<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Daniela Attilini Prospettiva editrice
 


Andrea Lepri parla del suo
"Giudhas"

Perchè scrivi?
E' difficile rispondere. La risposta più semplice sarebbe: perché mi piace, ma forse non è così. In realtà credo che tutti abbiamo delle passioni, e
tutti le portiamo avanti fino a che viene il momento di scegliere tra le aspirazioni e la vita concreta. Bene, io l?ho sempre avuta, questa passione,
ma me ne sono accorto tardi. E? una cosa più forte di me, mi serve ad accrescere le mie conoscenze, a pormi domande, a darmi delle risposte. Ma non solo: spesso, col passare del tempo, vedi la tua vita desiderata, e quella reale che si allontanano. Allora cerchi dei surrogati, o ti scordi la passione, e ti assoggetti. Io scrivo perché voglio fare lo scrittore, perché scrivere è una delle pochissime cose che mi lascia libero di essere me stesso.

Quali sono i tuoi modelli?
Diciamo che un modello vero e proprio non ce l?ho: ho cominciato a leggere fin da bambino, ed ho proseguito crescendo: sono passato da Topolino, a fumetti più seri, ai libri consigliati a scuola. E poi sono andato avanti leggendo tutto ciò che mi passava per le mani, senza scegliere: i capolavori sono pochi, ma ognuno che scrive, scrive qualcosa di buono (come qualsiasi cantante farà, prima o poi, almeno una canzone bella). Quindi, anche per non rischiare di ritrovarmi con un solo punto di vista a disposizione, non mi sono mai posto il problema di dovermi affezionare ad un solo autore, anche se ultimamente ho letto molto Coelho, e molto Ken Follet. Ma a mio parere, alla lunga, tutti diventano ripetitivi.

Come vive, chi ha intorno, questa tua passione?
Devo dire che all'inizio ero un po' restio a parlarne, perché poi tutti ti chiedono di fargli leggere qualcosa, ed è un po' come mettersi a nudo.
Pian piano però ho cominciato a parlarne con amici e familiari, e contrariamente a quanto temevo non hanno cominciato a guardarmi come un marziano, anzi si sono dimostrati entusiasti e partecipi.

Come ti consideri? Un artista?
Uno che va a giro vestito strano... scherzo. Un artista è una persona curiosa, che ha fame di esperienze, che cerca sempre il punto di vista alternativo, magari quello un po' più nascosto o surreale. Ma non è necessariamente un solitario, un timidone, un ipersensibile. Artista è uno che si guarda intorno, e si crea un'opinione personale.

Cosa ti aspetti da Giudhas?
Sinceramente non credo di poter chiedere molto più di quello che mi ha dato finora, e cioè una grande soddisfazione, delle risposte, dei percorsi...
e perché no, dei dubbi! L'unica cosa che adesso mi augurerei che possa ancora portarmi, sono la voglia e la possibilità di continuare a scrivere.