Antonio Barcella parla del suo
"La collera del cielo"
Che cosa ti ha spinto a pubblicare un
secondo libro?
Dopo l’esperienza positiva del primo libro “Tre nel
sessantotto”, un piccolo successo che mi ha regalato tanta
soddisfazione, i continui apprezzamenti di chi lo ha letto mi hanno
spinto a ripercorrere questo tragitto, non certo facile, con una
determinazione ancora superiore alla prima volta. Scrivere un libro
è forse la parte più semplice di tutto il processo
che porta a vedere il tuo nome impresso su una copertina colorata
e che richiede uno sforzo economico e mentale non indifferente.
Come è nata l’idea del libro “La
collera del cielo”?
E’ un libro che ho scritto di getto durante una vacanza sul
promontorio del Gargano. E’ una storia intrigante e coinvolgente
in cui prevale il tema dell'amore, ma si toccano altri argomenti
come il culto popolare, il tradimento, la truffa, la violenza e
la vita nel paese roccaforte di pettegolezzi e solitudine. I personaggi
e le situazioni hanno preso vita mano a mano che procedevo nella
stesura del racconto e spesso ho faticato a contenere in uno schema
stabilito i protagonisti della vicenda che apparivano vivi e con
una forte volontà di imporsi sul narratore. Coloro che lo
hanno letto in anteprima mi hanno dato giudizi molto lusinghieri
affermando che il testo si adatta facilmente alla sceneggiatura
di un film.
Perché ti definisci un narratore?
Io racconto storie e cerco di farlo nel modo migliore. Non ho la
presunzione di definirmi uno ‘scrittore’ perché
non voglio paragonarmi a chi sa farlo o lo ha fatto meglio di me
raggiungendo quel successo e quella popolarità che per me
è ancora una chimera tanto difficile da afferrare.
Il prossimo libro che vorresti scrivere?
Ho appena concluso un nuovo romanzo “Il quinto evangelista”
sulla scia dei racconti che portano a chiedersi “chi era veramente
Gesù” e sono a buon punto con un altro libro dal titolo
provvisorio “I ragazzi di via Portuense”. Per fortuna
ho una fantasia fervida e scrivere, anche nel mio piccolo, mi fa
sentire importante
Hai un sogno?
Sì, un sogno che forse potrebbe avverarsi. Mi piacerebbe
salire un giorno in metropolitana e, tra tante persone assonnate
e distratte, vedere una di loro intenta alla lettura di un libro.
Dal suo sguardo capisco che apprezza quello che sta leggendo. E’
un volume di una collana di Prospettiva Editrice e in alto è
impresso il mio nome.