Giordano Giacconi parla del suo
"Confessioni di un giovane pazzo"
Chi è Giordano Giacconi?
Fondamentalmente Giordano Giacconi è un operaio di 27 anni
al quale è venuto in mente, quasi per caso, di comperarsi
un computer, una scrivania e una poltrona. Il perché poi,
combinando queste tre cose e pigiandoci sopra qualche parola, sia
venuto fuori un libro, non credo ancora di poterlo spiegare.
Di cosa parla il tuo libro?
“Confessioni di un giovane pazzo” è un libro
venuto direttamente dall’anima, nel quale ho miscelato fatti
di vita quotidiana a sensazioni, emozioni, considerazioni personali,
senza badare troppo agli strutturalismi o alle possibili critiche.
Ho ascoltato solamente quello che i miei pensieri volevano dirmi;
me ne sono fregato di scrivere qualcosa buono per tutti e ho scritto
qualcosa buono per me, come io volevo che fosse. Spesso le persone
si fermano ancora prima di partire perché temono che le conseguenze
delle loro azioni possano in futuro creare loro dei problemi; io
credo che sia normale avere dei dubbi, ma credo anche che se ci
fermiamo sempre, non sapremo mai come sarebbe andata a finire. Sono
molto soddisfatto di questo mio primo ufficiale lavoro, grazie al
quale ho scoperto che la scrittura è ancora un mezzo di comunicazione
molto importante, soprattutto in un’epoca come la nostra,
dove ogni giorno molte libertà vengono negate. Scrivere come
sfogo, come liberazione, come metodo di dialogo aperto a tutti,
nel quale tutti hanno la possibilità di dire tutto…è
davvero una magnifica sensazione.
Un breve viaggio, questo è quello che dico del mio libro,
è solamente un breve viaggio di una persona che decise di
vivere a modo suo una vita all’apparenza normale, ma che in
realtà celava un segreto inviolato dietro alti cumuli di
silenzio.
Cos’è per te la pazzia?
La pazzia, questo grande soffio di vento che agita il mondo.
Pazzia,
seguire il volo di una farfalla
sorridere.
Pazzia,
planare su campi distesi
grano pulito e vergine.
Un bimbo sorride felice.
L’uomo è tornato a sognare.
Per come la vedo io, la pazzia, quella sana, può far rinascere
il nostro mondo, bisognerebbe solamente avere un po’ meno
paura delle cose che non contano…non è facile, ma pensare
che qualcosa si possa ancora fare sarebbe già un buon punto
di partenza.
Non smettere di sognare…mai…mai.
Cosa pensi di fare nell’immediato
futuro?
…Domani mi sveglierò alle 5:45 e andrò a lavoro…non
sarà semplice, ma so che lo farò, poi, una volta rientrato
a casa, verso le 18:45, farò una doccia.
Per quanto riguarda il futuro un po’ meno immediato, spero
proprio di scrivere al più presto un nuovo libro e di schierarmi
definitivamente. Sento la stanchezza di vivere nel mezzo, nell’incertezza.
Comincio ad avere il bisogno di sapere cosa è giusto per
me e per le persone che mi sono vicine. Cercherò di non scendere
mai a compromessi nelle questioni che realmente contano qualcosa,
cercherò di fare tutto il possibile per non smettere mai
di sognare, per non smettere mai di credere in qualcosa. E’
molto importante per me credere in qualcosa: nell’amore, in
un ideale, nella libertà, nella forza di volontà,
nella giustizia divina, nella capacità dell’uomo che
ha di cambiare, nella capacità dell’uomo che ha di
comunicare al di la del denaro, prima grande piaga della nostra
cultura autodistruttiva.
Da cosa trai ispirazione?
Non credo di trarre ispirazione da qualcosa in particolare, mi affascinano
le vite delle persone, di tutte. Mi piace molto osservare i comportamenti
delle persone coinvolte in determinate situazioni; le loro emozioni,
i loro pensieri, il loro modo di essere in casi estremi. Questo
mi colpisce più di ciò che leggo. Mi piace studiare
la vita dei personaggi e poi trarre delle conclusioni sul loro carattere
e non mi soffermo quasi mai sul sentito dire per sentito dire. Le
conclusioni che poi traggo sono del tutto personali e cerco di non
giudicare tale o talaltro comportamento, perché un osservatore
esterno non può mai sapere cosa accade all’interno
di un altro cuore.
Indirizzo e-mail?
Per qualsiasi scambio di opinioni giacconigiordano@libero.it