<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Riccardo Gorlero Prospettiva editrice
 


Riccardo Gorlero
parla del suo libro
"Viaggio di sola andata"

 

In quella stanza Gorlero scrive i suoi racconti di fantascienza. Ma se gli chiedete di cosa parlano storce il naso mentre ne definisce il genere. Anzi, rischiate che chieda a voi di dare un nome al genere al quale più si possano adattare. Se le storie che racconta si svolgono tutte in un ipotetico futuro è perché il presente non gli permette di avere carta bianca, risponderà lui. Perché la cosa che più gli piace fare è immaginare una situazione assurda, perdersi nel labirinto di ipotesi impossibili e cercarne le vie d’uscita e le spiegazioni  più razionali.
È ciò che accade, per esempio, nel racconto dal titolo “Norma 5”, uno dei due scelti per la pubblicazione della raccolta NASF a cura di Massimo Baglione per il portale www.nuoviautori.org. Gorlero immagina una situazione plausibile solo in un futuro più o meno lontano, ma poi si diverte a trarne una conclusione perfettamente adatta alla mentalità della società moderna.
In ogni suo racconto cerca di portare il futuro al nostro presente e non viceversa, come avviene di solito nella fantascienza.
Non gli piace inventare ad ogni costo. Gli piace, piuttosto, smontare il futuro del genere umano fino a ritrovare, in fondo al grande cestino della carta straccia dell’universo, in mezzo all’occhio di bue puntato da Dio stesso,  quell’essere nudo e scalciante che è l’uomo.
Uno dei suoi scrittori preferiti è Richard Matheson che con il romanzo “Io sono leggenda” ha folgorato Gorlero.
Se gli chiediamo di farci altri nomi troviamo altri autori di fantascienza, ma non solo. A fianco di Isaac Asimov, che non ha bisogno di presentazioni nemmeno per coloro che non lo hanno mai letto, troviamo Alexander Trocchi, genio maledetto della beat generation d’oltre manica, Richard Mason, astro nascente della narrativa contemporanea e Stephen Fry, attore e scrittore di grandissimo talento, che sa rendere i suoi personaggi ancor più irriverenti di quanto non sia lui stesso.
Se ora gli chiediamo cosa hanno in comune scrittori tanto diversi tra loro lui ci risponde che, oltre all’indispensabile caratteristica di saper far breccia nel cuore di un lettore, quale che ne sia il motivo (perché a volte non siamo neppure in grado di comprenderlo), hanno in comune il fatto di saper sondare senza vergogna e senza pietà l’animo dei loro protagonisti mettendone in luce i lati più oscuri.
E proprio questa sembra essere la chiave di lettura per accostarci al primo romanzo di Riccardo Gorlero. Il viaggio che racconta in “Viaggio di sola andata” edito da Prospettivaeditrice non avrebbe alcun appeal, né alcun senso, se non fosse raccontato attraverso la disperazione e gli alterni stati d’animo del suo protagonista, Robert Novel. Il viaggio, dunque, non è che un pretesto per avvicinarci al percorso che affronta il protagonista nella ricerca di quel perdono per gli errori commessi che lui solo, ancora, non sa concedersi. È lo strumento che Gorlero utilizza per chiedere al lettore, con violenza quasi, “Tu cosa faresti al suo posto”?