<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Daniela Attilini Prospettiva editrice
 


Ilaria Giovinazzo parla di sé

Potresti raccontarci come è iniziata la tua passione per la scrittura?
In effetti non c’è stato un momento preciso.E’ successo per gradi, ho iniziato a prendere in mano una penna per esprimere quello che sentivo e da lì mi sono resa conto che scrivere era il mio modo naturale di comunicare. Ho tenuto per anni rapporti epistolari con alcuni amici e tuttora tengo un diario personale, quindi la mia, oltre ad essere una passione è anche un bisogno.

Hai iniziato scrivendo e pubblicando poesie su antologie, come mai questa variazione di rotta?
Ma…a dire il vero non è stata una scelta a priori perché la mia poesia rimane lì, quando sgorga non le metto freni. Essa rappresenta il mio lato più intimo, è la mia anima denudata quindi lavorarci su mi fa sentire anche piuttosto scoperta. Così la tengo come un fiore prezioso, da usare con moderazione. Preferisco darmi in pasto al mondo attraverso i romanzi in cui lavoro di fantasia e che non sono esattamente la mia pelle, sono più la mia testa e il mio spirito. E poi attraverso i romanzi riesco a rendere più palese il mio messaggio, quello che voglio dire. In poesia sono decisamente simbolista e un poco ermetica, difficile da interpretare eppure, già è curioso, nuda.

Letteratura veicolo di messaggi. Quale messaggio vuoi comunicare col tuo libro? E lo stile, la bella forma sono ostacoli al contenuto, che ne pensi?
Ma certo che la pagina letteraria deve essere ben costruita! Per quanto tu possa voler esprimere i tuoi concetti se questi sono espressi male o sgraziatamente neanche il messaggio che si vuole passare viene capito. Ritengo che ogni artista debba inseguire il proprio ideale, alcuni baderanno di più alla forma, altri ai contenuti, altri ancora tenteranno di mediare. Io vorrei raggiungere un certo equilibrio perché la letteratura, al di là dei contenuti è una forma d’arte quindi ogni parola, ogni frase dev’essere pensata e valutata senza però che perda spontaneità.
Il messaggio di Non posso lasciarti andar via non è altro che un monito ad ascoltarsi, ad ascoltare il vento che ci soffia dentro, per poterlo seguire e poi è un invito a credere nel destino.

Tutti gli scrittori hanno dei modelli da seguire, delle guide lungo la strada. Quali sono i tuoi mostri sacri?
Beh, vediamo, sono troppi forse. I miei pilastri sono però quattro: D. H. Lawrence; H. Hesse; K. Gibran; W. Goethe. Il resto mi arricchisce e potrei citare P. Coehlo, la Marion Zimmer Bradley, Jonathan Coe, Richard Bach, il De Carlo dei tempi migliori. Ho seguito per diverso tempo la narrativa inglese contemporanea, non quella scozzese in cui non mi ritrovo (Irvine Welsh ad es.), ma quella londinese che mi rassomiglia. Ma l’ultima vera scoperta che mi ha fatto innamorare è uno scrittore francese: Maxcence Fermine, adesso è lui la mia guida.

Concludiamo parlando di contaminazione. In un articolo sul tuo sito affermi “Pittura e Letteratura, le mie due passioni. Contaminazioni? Perché no? Forse due mondi molto più vicini di quanto non si creda. Sono due parti di me, due diverse modalità espressive che utilizzo alternativamente a seconda del messaggio che intendo comunicare. E se ci riuscissi, un giorno, mi piacerebbe, magari, provare a scrivere un quadro!” Come concili i tuoi altri interessi con la letteratura, quanta parte hanno in essa?
Una gran parte. Tutto ciò che ho dentro ne ha una gran parte e non potrebbe essere altrimenti! Quello che mi appartiene, le mie passioni, le mie credenze, ciò che mi fa battere il cuore, è tutto nei miei libri. E la cosa stupenda è la capacità che hanno tutti i miei interessi.di contaminarsi tra loro. Il mio interesse per l’astrologia, la filosofia indiana, le conoscenze che ho in materia esoterica e spirituale, la mia conoscenza dell’arte e il mio amore per la pittura influenzano il mio scrivere e lo rendono ancora più mio perché frutto della mia personalità.

Cosa credi manchi alla letteratura italiana in questo momento?
La forza per credere in se stessa. L’Italia in questi anni si è impoverita culturalmente. A parte certe nicchie la gente viene ricoperta di immondizia e se la ingurgita senza rendersene conto. Spero che la letteratura torni a svolgere il suo ruolo di maestra e di luce per le menti. Sul mio sito pubblico articoli, miei e di altri, che fanno riflettere e spingono al dibattito, perché credo che l’acquisizione di una coscienza critica sia importante se non fondamentale e oggi ce n’è davvero poca.

Abbiamo concluso. Molte grazie.
Di nulla.

Sito internet:
http://digilander.libero.it/animedisordinate/