Daniele Galassi parla del suo
"Dream on/ Dream off"
Come e quando ti sei avvicinato alla scrittura?
Quando andavo ancora a scuola, a fronte di un disinteresse totale
e spietato per la letteratura classica, mi piaceva buttare giù
qualche storia di pura fantasia, e devo dire che i miei insegnanti
mi incoraggiavano in questo senso (sebbene mi redarguissero per
il disinteresse di cui sopra).
Dopo uno stop avvenuto durante gli anni universitari, periodo in
cui mi sono dedicato solo ai testi musicali in inglese, ho avuto
l’occasione di presentare ai docenti di un master in scrittura
pubblicitaria alcuni racconti. E di nuovo sono stato incoraggiato
a continuare a scrivere. Ed eccomi qui.
Domanda di rito: come è nata l’idea
che sta alla base di Dream on/Dream off?
E’ nata un paio di anni fa abbondanti, quando un mio amico
mi ha confidato che per una serie di situazioni si era ritrovato
a leggere tre libri nello stesso arco temporale. Questo avveniva
perché lui leggeva soltanto nel momento del bisogno, cioè
quando stazionava (lungamente a quanto pare) sul suo water. Da lì
è sbocciata l’idea che sta alla base di Dream on/dream
off: un tizio che legge libri diversi, trame che si fondono e personaggi
incompatibili che si scontrano durante movimentate sessioni oniriche.
Per rendere tutto più stridente e grottesco, ho scelto tre
libri per loro natura lontanissimi: una favola per bambini, un horror
e un diario pseudo-pulp.
Questo romanzo alterna continuamente momenti
comico-surreali con altri di una crudezza spietata. Come mai questa
scelta?
Mi piace moltissimo il contrasto che si può generare facendo
cozzare le situazioni e le parole che le descrivono. Il soggetto
su cui si basa il libro è un convergere continuo di elementi,
personaggi, storie e dialoghi già di per loro assolutamente
configgenti e per questo normalmente inconciliabili. E’ proprio
da questo continuo fare a pugni che nasce una comicità multiforme,
dove le scurrilità hanno una precisa funzione narrativo -
stilistica: fare da irriverente contraltare al flautato mondo espressivo
delle fiabe per bambini. Dream on/Dream off non è comunque
un libro spensierato e solare, tutt’altro. A fronte di un
impianto che utilizza personaggi e situazioni quasi caricaturali,
ci sono molte ombre che si allungano mano a mano che ci si avvicina
all’epilogo.
Qualche motivo per leggere Dream on/Dream
off e uno per non leggerlo.
La mia più grande soddisfazione è da un lato quella
di riuscire a suscitare ilarità nel lettore e dall’altro
quella di poterlo sistematicamente sorprendere/abbagliare/confondere.
Credo che Dream on/Dream off riesca in entrambe le cose. Certo,
per ottenete un effetto dirompente nei dialoghi mi è toccato
ricorrere a un personaggio scomodo come il Cizlosky (che oltre ad
essere tremendamente scurrile, forse davvero troppo, è anche
affetto da una terribile forma di flatulenza per tutta la durata
del libro). E questo ci porta alla seconda parte della domanda:
il romanzo fa ampio uso di turpiloquio e indugia in descrizioni
quantomeno “poco convenienti”. Ma si tratta di una scelta
funzionale allo sviluppo degli eventi. Se al posto di Cizlosky avessi
messo un lord inglese il romanzo sarebbe finito a tè e biscotti.
Un commento su Dream on/Dream off che
ti ha fatto particolarmente piacere?
A parte le belle parole spese dal mio editor Massimiliano Zantedeschi
(che saluto e ringrazio) vi riporto un commento apparso di recente
sul mio guestbook:
“Libro ricco di idee e sicuramente parto di una mente malata,
assolutamente da leggere più di una volta”.
L’ultima parte del commento è riferita al fatto che
alla luce dell’epilogo è possibile (anzi è d’obbligo)
una rilettura di moltissimi elementi sparsi lungo il percorso. La
parte relativa al mio disagio mentale è invece giustificabile
già dalla prima manciata di pagine.
Un commento negativo su Dream on/Dream
off?
Un mio amico, a cui avevo fatto leggere una versione provvisoria,
se ne è uscito con un poco rassicurante “Sei semplicemente
disgustoso”. Ma a dire il vero, a me ha fatto piacere anche
questo commento. Certe cose vanno dette.
Hai ricevuto un certo successo con la
tua rubrica “10 ragioni per iniziare a suonare e 1000 per
smettere” pubblicata su uno dei portali musicali italiani
più visitati. Ci vuoi parlare di questa esperienza nel mondo
dell’editoria non cartacea?
“10 ragioni per iniziare a suonare e 1000 per smettere”
é una sorta di manuale del musicista sfigato, una dissertazione
spietata sul mondo di chi fa musica, o meglio, di chi tenta disperatamente
di farla. Un modo “per ridere dove ci sarebbe solo da piangere”
come scrissi a suo tempo nella presentazione ai lettori del portale.
