<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>Gasparini Marco Prospettiva editrice
 


Marco Gasparini parla di sé

Parlaci del tuo libro.
E’ stato un parto spontaneo, adoro scrivere, di ogni cosa e nulla in particolare. Mi è balzata l’idea in testa ed ho preso carta e penna. Non avevo idea di come si sarebbe svolto, sapevo che si sarebbe evoluto in modo autonomo nel susseguirsi dei fatti e delle parole. Così è stato. La cosa piu’ difficile è stata rubare ore al sonno. Purtroppo non posso dedicarmi alla scrittura come fosse un vero e proprio lavoro. Quello che ho realizzato è un libro fatto per gente come me. Io ho imparato a leggere durante i tragitti in autobus o vaporetto, per mezz’ora o meno. Nei tempi morti come si suol dire. Ed ho realizzato un romanzo da autobus, che non ha bisogno di particolari attenzioni ed ha il solo scopo di far trascorrere il tempo piacevolmente, sebbene contenga un messaggio preciso.

A quale messaggio ti riferisci?
Oltre all’amicizia come valore imprescindibile dall’individuo mi riferivo al prezzo esorbitante dei cd musicali. Credo che come la poesia sia ormai di dominio pubblico, cioè basti acquistare un libro con una spesa minima, sia giusto che chiunque possa ascoltare musica con un prezzo adeguato. In fin dei conti “gli artisti” prendono soldi con partecipazioni a trasmissioni, gadgets e merchandise, per non parlare dei concerti. Ricordo che per andare a vedere i Gong nel 1995 a Vicenza, un gruppo mitico degli anni settanta, spesi 15.000 lire. Questo inverno per Woody Allen in versione jazz a Venezia spesi 60 euro. Sono un collezionista di vinile e posso assicurarvi che un disco abbastanza raro, in ottime condizioni non costa come un cd doppio. Se volessimo poi parlare delle compilation dei cantanti che escono in prossimità del Natale potremmo capire quanto sia giusto boicottarli.

Quali sono le tue letture di riferimento?
Ho avuto il periodo di scoperta, durante la mia adolescenza, che mi portò a leggere Bukowsky in particolare poi Ginsberg, Miller e Burroughs. Kerouac non sono mai riuscito a decifrarlo. I miei classici preferiti nel tempo rimangono “Post Office” , “Il vecchio e il mare”, “Fahreneit 451” , “Gente di Dublino” , “Qualcuno volò sul nido del cuculo” , “Il maestro e Margherita” , “Manhattan Transfer”. Adoro il modo di descrivere asciutto e coinvolgente di John Fante. Fra i contemporanei leggo John Lanchester, vado pazzo per Sandro Veronesi, Melania Mazzucato, Marco Santagata, Domenico Starnone e Arnon Grunberg, provo venerazione per Jonathan Coe. Non disdico comunque romanzi leggeri come “solo pane” di Judi Hendricks o i vari “I love shopping..” di Sophie Kinsella.

Quali sono le cose a cui ti ispiri per scrivere?
Ho una immaginazione molto fervida, prendo spunto da ogni cosa, da un sogno, da un articolo sul giornale, da una persona conosciuta per strada… Poi ci ricamo sopra una storia ironica, divertente o riflessiva. Non mi appunto niente in questa che io chiamo prima fase. Vado a dormire la sera e se il mattino seguente ce l’ho ancora in testa significa che non era una stupidaggine ed allora comincio a lavorarci un po’, imbastire qualche situazione, domandarmi i caratteri e introdurre nuove figure. Poi lo lascio di nuovo lì, chiuso in un cassetto a “lievitare”. Lo tirerò fuori solo quando avrò bramosia di scrivere di lui. E’ quello il momento in cui mi faccio trascinare dentro le viscere della storia e la racconto con passione.

Esiste per te un modello di scrittura?
Se mi chiedi se mi ispiro a qualcuno dico no. Sia perché non ne sarei in grado sia perché storpierei me stesso, rendendo sicuramente poco. Se mi chiedi come mi piacerebbe scrivere ti dico che Bukowsky e Fante sono per me un modello di scrittura universale.

Il prossimo libro che vorresti scrivere?
Ho appena concluso un romanzo su di un uomo che vuole diventare padre affittando un utero. Molto attuale direi viste le leggi ed i referendum sulla fecondazione assistita in Italia. Poi nel cassetto mi ritrovo molta pasta a lievitare, un giallo, un romanzo sull’ebreo che inventò le lavanderie a gettoni, uno dal titolo “Il calciatore e la studentessa” un altro ancora su di un Natale agrodolce… se solo la mia mano corresse tanto quanto la mia mente…

C’è qualche traccia di te su internet?
Alcuni racconti sparsi con dei nickname diversi, sono volutamente anonimi e segreti.

Se qualcuno volesse contattarti?
Marcomagicaangel@yahoo.it