<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Daniela Attilini Prospettiva editrice
 


Antonio Barcella parla del suo
"La collera del cielo"

Che cosa ti ha spinto a pubblicare un secondo libro?
Dopo l’esperienza positiva del primo libro “Tre nel sessantotto”, un piccolo successo che mi ha regalato tanta soddisfazione, i continui apprezzamenti di chi lo ha letto mi hanno spinto a ripercorrere questo tragitto, non certo facile, con una determinazione ancora superiore alla prima volta. Scrivere un libro è forse la parte più semplice di tutto il processo che porta a vedere il tuo nome impresso su una copertina colorata e che richiede uno sforzo economico e mentale non indifferente.

Come è nata l’idea del libro “La collera del cielo”?
E’ un libro che ho scritto di getto durante una vacanza sul promontorio del Gargano. E’ una storia intrigante e coinvolgente in cui prevale il tema dell'amore, ma si toccano altri argomenti come il culto popolare, il tradimento, la truffa, la violenza e la vita nel paese roccaforte di pettegolezzi e solitudine. I personaggi e le situazioni hanno preso vita mano a mano che procedevo nella stesura del racconto e spesso ho faticato a contenere in uno schema stabilito i protagonisti della vicenda che apparivano vivi e con una forte volontà di imporsi sul narratore. Coloro che lo hanno letto in anteprima mi hanno dato giudizi molto lusinghieri affermando che il testo si adatta facilmente alla sceneggiatura di un film.

Perché ti definisci un narratore?
Io racconto storie e cerco di farlo nel modo migliore. Non ho la presunzione di definirmi uno ‘scrittore’ perché non voglio paragonarmi a chi sa farlo o lo ha fatto meglio di me raggiungendo quel successo e quella popolarità che per me è ancora una chimera tanto difficile da afferrare.

Il prossimo libro che vorresti scrivere?
Ho appena concluso un nuovo romanzo “Il quinto evangelista” sulla scia dei racconti che portano a chiedersi “chi era veramente Gesù” e sono a buon punto con un altro libro dal titolo provvisorio “I ragazzi di via Portuense”. Per fortuna ho una fantasia fervida e scrivere, anche nel mio piccolo, mi fa sentire importante

Hai un sogno?
Sì, un sogno che forse potrebbe avverarsi. Mi piacerebbe salire un giorno in metropolitana e, tra tante persone assonnate e distratte, vedere una di loro intenta alla lettura di un libro. Dal suo sguardo capisco che apprezza quello che sta leggendo. E’ un volume di una collana di Prospettiva Editrice e in alto è impresso il mio nome.