Sara Dicorato parla del suo
"Terra morale"
Cosa ti ha spinto a scrivere e perché “Terra
morale”?
Ho scritto questo libro, a dire il vero… questo piccolo libro,
con l’idea di fare qualcosa per colmare il vuoto morale che
c’è nel mondo. Dopo anni d’impegno e altri passati
in ritiro, ho pensato di poter diffondere i valori morali in cui credo
attraverso l’arte, la scrittura, più che attraverso la
politica. Non che pensi davvero di diffondere quei valori e di colmare
quel vuoto col mio libretto, per me è già tanto che
sia stato pubblicato… Ma l’ho scritto con la speranza
che nel suo piccolo possa servire e in qualche modo contribuire. Credo
che mai come in questo tempo si senta il bisogno di cercare un po’
di spiritualità, idealità e moralità, di trovare
più onestà, umanità e solidarietà nel
mondo.
Come potresti definire e riassumere il tuo libro?
Non è facile definire e riassumere “Terra morale”,
e non vorrei che venisse catalogato una volta per tutte o che l’eventuale
riassunto finisse per essere più lungo del libro stesso. Ma
potrei dire, riguardo alla forma, o meglio al genere, che forse potrebbe
un po’ disorientare… in effetti non credo ci sia in giro
qualcosa di simile. Per certi versi potrebbe essere definito un romanzo
filosofico, un saggio etico, o essere considerato, più che
un miscuglio di generi, semplicemente, un genere nuovo. Riguardo al
contenuto, invece, spero che possa magari aiutare a orientarsi…
a mantenere nel tempo la tensione ideale e realizzare nel mondo una
rivoluzione morale, o se non altro, compensare con un po’ d’idealismo
il realismo in cui siamo immersi.
Qual è la cosa più bella di “Terra
morale”?
La dedica.