Andrea Esposto
parla del suo libro
"Pirati all'orizzonte"
Da dove è nato il desiderio di scrivere un libro?
Anche se ho sempre nutrito una notevole passione verso la scrittura non avrei mai creduto che mi sarei trovato qui a rispondere a queste domande. Se qualcuno, un tempo, mi avesse detto che avrei scritto un libro mi sarei, certamente, messo a ridere.
Due anni fa, mia figlia Giulia, ricoverata in ospedale, mi chiese di scrivere una storia ed io non potei far a meno di esaudire quel suo innocente desiderio.
Iniziai così a scrivere una breve storia che oggi si è tramutata in questo “romanzo” per ragazzi.
Nel tuo racconto “Pirati all’orizzonte” è nata prima la storia o i personaggi?
Sono nati contemporaneamente, ma appena hanno fatto la loro comparsa i protagonisti essi hanno iniziato a vivere di vita propria imponendo a me, il loro creatore, scelte obbligate. Hanno iniziato a girovagare nel mare della fantasia. Si sono scelti i compagni di viaggio e i luoghi da esplorare, scontrandosi con i nemici nelle loro scorribande. A me non è rimasto altro che vedere con i loro occhi per provare le loro stesse sensazioni. Pian piano i pensieri si sono tramutati in parole su fogli bianchi, fino alla fine della storia. Ho gioito, godendo dei momenti di gloria e sofferto con loro quando non sembrava esserci una via di fuga.
Cosa hai provato quando hai terminato di scrivere il tuo romanzo?
È difficile descrivere ciò che ho provato, erano le tre e mezzo di notte, le mie mani correndo sulla tastiera del computer schiacciando gli ultimi quattro tasti fecero apparire sul monitor la scritta “FINE”. Cercherò di farti capire ciò che ho provato in quel momento con poche parole: “HO PIANTO.”
Mentre scrivi fai leggere a qualcuno il tuo lavoro?
Sì, è stato il consenso trovato in chi vedeva crescere con me la storia che mi ha dato la forza di giungere alla fine di questo lavoro.
Hai scritto altro?
Come dicevo prima, ho sempre amato scrivere, e sin da ragazzo fermavo sensazioni e pensieri su fogli di carta. Tutti quei pensieri con il tempo si sono trasformati in poesie che ho chiamato FRAMMENTI DI VITA. Quelle venti poesie, sono gelosamente custodite e non sono mai state volutamente pubblicate.
Ce ne citeresti una? Magari la più significativa per te.
Non ce n’è una più significativa delle altre, sono tutte nate in momenti diversi a volte con lo stato d’animo in tempesta altre con il cuore colmo di gioia. Alcune possono sembrare banali altre magari brillanti. Questa è quella che in questo momento sento di più, forse perché sono in questi periodi estivi che accadono certe cose.
L'Amico
Solo ed abbandonato
cammina sul ciglio della strada.
Stanco ed affamato,
tradito da chi credeva suo amico,
si guarda attorno tutto impaurito.
Un bimbo lo vede,
si avvicina, gli fa un sorriso.
Lui, tremante, si allontana...
poi, si fa più vicino
guarda i suoi occhi e capisce,
capisce che di lui si può fidare.
Il bimbo allora lo accarezza
poi, insieme,
proseguono il cammino.
Amici inseparabili
il Cane e il bambino.
Cosa si prova a veder pubblicato il proprio libro?
Anche questa è una sensazione bellissima, sapere di essere riuscito ad emozionare anche una sola persona, sarà sufficiente a gratificarmi per tutte le notti passate in bianco a scrivere.
Stai lavorando a qualcosa di nuovo?
Sì. Ho iniziato un nuovo romanzo rivolto ad un pubblico più adulto. Ho creato la storia ed i suoi protagonisti che hanno già iniziato a raccontarmi di loro e guidando la mia mano, sino alle origini della loro storia, nel lontano 1300, faranno nascere, dalla mia penna, una nuova storia.