Valeria Esposito parla del suo
"Spirto gentil"
Come riesce a conciliare la Sua doppia
anima di cantante e scrittrice?
Voglio premettere che provo troppo rispetto ed amore per i grandi
scrittori per ritenermi io stessa una “scrittrice”,
ma ho una grande fantasia e mi invento storie e personaggi che mi
ossessionano finché non do loro vita sulla pagina scritta.
D’altronde, può sembrare strano, ma il mio primo amore
è stato proprio la letteratura e non la musica e l’opera:
ho iniziato a scrivere quando avevo dodici anni e a vent’anni
avevo già pubblicato una raccolta di poesie e scritto dei
racconti su Napoli che vennero segnalati per la pubblicazione ad
un concorso letterario. Scrivevo anche articoli per delle riviste
napoletane ed il mio sogno era fare la giornalista, ma il destino
aveva altro in serbo per me; ho intrapreso la carriera di cantante
lirica, pur non smettendo mai di scrivere.
Visti i numerosi impegni della sua
carriera, dove trova il tempo di scrivere?
E’ stata proprio la mia carriera a darmi il
tempo per scrivere, visto che mi sono trovata quasi sempre da sola
in città straniere o comunque estranee, ed ingannavo la solitudine
scrivendo nelle ore libere dalle prove o dagli spettacoli. Inoltre
ho viaggiato tantissimo e questo ha allargato enormemente il mio
campo di esperienze e mi ha fornito spunto per molti racconti.
Come mai ha deciso solo ora di pubblicare
i suoi lavori?
Come ho già detto, non mi sono mai ritenuta
una “scrittrice” e scrivevo soprattutto per me; ho tantissimi
lavori nel cassetto che ora, rotto il
ghiaccio, cercherò di revisionare e pubblicare. Inoltre non
ho mai avuto tempo per cercarmi un editore; in questo mi ha aiutato
mio cognato, Vittorio Graziosi, che ha pubblicato con successo vari
libri e che mi ha incoraggiato ed indirizzato nella pubblicazione.
Senza di lui, probabilmente “Spirto Gentil” non sarebbe
mai stato pubblicato, anche perché provavo ritegno nel mettere
la mia anima così a nudo di fronte a lettori sconosciuti.
Infatti nella scrittura ho sempre espresso la parte più nascosta
della mia personalità che è ignota persino a chi mi
è più vicino. E’ strano a dirsi per una persona
abituata ad esibirsi davanti al pubblico, ma nel profondo sono molto
timida e riservata.