Ilaria Giovinazzo parla di sé
Potresti raccontarci come è iniziata
la tua passione per la scrittura?
In effetti non c’è stato un momento preciso.E’
successo per gradi, ho iniziato a prendere in mano una penna per
esprimere quello che sentivo e da lì mi sono resa conto che
scrivere era il mio modo naturale di comunicare. Ho tenuto per anni
rapporti epistolari con alcuni amici e tuttora tengo un diario personale,
quindi la mia, oltre ad essere una passione è anche un bisogno.
Hai iniziato scrivendo e pubblicando poesie
su antologie, come mai questa variazione di rotta?
Ma…a dire il vero non è stata una scelta a priori perché
la mia poesia rimane lì, quando sgorga non le metto freni.
Essa rappresenta il mio lato più intimo, è la mia
anima denudata quindi lavorarci su mi fa sentire anche piuttosto
scoperta. Così la tengo come un fiore prezioso, da usare
con moderazione. Preferisco darmi in pasto al mondo attraverso i
romanzi in cui lavoro di fantasia e che non sono esattamente la
mia pelle, sono più la mia testa e il mio spirito. E poi
attraverso i romanzi riesco a rendere più palese il mio messaggio,
quello che voglio dire. In poesia sono decisamente simbolista e
un poco ermetica, difficile da interpretare eppure, già è
curioso, nuda.
Letteratura veicolo di messaggi. Quale
messaggio vuoi comunicare col tuo libro? E lo stile, la bella forma
sono ostacoli al contenuto, che ne pensi?
Ma certo che la pagina letteraria deve essere ben costruita! Per
quanto tu possa voler esprimere i tuoi concetti se questi sono espressi
male o sgraziatamente neanche il messaggio che si vuole passare
viene capito. Ritengo che ogni artista debba inseguire il proprio
ideale, alcuni baderanno di più alla forma, altri ai contenuti,
altri ancora tenteranno di mediare. Io vorrei raggiungere un certo
equilibrio perché la letteratura, al di là dei contenuti
è una forma d’arte quindi ogni parola, ogni frase dev’essere
pensata e valutata senza però che perda spontaneità.
Il messaggio di Non posso lasciarti andar via non è altro
che un monito ad ascoltarsi, ad ascoltare il vento che ci soffia
dentro, per poterlo seguire e poi è un invito a credere nel
destino.
Tutti gli scrittori hanno dei modelli
da seguire, delle guide lungo la strada. Quali sono i tuoi mostri
sacri?
Beh, vediamo, sono troppi forse. I miei pilastri sono però
quattro: D. H. Lawrence; H. Hesse; K. Gibran; W. Goethe. Il resto
mi arricchisce e potrei citare P. Coehlo, la Marion Zimmer Bradley,
Jonathan Coe, Richard Bach, il De Carlo dei tempi migliori. Ho seguito
per diverso tempo la narrativa inglese contemporanea, non quella
scozzese in cui non mi ritrovo (Irvine Welsh ad es.), ma quella
londinese che mi rassomiglia. Ma l’ultima vera scoperta che
mi ha fatto innamorare è uno scrittore francese: Maxcence
Fermine, adesso è lui la mia guida.
Concludiamo parlando di contaminazione.
In un articolo sul tuo sito affermi “Pittura e Letteratura,
le mie due passioni. Contaminazioni? Perché no? Forse due
mondi molto più vicini di quanto non si creda. Sono due parti
di me, due diverse modalità espressive che utilizzo alternativamente
a seconda del messaggio che intendo comunicare. E se ci riuscissi,
un giorno, mi piacerebbe, magari, provare a scrivere un quadro!”
Come concili i tuoi altri interessi con la letteratura, quanta parte
hanno in essa?
Una gran parte. Tutto ciò che ho dentro ne ha una gran parte
e non potrebbe essere altrimenti! Quello che mi appartiene, le mie
passioni, le mie credenze, ciò che mi fa battere il cuore,
è tutto nei miei libri. E la cosa stupenda è la capacità
che hanno tutti i miei interessi.di contaminarsi tra loro. Il mio
interesse per l’astrologia, la filosofia indiana, le conoscenze
che ho in materia esoterica e spirituale, la mia conoscenza dell’arte
e il mio amore per la pittura influenzano il mio scrivere e lo rendono
ancora più mio perché frutto della mia personalità.
Cosa credi manchi alla letteratura italiana
in questo momento?
La forza per credere in se stessa. L’Italia in questi anni
si è impoverita culturalmente. A parte certe nicchie la gente
viene ricoperta di immondizia e se la ingurgita senza rendersene
conto. Spero che la letteratura torni a svolgere il suo ruolo di
maestra e di luce per le menti. Sul mio sito pubblico articoli,
miei e di altri, che fanno riflettere e spingono al dibattito, perché
credo che l’acquisizione di una coscienza critica sia importante
se non fondamentale e oggi ce n’è davvero poca.
Abbiamo concluso. Molte grazie.
Di nulla.
Sito internet:
http://digilander.libero.it/animedisordinate/