Antonio Barcella parla del suo
"Tre nel sessantotto"
Quando hai iniziato a scrivere e perché?
Ho cominciato a scrivere racconti per hobby, un modo
di passare il tempo. Nella mia famiglia infatti c’è
sempre stata una grande passione per la lettura, a partire da mio
padre, che ora ha settantaquattro anni e consuma libri nello stesso
modo in cui altri leggono i quotidiani. Quella stessa passione che
sono riuscito a trasmettere alle mie figlie. E così un giorno
mi sono chiesto perché non provare io a scrivere qualcosa.
Successivamente ho inviato i miei racconti ad alcuni concorsi letterari
ed ho ottenuto dei buoni riscontri che mi hanno convinto a fare
il grande salto. E’ nato quindi il mio primo libro “Il
Canto del Male”, ancora inedito, una raccolta di racconti
legati insieme da un filo logico. Il libro è stato premiato
con il 2° posto al 17° Concorso Letterario Internazionale
"Giovanni Gronchi" di Pontedera (2003) per la sezione
romanzi inediti. Ciò è stato per me una grossa spinta
a continuare scrivere.
Che cosa puoi anticipare sul contenuto
del tuo libro “Tre nel sessantotto”?
Posso dire che “Tre nel sessantotto” è
il mio primo romanzo e mi resterà nel cuore perché
è parte di me, della mia gioventù, del mio amore per
lo sport, dei miei primi incontri con le ragazze. Come ho accennato
nella prefazione del libro, tutta l’ambientazione è
vera, come veri sono molti personaggi a cui per riservatezza ho
cambiato i nomi, ma c’è anche molta immaginazione e
neanche chi mi conosce a fondo, nel leggere questo libro, riuscirà
a capire dove finisce la realtà e dove galoppa la fantasia.
Dopo la pubblicazione di “Tre nel
sessantotto” hai in progetto altri libri?
Ho già concluso la stesura di un altro romanzo
e sto completando un quarto libro. Il terzo si intitola “La
collera del cielo” ed è un racconto ambientato in un
paese in via di abbandono come tanti di quelli presenti nel nostro
meridione. Da chi ha avuto modo di anticiparne la lettura è
stata definita come una storia intrigante e coinvolgente, i cui
protagonisti sono ben caratterizzati. Nel romanzo prevale il tema
dell’amore, ma si toccano argomenti come il culto popolare,
il tradimento, la truffa e la violenza.
L’altro libro per ora ha un titolo provvisorio “Il quinto
evangelista” e in qualche modo riprende i personaggi del primo
coinvolti in altre vicissitudini. Ma è troppo presto per
parlarne perché non è ancora terminato e non conosco
ancora dove mi condurranno certi personaggi che fatico a guidare
per la loro personalità estremamente ribelle che non si adatta
ad essere arginata.
Quali sono le tue letture preferite e
i tuoi autori di riferimento italiani e stranieri?
Il mio genere preferito è indubbiamente la
narrativa, di qualsiasi tipo, dal romanzo drammatico alla fantascienza
passando per il giallo popolare ed i romanzi storici. Tra gli autori
italiani quelli che apprezzo di più sono Andrea Camilleri
e Dacia Maraini senza dimenticare alcuni libri di Andrea De Carlo,
mentre in campo internazionale Ken Follett, Stephen King, Clive
Cussler e Wilbur Smith su tutti gli altri.
Per un autore esordiente cosa significa
confrontarsi per la prima volta con il pubblico?
Come vi ho già anticipato io scrivo per hobby
e quindi intendo continuare a scrivere anche in futuro perché
ne ricavo un piacere personale se poi riuscirò ad avere anche
l’apprezzamento del pubblico, anche di pochi lettori, avrò
una spinta verso una produzione maggiore. Vi assicuro che la mia
fantasia è fervida ed ho già in testa tanti spunti
per ulteriori storie. Spero che ciò non venga presa come
una minaccia… A parte gli scherzi, se qualcuno vuole farmi
avere i suoi apprezzamenti o le sue critiche su quanto ho già
pubblicato può scrivermi al seguente indirizzo e-mail a.barcella1@virgilio.it.