<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Daniela Attilini Prospettiva editrice
 


Sara Dicorato parla del suo
"Terra morale"


Cosa ti ha spinto a scrivere e perché “Terra morale”?
Ho scritto questo libro, a dire il vero… questo piccolo libro, con l’idea di fare qualcosa per colmare il vuoto morale che c’è nel mondo. Dopo anni d’impegno e altri passati in ritiro, ho pensato di poter diffondere i valori morali in cui credo attraverso l’arte, la scrittura, più che attraverso la politica. Non che pensi davvero di diffondere quei valori e di colmare quel vuoto col mio libretto, per me è già tanto che sia stato pubblicato… Ma l’ho scritto con la speranza che nel suo piccolo possa servire e in qualche modo contribuire. Credo che mai come in questo tempo si senta il bisogno di cercare un po’ di spiritualità, idealità e moralità, di trovare più onestà, umanità e solidarietà nel mondo.

Come potresti definire e riassumere il tuo libro?
Non è facile definire e riassumere “Terra morale”, e non vorrei che venisse catalogato una volta per tutte o che l’eventuale riassunto finisse per essere più lungo del libro stesso. Ma potrei dire, riguardo alla forma, o meglio al genere, che forse potrebbe un po’ disorientare… in effetti non credo ci sia in giro qualcosa di simile. Per certi versi potrebbe essere definito un romanzo filosofico, un saggio etico, o essere considerato, più che un miscuglio di generi, semplicemente, un genere nuovo. Riguardo al contenuto, invece, spero che possa magari aiutare a orientarsi… a mantenere nel tempo la tensione ideale e realizzare nel mondo una rivoluzione morale, o se non altro, compensare con un po’ d’idealismo il realismo in cui siamo immersi.

Qual è la cosa più bella di “Terra morale”?
La dedica.