D'Alessandro Carolina parla del suo
"Judith Hermann. La scrittura come silenzio"
Come é nata l’idea su Judith
Hermann?
Sono rimasta affascinata dalla sua scrittura, incisiva, essenziale
e tale da rispecchiare con grande realismo la società attuale.
Inoltre trovo molto interessante la scena letteraria e culturale
della Germania di oggi. Credo che si debba dare maggior respiro
ai nuovi scrittori.
Quale idea ti sei fatta su questa generazione
di giovani scrittori?
Credo che descrivano in maniera esauriente ciò che sta accadendo
all’interno della società attuale, come sia cambiata
e come siano di conseguenza cambiate le nuove generazioni. Il Leitmotiv
è il disagio dilagante, la spersonalizzazione, l’incapacità
di comunicare e di creare dei legami. Una testimonianza veritiera
e scevra da ogni sentimentalismo.
Come hai conosciuto l’autrice?
Durante la stesura del lavoro ho soggiornato a Berlino, città
natale dell’autrice, ed è lì che l’ho
conosciuta in occasione della presentazione del suo secondo libro.
Vuoi scrivere un altro saggio o pensi in futuro
di dedicarti ad un altro tipo di scrittura?
Non ho intenzione di dedicarmi ad un altro tipo di scrittura perché
nella forma del saggio trova espressione l’insieme dei miei
interessi culturali. In Germania vi è una nutrita generazione
di giovani scrittori, ma pochi i critici che si occupano di loro.