<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>intervista a Sabina Anderini Prospettiva editrice
 


Sabina Anderini
parla del suo libro
"L'Istria e la minoranza italiana "

 

Come è nata l’idea di scrivere sulla minoranza italiana in Istria?
Un po’ per caso. Ho trovato in biblioteca una montagna di giornali de “La Voce del popolo”, un quotidiano italiano stampato a Fiume a cui qualcuno aveva fatto l’abbonamento ma che era rimasto in un angolo, coperto di polvere. Ho cominciato a sfogliarne qualcuno per curiosità e sono rimasta affascinata man mano che scorrevo le pagine, conoscevo i volti, immaginavo i luoghi.

Che idea si è fatta di questa generazione di italiani?
Al di là dei giudizi storici o politici, è una generazione che ha sofferto, lo si percepisce anche visitando i luoghi, parlando con gli esuli.

Che cosa c’è di originale in questo libro?
Innanzitutto l’estraneità di chi scrive, il fatto di non prendere l’una o l’altra parte ma di essere uno sguardo nuovo, che per la prima volta affronta queste problematiche. L’inesperienza può essere un rischio ma anche l’opportunità di fornire una lettura diversa, non legata a preconcetti. Poi il fatto di aver ricostruito le problematiche di quegli anni difficili attraverso un quotidiano, quindi non con le interpretazioni di storici, intellettuali ma attraverso le piccole problematiche di ogni giorno, le difficoltà che affrontavano gli italiani rimasti nella loro quotidianità..

Quali altri riferimenti ha utilizzato?
Devo dire che non sono disponibili tantissime fonti sulla situazione dell’Istria contemporanea. Mi sono affidata ad articoli comparsi su varie riviste geopolitiche.

Che cosa le ha lasciato la scrittura di questo libro?
La sensazione che ci sono sempre tanti modi di vedere la storia, che dietro ad ogni episodio ci sono le storie di tanta gente. E comunque la curiosità di vedere questi luoghi bellissimi, dove non ci sente così stranieri perché ci sono molte tracce del passato italiano. L’idea che grazie all’UE  almeno una parte della penisola istriana è stata riunita. Un’enorme curiosità di capire quello che è successo. Quello che spero lasci anche a chi lo legge.