Luisa Ferretti parla del suo
"Il filo di Arianna"
Parlaci del tuo libro.
Il mio libro “Il filo di Arianna” è un breve
romanzo a sfondo autobiografico in cui ho affrontato, attraverso
una narrazione che alterna la prima alla terza persona, l’esperienza
personale dell’anoressia. Non è un romanzo che parla
della malattia in termini medici o garantisce risposte assolute
riguardo a questo tema.
Semplicemente narra la vicenda di una ragazza che, pagina dopo pagina,
cerca di combattere questo mostro senza volto che vive dentro di
lei. E lo fa rivelando le sue emozioni attraverso una difficoltosa,
quanto necessaria, ricerca del proprio Io: l’unico “Filo”
che può veramente aiutarla ad uscire dal labirinto delle
sue ossessioni…
Volevo che fosse una storia aperta a tutti, in cui tutti potessero
riconoscersi perché alla base di certe patologie vi sono
malesseri di natura esistenziale che interessano ogni persona. E
devo dire che molte persone che l’hanno letto, pur non avendo
provato direttamente l’esperienza dell’anoressia, si
sono riconosciuti in Arianna, nel suo appassionato, quanto drammatico,
percorso di crescita spirituale e nel suo estremo bisogno di dare
un senso alla propria vita. E’ un libro che, malgrado affronti
un tema abbastanza delicato come quello dell’anoressia, cerca
di guardare oltre e offre diversi spunti di riflessione.
Che cosa hai scritto fino ad oggi?
Ciò che ho scritto fino ad oggi spazia fra poesia e narrativa.
Ho esordito a vent’anni con un romanzo ambientato ai tempi
della resistenza intitolato “Amore fra le rovine” e
un libro di poesia “La rosa dei sensi” che è
stato selezionato dall’associazione culturale Danae. I miei
racconti e le mie poesie sono stati premiati in diversi concorsi
e inseriti in numerose antologie. Un mio racconto, “Camera
oscura”, è stato scelto e inserito nell’antologia
“Kermesse” a cura di Aldo Nove, Raul Montanari, Andrea
G. Pinketts e Tiziano Scarpa, edita da Arpanet nel 2003.
Dopo “Il filo di Arianna”, che è il romanzo che
mi ha impegnato di più, ho pubblicato un nuovo libro di poesie:
“Inedito Assoluto” (edizioni il Filo). Comunque non
amo molto soffermarmi su ciò che ho scritto; non rileggo
quasi mai le mie cose, perché il pensiero di non poterle
più cambiare mi mette ansia…sono consapevole del fatto
che si cresce, si cambia, e la nostra scrittura con noi. Il libro
è una storia finita, anche se vive di nuova energia ogni
volta che lo si rilegge.
Da cosa nasce l’ispirazione ed in
generale l’amore per la scrittura?
Da cosa nasce l’ispirazione? Da tutto. Ogni cosa cattura la
mia attenzione: sono una persona di natura molto ricettiva, sensibile,
che nota i particolari, le sfumature, specie nei sentimenti…e
ciò che mi colpisce di più cerco di farlo rivivere
sulla pagina scritta. L’ispirazione nasce da una particolare
condizione dell’anima che ti rivela al mondo e a te stesso.
E’ come uno svelamento dell’essere che, nel caso dello
scrivere, traduce questo svelamento in parole. L’ispirazione
è senz’altro un dono, uno stato di grazia che ti porta
a sentire e a vedere cose che altrimenti neanche noteresti.
Va ricercata con passione, ma anche attesa con pazienza: come dire,
l’ispirazione viene da sola, ma va chiamata, ascoltata e soprattutto
compresa. L’amore per la scrittura credo che derivi da varie
esigenze: scrivere per affrontare la quotidianità e rispondere
agli interrogativi che distinguono ogni esistenza. Non credo affatto
che sia un alibi, tutt’altro. E’ come un osservatorio
privilegiato puntato sul mistero della vita di ogni uomo. E’
un percorso difficile, ma anche esaltante, che, se da una parte
ti astrae dal mondo, dall’altra ti permette di viverlo in
profondità. Purtroppo non è sempre facile conciliare
la scrittura con la vita reale: tutto corre troppo velocemente mentre
la scrittura è un lavoro di autoconsapevolezza che si ottiene
in maniera graduale. E la sensibilità che occorre per scrivere
non sempre si adegua alle aspettative concrete del mondo esterno.
Malgrado ciò, non potrei mai rinunciarvi. Scrivere per me
è “tremendum et fascinans” come una credenza
mistica da seguire….
Quali sono gli scrittori che hai preso
come modello?
Ovviamente ci sono scrittori che apprezzo maggiormente rispetto
ad altri, ma ogni scrittore con la sua opera ci insegna qualcosa
e io cerco di leggere di tutto, anche perché credo che la
letteratura sia come il mondo: bella perché varia.
Personalmente amo molto la letteratura inglese: da Shakespeare ai
poeti romantici, dalle sorelle Bronte ad Oscar Wilde, senza dimenticare
Virginia Woolf e James Joyce. Altri grandi autori a cui devo molto
sono Dostoevskij, Flaubert, Hugo, la “generazione perduta”
di Fitzgerald e Hemingway, e Marguerite Duras.
Fra i poeti preferisco Leopardi, Ungaretti, i poeti “maledetti”
Baudelaire, Verlaine, Rimbaud; poi Gibran, Garcia Lorca, Pessoa,
Neruda e quella che considero la più grande poetessa di tutti
i tempi: Emily Dickinson. Ultimamente ho riscoperto due importanti
poetesse americane come Sylvia Plath e Anne Sexton, i racconti di
Poe, Kafka e Maupassant, e l’esistenzialismo di Camus. E ho
recuperato il mio antico amore per la letteratura fantasy con “Il
signore degli anelli” di Tolkien.
Fra i contemporanei prediligo Jeanette Winterson, Jeffrey Eugenides,
Alice Sebold, Michael Cunningham, Patrick McGrath, Isabel Allende,
Andrea De Carlo, Paolo Maurensing, la poetessa Alda Merini, e gli
scrittori che ho già citato…
Prospettive per il futuro: immaginando
lo scenario che verrà….
Come scrittrice, credo che ci sarà un ritorno alle origini,
anche nella Letteratura. Tutta questa confusione ci porterà
a riscoprire le cose che veramente contano e la letteratura, sebbene
bistrattata, rimarrà sempre un importante punto di riferimento
per l’uomo. Il bisogno di aprirsi alla lettura e alla scrittura
è ancora più forte oggi, secondo me… travolti
come siamo dalle incertezze derivanti dalla mancanza di una fede
comune. Oggi si punta molto su una cultura individualista, ma da
soli si riesce a fare ben poco. La letteratura è invece un
punto di incontro, libero e democratico, in cui ognuno può
confrontarsi con gli altri, ma soprattutto con se stesso.
Sei presente in Internet?
Sì. Oltre ad avere il mio sito personale www.luisaferretti.it
, alcune mie poesie sono presenti nei siti Nuovi autori.org, Il
club degli autori e I fiori di Campo.
Chi volesse contattarti?
Può farlo scrivendomi all’indirizzo luisaferretti@tiscali.it