<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Daniela Attilini Prospettiva editrice
 


Antonio Barcella parla del suo
"Tre nel sessantotto"

Quando hai iniziato a scrivere e perché?
Ho cominciato a scrivere racconti per hobby, un modo di passare il tempo. Nella mia famiglia infatti c’è sempre stata una grande passione per la lettura, a partire da mio padre, che ora ha settantaquattro anni e consuma libri nello stesso modo in cui altri leggono i quotidiani. Quella stessa passione che sono riuscito a trasmettere alle mie figlie. E così un giorno mi sono chiesto perché non provare io a scrivere qualcosa. Successivamente ho inviato i miei racconti ad alcuni concorsi letterari ed ho ottenuto dei buoni riscontri che mi hanno convinto a fare il grande salto. E’ nato quindi il mio primo libro “Il Canto del Male”, ancora inedito, una raccolta di racconti legati insieme da un filo logico. Il libro è stato premiato con il 2° posto al 17° Concorso Letterario Internazionale "Giovanni Gronchi" di Pontedera (2003) per la sezione romanzi inediti. Ciò è stato per me una grossa spinta a continuare scrivere.

Che cosa puoi anticipare sul contenuto del tuo libro “Tre nel sessantotto”?
Posso dire che “Tre nel sessantotto” è il mio primo romanzo e mi resterà nel cuore perché è parte di me, della mia gioventù, del mio amore per lo sport, dei miei primi incontri con le ragazze. Come ho accennato nella prefazione del libro, tutta l’ambientazione è vera, come veri sono molti personaggi a cui per riservatezza ho cambiato i nomi, ma c’è anche molta immaginazione e neanche chi mi conosce a fondo, nel leggere questo libro, riuscirà a capire dove finisce la realtà e dove galoppa la fantasia.

Dopo la pubblicazione di “Tre nel sessantotto” hai in progetto altri libri?
Ho già concluso la stesura di un altro romanzo e sto completando un quarto libro. Il terzo si intitola “La collera del cielo” ed è un racconto ambientato in un paese in via di abbandono come tanti di quelli presenti nel nostro meridione. Da chi ha avuto modo di anticiparne la lettura è stata definita come una storia intrigante e coinvolgente, i cui protagonisti sono ben caratterizzati. Nel romanzo prevale il tema dell’amore, ma si toccano argomenti come il culto popolare, il tradimento, la truffa e la violenza.
L’altro libro per ora ha un titolo provvisorio “Il quinto evangelista” e in qualche modo riprende i personaggi del primo coinvolti in altre vicissitudini. Ma è troppo presto per parlarne perché non è ancora terminato e non conosco ancora dove mi condurranno certi personaggi che fatico a guidare per la loro personalità estremamente ribelle che non si adatta ad essere arginata.

Quali sono le tue letture preferite e i tuoi autori di riferimento italiani e stranieri?
Il mio genere preferito è indubbiamente la narrativa, di qualsiasi tipo, dal romanzo drammatico alla fantascienza passando per il giallo popolare ed i romanzi storici. Tra gli autori italiani quelli che apprezzo di più sono Andrea Camilleri e Dacia Maraini senza dimenticare alcuni libri di Andrea De Carlo, mentre in campo internazionale Ken Follett, Stephen King, Clive Cussler e Wilbur Smith su tutti gli altri.

Per un autore esordiente cosa significa confrontarsi per la prima volta con il pubblico?
Come vi ho già anticipato io scrivo per hobby e quindi intendo continuare a scrivere anche in futuro perché ne ricavo un piacere personale se poi riuscirò ad avere anche l’apprezzamento del pubblico, anche di pochi lettori, avrò una spinta verso una produzione maggiore. Vi assicuro che la mia fantasia è fervida ed ho già in testa tanti spunti per ulteriori storie. Spero che ciò non venga presa come una minaccia… A parte gli scherzi, se qualcuno vuole farmi avere i suoi apprezzamenti o le sue critiche su quanto ho già pubblicato può scrivermi al seguente indirizzo e-mail a.barcella1@virgilio.it.