<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Daniela Attilini Prospettiva editrice
 


Simone Birelli parla del suo
"Depressione e guarigione"

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Con la pubblicazione di "Depressione e guarigione" volevo rendere visibile il problema sociale della depressione.

Scrivi molto?
E' una necessità quotidiana. Pensieri mi ruotano nella mente, si muovono in modo imprevedibile e a tratti inconsueto. Non importa se piacevoli o no, io li riporto su carta in modo che non rimangano nella mente e nell'animo. Scrivo moltissimo. Parti di vita vissuta mia e quelle degli altri. Il fotografo testimonia il passare del tempo attraverso una foto, io scrivendo versi.

Quali sono i motivi che ti spingono a scrivere?
Scrivo per sentirmi vivo, disporre della vita e della morte dei miei personaggi. Scrivo perchè è dentro di me, nel mio DNA e per sentirmi creativo. Scrivere mi fa sentire bene, è una esigenza come bere e mangiare. Molte volte dentro di me c'è un troppo di tutto e io lo espello con la scrittura. Scrivo perchè mi fa piacere sentirmi dire, da chi mi ha letto, che sono riuscito a suscitargli un'emozione.

Simone Birelli, questo è il suo primo libro. Come lo descriverebbe?
E' un libro che cerca di rendere visibile il problema sociale della depressione. Ho cercato di descrivere il problema, le motivazioni che mi hanno portato a scrivere un libro di questo tipo, che Prospettiva editrice ha accettato di pubblicare.

Quale rapporto ha con il lettore?
Scrivo cercando di parlare al lettore come se fosse di fronte a me e mi stesse guardando negli occhi. Cerco di essere sempre trasparente, vorrei riuscire a fargli sentire le mie emozioni, con un linguiaggio semplice. Visto il problema che affronto con questo libro sono anche dispoibile ad ascoltare o conversare con lettori che abbiano voglia di farlo attraverso la mia mail: simonebirelli@tiscali.it e visitando il mio sito www.simonebirelli.it.

Quale esperienza ha del mondo editoriale?
Questa con Prospettiva editrice è la mia prima esperienza editoriale. Per me questa è una emozione bellissima, sono molto giovane. E' difficile trovare serietà e voglia di creare nuovi artisti, ma con Prospettiva editrice l'ho trovata. Alcune case editrice ti contattano chiedendoti contratti pazzeschi, per lo più senza distribuzione.

Cosa pensi degli autori?
Sono esseri strani, inquieti. A volte insicuri, bugiardi ed egocentrici. Si immedesimano nei personaggi, confondono i sogni con la realtà, gente strana. Inoltre chi ama scrivere, può essere anche un buon attore e questo penalizza chi sta loro accanto, in quanto non si riesce mai a capire conmpletamente la loro vera personalità. Però gli autori hanno una fantasia e una sensibilità superiore alla media.

Cosa si prova a veder pubblicato il proprio libro?
Ti chiedi se il nome dell'autore del libro che hai tra le mani è proprio il tuo, è un'emozione unica, forte. Sapere che c'è qualcuno che crede in te, in quello che scrivi, ti fa andare avanti.

Quale posto ha il successo nella tua considerazione?
Quello che ho scritto, l'ho scrito volentieri, credendo in quello che facevo e il fatto che il mio libro sia stato scelto per la pubblicazione, credo, la correttezza di questa mia volontà. Se il successo arriva, bene, è una conseguenza, diversamente, so di aver fatto qualcosa di interessante e che mi ha dato grande soddisfazione. Sopratutto tenendo conto dei commenti di quanti non credevano nel mio progetto. Ma io devo anche a loro qualcosa, mi sono sentito spronato a non abbandonare tutto, a dimostrare che ero sulla strada giusta.

Quali sono i suoi autori preferiti?
Molti i più importanti per me, troppi per elencarli tutti: Da Checov, Dostoevskij, Beckett, Guy de Maupassant. Per gli italiani da Manzoni, Moravia, Svevo, Cassola, è una lista limitativa.