La pubblicazione è stata arricchita dalle vignette di Christian
Morbidoni, l’altro chitarrista del mio gruppo. Già
che ci sono ringrazio vivamente il portale Truemetal.it che ha dimostrato
sin da subito il suo entusiasmo per questa iniziativa e mi ha dato
la concreta possibilità di raggiungere un così vasto
bacino di utenza. Per 5 mesi, ogni quindici giorni, è uscita
una puntata e bè…ci sono stati dei feed back davvero
incredibili: alcune puntate hanno avuto più di 6.000 letture
e i commenti riferiti ad ogni singola uscita sono stati numerosissimi,
andando a creare uno spaccato che non saprei bene se definire “sociale”,
“culturale” o “psico-patologico”.
Dal www.danielegalassi.com si può accedere a tutte queste
10 puntate e ai relativi commenti.
Sempre a proposito di questa tua pubblicazione
quindicinale, nell’ambiente musicale gira voce su una possibile
versione cartacea. Confermi?
Sì, ho deciso di pubblicare in proprio questo manuale e di
diffonderlo nel circuito musicale underground in cui sono ormai
ben inserito. Sarà una versione riveduta, ampliata e corretta,
con nuovi paragrafi, nuovi capitoli e nuove vignette (sempre ad
opera di Christian). Cercheremo di rendere il tutto estremamente
professionale e di offrirlo a un prezzo davvero accessibile. I commenti
ricevuti sono stati davvero troppo incoraggianti, non posso resistere
alla tentazione di stamparlo!
Sei da parecchi anni attivo anche nel settore dell’editoria
discografica. Ci puoi fare un confronto tra mondo discografico e
mondo dell’editoria cartacea?
Suono negli Infernal Poetry dal 1996, anno in cui è nato
questo progetto musicale. Da allora abbiamo fatto diversi demo,
pubblicato 3 dischi ufficiali per un’etichetta di Milano,
fatto tour italiani ed esteri, girato un paio di videoclip low buget…ebbene
dopo tutto questo posso dire che lì il mare è infestato
di squali. Contratti vessatori, strutture distributive fantasma
o del tutto inesistenti, agenzie millantatrici, fantomatici produttori.
Un marasma.
Da quel poco che ho potuto vedere, anche il mondo dei libri è
governato da logiche del tutto simili, con forti barriere all’ingresso
ravvisabili nella rete distributiva, nella capacità promozionale
e nell’ampiezza del catalogo delle case editrici (fattore
quest’ultimo da cui deriva la capacità di diversificazione
e assorbimento del rischio di insuccesso).
Due cose mi sembrano chiare: una è che sono entrambi mercati
dove si fa leva sul “desiderio di pubblicare” dell’esordiente,
con effetti spesso nefasti per chi decide di intraprendere una di
queste due tortuosissime strade. L’altra è che pubblicare,
sia nella musica che nella letteratura, è solo l’inizio
dell’infinito lavoro necessario per costruire qualcosa. Se
per ogni ora spesa in promozione per il mio gruppo avessi avuto
un euro in cambio, non avrei problemi di pensione.
E internet? Aiuta più il musicista
o lo scrittore?
Internet aiuta sicuramente entrambi. Ma se consideriamo il download,
credo porti più vantaggi nel caso di un mp3 che di uno stralcio
di un romanzo. Ma questo per l’intrinseca natura dei due diversi
prodotti culturali, visto che un brano in mp3 è di per sé
un’entità autonoma perfettamente comprensibile, cosa
che ovviamente non avviene per un capitolo di un romanzo che ha
bisogno di una maggiore contestualizzazione.
E reputi importante avere un sito web?
Fondamentale, sia per chi scrive che per chi suona. Tengo molto
ai miei siti: su www.infernalpoetry.com si trova veramente di tutto
e di più…videoclip, date, report di concerti, recensioni,
interviste, foto, mp3 e news in tempo reale. Su www.danielegalassi.com
stessa cosa: si possono trovare foto, news, link e soprattutto racconti
(alcuni pubblicati qua e là, alcuni inediti).
Tornando alla letteratura: i tuoi tre
libri preferiti.
In ordine sparso: 1984 di George Orwell, American Psycho di B.E.Ellis,
Il Ciclo delle Fondazioni di Isaac Asimov.
L’ultimo autore che hai scoperto?
Douglas Adams, mi sto sparando tutta la saga della Guida Galattica
per Autostoppisti.
Ultima domanda…in Dream on/Dream
off c’è una frase di Schopenhauer che recita:
“La vita e i sogni sono pagine di uno stesso libro: leggerle
in ordine è vivere, sfogliarle a caso è sognare”.
Tu le leggi in ordine o sfogli a caso?
A dire il vero, dopo 29 anni che me lo rigiro tra le mani, non sono
nemmeno riuscito a capire da quale verso si apra questo maledetto
libro!