<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Daniela Attilini Prospettiva editrice
 


Marcionita Do Vale Vieria parla di sé

Una passione, quella di scrivere, iniziata e poi interrotta, ora di nuova ripresa, perché?
Da qualche anno ho avuto più tempo per guardarmi dentro e riscoprire questa mia capacità.
Stare in casa, abitare in una cittadina tanto diversa da Rio, trovarmi a vivere lontano da amici e fratelli, in una società completamente differente da quella in cui sono nata e cresciuta non è stato facile. Anche se circondata dall’amore di Giovanni e dai miei meravigliosi figli mi sentivo dispersa, ricominciare a scrivere è stata una valvola di sfogo che mi ha permesso di allontanare la tristezza.

Quando scrivi ti ispiri a qualcuno?
Mi piacerebbe citare autori famosi, dichiararmi discepola di Tizio o di Caio, non nego che amo leggere, ascoltare musica, guardare buoni film ma le mie poesie sono influenzate solo dal mio cuore, dal mio istinto.
Lo dico anche nell’introduzione di “Musipoetando”: quando scrivo non penso, lascio fluire quello che ho dentro, cerco di mettere su carta la tempesta di sentimenti che si agita in me e la traduco in poesia. La mia mano parte come in automatico, non c’è un’ora prestabilita, mi può capitare in qualsiasi momento perciò cerco di avere sempre vicino carta e penna. Se non scrivo subito rischio di dimenticare quello che il cuore mi suggerisce. Ultimamente sto cercando di disciplinare questo mio “raptus creativo”: nei momenti di tempo libero mi siedo al computer e ci butto dentro quello che mi passa per la testa. Ma l’abitudine di portarmi sempre dietro un blocchetto e una penna mi è rimasta...

La raccolta di poesie “Musipoetando” ha un nome che racchiude due parole, ci spieghi cosa significa?
Questo nome l’abbiamo pensato Giovanni e io perché gran parte delle poesie erano più adatte ad essere testi per canzoni. Abbiamo cercato qualche musicista che ci mettesse le note ma non è stato facile. “Musipoetando” vuol dire fare poesia pensando alla musica, per questo abbiamo unito la parola musica al verbo poetare.

Scrivi solo poesie o ti dedichi anche alla prosa?
Sì, mi sto dedicando anche alla prosa. Insieme a Giovanni sto scrivendo un libro di riflessioni che abbiamo chiamato “Frammenti”. Lavoro molto bene con il mio compagno, fra noi esiste un’intensa sintonia. Lui, con grande pazienza, ha riordinato le poesie che erano sparse in decine e decine di pezzetti di carta, le ha tradotte con passione e rispetto evitando di alterarne la forza poetica.

Continuerai in questo tuo impegno?
Sì, vorrei trasformare questa mia passione in una professione, so che non è facile ma sono convinta che i sogni si avverano, basta volerlo!

Una domanda sul tuo nome di battesimo, che origini ha?
Marcionita deriva da Marzia che, a sua volta discende da Marte, dio della guerra, dunque Marcionita in italiano si potrebbe tradurre: “piccola guerriera”.