
e perché no, dei dubbi! L'unica cosa che adesso mi augurerei
che possa ancora portarmi, sono la voglia e la possibilità
di continuare a scrivere.