Accidenti a Andy Warhol e l'equivoco maledetto del quarto d'ora di celebrità. Una grossa stupidaggine che sta facendo danni enormi al mondo dell'arte. E lo si vede dalla musica, al cinema, dalla pittura alla scrittura. Non è vero che il fine dell'artista è raggiungere la celebrità. Quella è una postilla che spesso non viene (e che nel passato per i grandi artisti è venuta sovente postuma). Il compito dell'artista è creare nel presente osservando il passato soggetti artistici (quadri, canzoni, libri) innovativi che aiutano l'uomo a crescere. Oggi invece si scrive per diventare famosi e non per lasciare una eredità forte e compiuta a chi ci seguirà. Si scrivono fiumi di libri inutili gridando poi ai quattro venti - con illecita rabbia - di voler pretendere, perché diritto sancito da Warhol, il proprio quarto d'ora di celebrità.
Allora non cercate la celebrità, ma lo studio, l'innovazione, il passo avanti, la sperimentazione. E poi LEGGETE LEGGETE LEGGETE. Per questo abbiamo rinnovato la rivista Prospektiva. Per creare un contenitori di confronto tra le vostre forme di scrittura. Per crescere tutti insieme senza il vaneggiamento alla Grande Fratello o alla XFactor.
Non lasciatevi stregare dal nulla.
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Saggistica e letteratura: la linea e il futuro di Prospettiva
di Andrea Giannasi
Prospettiva, alle soglie del decimo anno di vita, ha decisamente delineato la sua linea editoriale. Saggistica e narrativa rappresentano il corpo librario con circa 35 uscite ogni anno. Quindici libri circa di saggistica e venti di narrativa.
Nell'ambito dei saggi, con la preziosa collaborazione di Tesionline, ci stiamo dedicando al Novecento italiano (europeo) nelle tematiche storiche, militari, sociologiche, politiche, ma in futuro stiamo aprendo a nuovi importanti argomenti.
In catalogo abbiamo già molti titoli di autori, che dopo lunghi studi negli archivi, aiutano a fare luce su episodi del nostro passato e del nostro vivere quotidiano. Corriamo dunque dalla Prima Guerra Mondiale, alle vicende dei prigionieri di guerra italiani in URSS, dalla scrittrice emergente tedesca Judith Hermann, fino alla poetica di Alda Merini, dai tanti elementi di studio sulla Resistenza e la Repubblica sociale italiana, per meglio comprendere il biennio 1944-1945 e la guerra civile.
Per la narrativa cerchiamo, tra le mille difficoltà del settore librario nazionale, di avviare alla pubblicazione "storie", preferendo autori e autrici che desiderano "raccontare" al lettore una vicenda prendendolo per mano e accompagnandolo tra le righe. Quello del "raccontare" è elemento che pare di poco conto oggi per molti scrittori e scrittrici, ma che in realtà è - crediamo - il grande assente tra le pagine dei manoscritti che leggiamo.
Ma non ci fermiamo solo all'attenta valutazione dei manoscritti (ne riceviamo quasi 1500 ogni anno).
Distribuzione e promozione sono gli altri due anelli ai quali lavoriamo costantemente.
La distribuzione con rapporti diretti con oltre 900 librerie in tutta la penisola e l'adesione a società di distribuzione che lavorano differentemente rispetto ai grandi blocchi.
La promozione attraverso la partecipazione a Fiere del libro (tra queste la più importante nel nostro paese: Torino), l'organizzazione di presentazioni e il lancio di grandi eventi: i Festival del libro di Barga, Civitavecchia e la Calabria.
In costante crescita il lavoro sui diritti esteri e il rapporto con agenti e case editrici straniere. Il Foreign Rights ci ha portato, grazie alla preziosa collaborazione di Interrete, negli ultimi due anni alla cessione di ben cinque libri all'estero: Francia, Polonia, Germania, Serbia.
Insomma molto in prospettiva del taglio del nastro dei primi dieci anni di attività.
La linea del futuro è tracciata.
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L'immediatezza dello scrittore di "successo"
di Andrea Giannasi
Il voler raggiungere il successo (televisivo, radiofonico e interattivo, non fa differenza. Purché sia) ad ogni costo sembra essere diventato il fine ultimo di ogni giovane, e meno giovane, che si accinge ad abbordare il mondo della scrittura. Pensare sempre in termini di grande visibilità e d'immediati ritorni di immagine ed economici è ordine comune.
Ma il mondo della cultura non è fatto di lustrini e fuochi d'artificio - questi caso mai appartengono a quello dello spettacolo di sistema - bensì di lungo lavoro silenzioso e spesso mal ripagato. E la storia ci ha lasciato in eredità mille casi di scrittori e uomini di cultura riconosciuti tali solo dopo molti anni dalla loro dipartita. Eppure, seppur muovendosi tra mille difficoltà, ostracismi e diffidenze, la storia ha riconosciuto i giusti meriti a tutti coloro che ne avevano buon diritto. E questi chissà da dove, forse, hanno trovato anche il tempo di compiacersi.
Nel contemporaneo maxischermo invece tutti corrono anelanti il successo, anche solo dopo aver vergato una semplice poesia. E se questi non è riconosciuto, si è pronti a lanciare strali e accuse a man bassa, protetti da anonimati e l'elettronica dei senza volto. Nascono e si ergono, così, don chisciotteschi scrittori di città, tanto grafomani quanto poco lettori, tanto ridondanti sicurezza, quanto poco inclini a ricevere critiche o comprendere che ogni cosa ha il suo tempo.
Il tempo, e non è un discorso da paternale, è solo quello che può essere giudice.
Siamo consapevoli che la cultura ha i suoi meccanismi e i propri moti con regole e ingranaggi, ma nulla al mondo può sostituire l'insostituibile e oscuro lavoro quotidiano. La lentezza del piacere della lettura, dell'assorbimento come una spugna e del rilascio, lento, di gocce di piacere letterario.
No, cari lettori, non è prosa o magia, è la legge della cultura. E' inutile che vi affannate scorticando tastiere senza comprendere questo segreto. Solo chi pazientemente costruisce, un giorno potrà godere di un risultato.
Non affannatevi dunque a tentare di salire su un carro che non vi appartiene.
Se avete scelto la via della scrittura dovrete attendere per anni il giudizio di un solitario lettore. Una sola parola che potrà essere sufficiente a placare la vostra sete di telecomando.