<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Marinella Bella
 

 

Marinella Bella parla del suo libro
"Diario di bordo di una zerofolle"

Come ti è nata l'idea di scrivere un libro?
Mai e poi mai avrei pensato di poter realizzare un sogno così grandioso. Sai, io non ho mai avuto una gran considerazione di me stessa specie in questo ruolo di scrittrice.
Sono stata allettata da un'idea di una mia cliente ad intraprendere quel compito che secondo lei mi spettava.


Il titolo che hai scelto è "Diario di bordo di una zerofolle", perché?
Il titolo iniziale era proprio questo, provai a cambiarlo scegliendone uno più generico ma compresi che quello iniziale avesse calzato benissimo anche sapendo che, avrebbe suscitato sia schieramenti di poca considerazione per chi ama o non ama l'artista e rischiando anche che l'artista stesso lo trovasse scontato.


Parli dell'artista come se lo conoscessi.hai avuto mai la fortuna di parlarci?
Sì, anche se magari non ho mai avuto modo di dialogare con lui come avrei voluto.


E come avresti voluto?
Eh! bella domanda! Mi sarebbe piaciuto avere l'opportunità di dialogare con lui per ore.. .magari
come un fratello, poterci scambiare idee ed opinioni artistiche sulle sue e sulle mie creatività.


Ma... conversazioni riservate?
Il rapporto tra fans ed artista è un filo quasi innominabile. Tutto o nulla può sembrare riservato. Se non ho la maniera di aver definito le mie idee con lui non mi sento in grado di esporle quindi è ovvio che possano apparire "riservate". Non vorrei sembrare quella che non sono, però ho una venerazione tale per quest'artista. Sarebbe stato
importantissimo per me avere il suo parere, la sua approvazione per il libro in questione.


Venerazione? Addirittura?
Ognuno la chiama come vuole. Io la considero semplicemente la massima espressione di rispetto che sin dall''inizio ho avuto nei suoi confronti.

E hai provato a chiedergli la sua approvazione per questo libro?
Come no! Ho provato tantissimo, attraverso il club ma sai non è mica facile avvicinare Renato. Lo avrei potuto consultare di persona, ma come? Braccandolo come una matta in giro? Non credo sia il caso. Semmai
ritengo valida l'idea del mio libro e me ne farò carico sulle eventuali disapprovazioni.

Pensi di essere disapprovata?
Se pensassi che ciò non avvenisse. Non credi che peccherei di presunzione? Sarebbe una contraddizione alla mia insicurezza e alla mia considerazione.

Parliamo dei contenuti del libro?
Questo libro è uno stralcio di un mio ipotetico diario che racconta del mio vissuto in un periodo che và dal novembre 2001 fino al 19 luglio 2002; parla di me come mamma, come amica, come donna ma soprattutto come fan.


Come mai questo periodo? E perché finisce con questa specifica data?
Il periodo non è stato scelto a caso. Tutto è iniziato quando, navigando nel web, mi sono trovata davanti al
sito ufficiale del suo fan club e ho deciso di farne parte iscrivendomi al "Forum" nel quale ho conosciuto e sono stata coinvolta da altri fans. Sì, termina in questa data perché quella è la data finale del tour "Prove di volo"


Quando nasce la passione per la musica di Renato Zero e perché ti ha coinvolge così tanto?
La mia passione per questo singolare artista, nasce tra i banchi di scuola. Lo conosco lì Renato, nel lontano 1977 tra le molteplici passioni della mia compagna di banco Roberta. Vedi, essere "Zerofolle" non è e non è stato facile
soprattutto in quegli anni. Ogni "Zerofolle" possiede caratteristiche particolari.è un sognatore accomunato da una timidezza aggressiva. Essendo anch'io un'introversa/estroversa credo che le sue parole, la sua poesia rappresentino per noi quello stimolo virtuale che vorremmo avere per andare avanti. Il resto è storia. Ci vorrebbe un'enciclopedia per scriverla, ma non posso scrivere tutto su Renato anche se non mi dispiacerebbe.


Quanto hai impiegato per realizzare questo libro?
Quanto e come possiamo quantificare ciò che nasce spontaneamente dal cuore?
Tutto è nato come un gioco, di certo non credevo di poterne veramente realizzare un libro.

Visto che hai detto che per te era un gioco, come mai hai deciso di pubblicarlo?
Sì è vero all'inizio l' ho preso come un semplice gioco ma poi mi sono trovata tra le mani. Qualcosa
d'importante la sensazione è stata molto strana, io
non credevo di aver creato un libro ma qualcosa dentro
di me mi diceva che quello che avevo scritto non
doveva rimanere solo mio...ho deciso di renderlo
pubblico dopo la morte di mio padre forse è stato
proprio questo tristissimo episodio ha darmi la forza
ed il coraggio di manifestare le mie idee.


E' stato difficile trovare un editore pronto a farlo?
Ti posso dire che agli inizi, quando proponevo il libro che conteneva Zerofolli e Zero era subito scartato a priori.


Cosa rappresenta per te questo libro?
Innanzi tutto un regalo all'artista! Sono sempre i fans che scrutano l'artista fino all'inverosimile, in questo libro la situazione si capovolge: si può avere la possibilità che l'artista conosca meglio i propri fans.


Leggendo il tuo libro ho notato che in tanti anni la passione è rimasta sempre la stessa, come fa a non essere mai cambiata?
E' come il primo amore, non si scorda mai! No dai scherzo.in ogni modo non è cambiata perché le emozioni che mi trasmette sono sempre le stesse ovvero non sono cambiate, riconfermandole giorno dopo giorno.

Renato Zero 1977 e Renato Zero 2003 in cosa lo trovi cambiato?
Esteriormente, il look nel 1977 era "la favola mia" ora nel 2003 quando l'incontro per strada ho avuto la sensazione di trovarmi davanti al padre della favola, molto più maturo e più saggio. In tutto questo in ogni caso la passione non cambia, è sempre ZEROFOLLIA!!!