Daniela Baldassarra parla
del suo
"Nessuno è la mia stella"
Come mai hai pensato di scrivere una storia
sui cosiddetti barboni?
Perché loro ci sono. I barboni sono una parte (anche consistente)
del nostro sistema sociale che quasi mai viene presa in considerazione.
Il mio testo voleva nascere come una sorta di denuncia sociale,
poi, man mano, siccome neanche l’autore è padrone dei
propri libri, Nessuno è la mia stella è diventato
una favola d’amore…
Chi è la protagonista del libro?
La protagonista è una donna infelice (come tante) alla disperata
ricerca della sua identità (come poche). La sua vita apparentemente
perfetta nasconde paure, mancanze e dolori che avrà il coraggio
di fronteggiare solo quando avrà rinunciato a tutto. Ma non
a se stessa.
Quanto c’è di vero nelle
cose che scrivi?
Io non invento quasi nulla, non sono capace. Racconto la vita, la
mia o quella degli altri, racconto i sentimenti. Tutti possono ritrovare
un pezzetto di se stessi in un libro di sentimenti; Nessuno è
la mia stella, per esempio, parla d’ amore, di tradimenti,
di amicizia e di maternità. È il libro di tutti.
Che tipo di scrittrice vorresti diventare?
La scrittrice di chi non ha mai letto un libro e di quelli che pensano
che leggere sia la più noiosa perdita di tempo. Sarebbe la
vittoria più grande.