<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Daniela Attilini Prospettiva editrice
 


Biancamariastefania parla del suo
"Fermamente"

Perché, ancora, oggi, la poesia?
La poesia è il linguaggio del respiro, è prendere e dare, una osmosi d'Amore. Oggi è sempre e ancora.
E' il primo respiro: il primo grido di ogni bambino. L'ultimo grido di ogni morte.
L'ultima speranza, il primo desiderio.

Scrivere, perchè?
E' come chiedere ha chi ha fame perché il cibo sia buono anche dipinto, come chiedere a chi ha freddo perché è bello il sole d'estate.
Anche per uccidere ogni "-ismo", muro, rete, filospinato; per respirare, appunto.

Che cosa sono le parole per un poeta?

Le parole sono le immagini dell'anima dipinde dei colori di ogni dove e di ogni quando.

Quando ha iniziato a scrivere?
Quando ho capito la parola "quando", per alzare i veli dell'illusione in un canto, per darmi la gioia che conosciamo da analfabeti.
Sì.

Qual è il suo autore preferito?
Adesso Borges, amanuense, distratto, dello Ecclesiaste: "non c'è niente di nuovo sotto il sole".