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Misoginia: una malattia maschile

Federico Zanatta

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ISBN 978-88-7418-362-3

12,00 €

Territori 26 | p. 62 | ed. ottobre 2007

"Misoginia: una malattia maschile" è il titolo della tesi con cui Federico Zanatta (1977) si laurea in Lettere e Filosofia presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, il primo luglio del 2002, sotto la guida attenta dell'allora docente di Psicologia Dinamica, Alberto Zatti. Il testo, concepito e redatto quasi completamente durante l'ultimo lungo soggiorno di Zanatta nella città di New York, si avvale dell'importante aiuto dell'antropologo americano David Gilmore, docente presso la State University of New York, con il quale l'autore ha potuto intrattenere numerose discussioni utili allo scopo della sua ricerca.
L'immagine in copertina è del disegnatore californiano Vinh Ngo, con il quale Federico Zanatta già da tempo collabora nel progetto sonoro Father Murphy, all'interno delle produzioni del Madcap Collective, di cui lo stesso Zanatta è uno dei fondatori.
Entro la fine del 2007 verrà edito dall'americana Black Arrow Press un volume antologico bilingue, inglese e italiano, dal titolo “Santi: lives of modern Saints” in cui Zanatta sarà presente con il breve racconto “Della Santità di Lee”, episodio tratto da quella “Leggenda dei Lee” a cui l'autore, con lo pseudonimo Frederico f., sta da anni lavorando. Di tale Leggenda, altri episodi sono stati pubblicati in edizioni limitate da St. Louis & Lawrence Books.

Co-fondatore del Madcap Collective, e ideatore della St.Louis & Lawrence Books, con il progetto sonoro Father Murphy, coadiuvato da Chiara Lee e Vittorio Demarin, ha stampato due dischi, un vinile e due split, presentando live show in tutto il territorio italiano, con tappe estere a New York, Shanghai, Bruxelles, Ljubljana e due torunè in Germania e Francia, a cui seguiranno, nel corso del 2008, una serie di date in Europa e negli Stati Uniti. È inoltre prevista per la primavera del 2008 l'uscita del terzo album, preceduto da una ristampa di alcuni brani editi negli ultimi 4 anni dal Madcap Collective sotto forma di antologia a cura dell'etichetta musicale americana Box 13.
Federico, laureatosi in Lettere e Filosofia presso l'Università Ca Foscari di Venezia nel 2002, ha vissuto per lungo tempo nella città di New York, dove ha potuto confrontarsi con il pensiero dell'antropologo David Gilmore, della State University of New York, con cui ha intessuto una fitta serie di scambi epistolari e di incontri. Summa di questo periodo di collaborazione può essere considerato il breve saggio “Misoginia: una malattia maschile” edito nell'ottobre 2007 da Prospettiva Editrice di Civitavecchia, in cui l'autore abbozza un'analisi in merito alla nascita della misoginia, e al suo intrinseco collocarsi come una tappa fondante del normale sviluppo psico-libidico che porterà il bambino a diventare uomo adulto.
Col di frederico f.  sta attualmente redigendo la “Leggenda dei Lee”, un insieme di racconti più o meno brevi che costituiscono appunto un'intera leggenda, comparsa sinora in frammenti presenti in riviste, testi monografici o plurali editi in tirature limitate da St.Louis & Lawrence Books. Tale Leggenda, sotto forma di reading sonoro, è stata presentata, oltre che in librerie e locali specializzati in tutto il territorio nazionale, durante la XI edizione della Biennale dei giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo, svoltasi ad Atene nel 2003; durante il festivalKladestini, patrocinato dal British Council, svoltosi a Malta nel 2004; durante il festivalBetween the Lines, svoltosi a Belfast nell’aprile del 2005. L'ultimo capitolo edito della Leggenda, “Lee- un'introduzione”, è stato quindi presentato durante il Festival Six days Sonic Madness, svoltosi quest'estate nella suggestiva ambientazione di Guardia Sanframondi (BN).
Uscirà quindi nel dicembre 2007, edito dall'americana Black Arrow Studio and Press, un volume antologico bilingue dal titolo “SANTI: lives of modern saints” a cui hanno partecipato scrittori statunitensi e italiani, e in cui frederico f sarà presente con il breve racconto “Sulla Santità di Lee”.
Federico svolge da tempo anche attività parallele quali corsi/incontri per introdurre al mondo del reading come vera e propria forma artistico/teatrale, oltre che a proporre forme di scrittura creativa sotto forma di installazioni temporanee; è inoltre collaboratore esterno del Comune di Venezia, Politiche giovanili, per cui cura e gestisce la programmazione degli eventi culturali all'interno di alcuni spazi comunali. 
Precedentemente, ha ricoperto per tre anni il ruolo di maestro extra curriculare nella scuola elementare “Don Milani” di Marcon (Venezia), dove proponeva laboratori per stimolare e/o introdurre i bambini alla creatività in genere.

Siti di riferimento:  
www.maledetto.it/stlouis&lawrence
www.blackarrowpress.com    
www.myspace.com/reverendmurphy

“Misoginia: una malattia maschile” non è anche il titolo di un libro pubblicato dall'antropologo David Gilmore, con cui hai avuto modo di collaborare?
Sì, “Misoginia: una malattia maschile” è la traduzione letterale di un testo pubblicato nel 2001 dell'antropologo David Gilmore. Ho pensato di dare lo stesso titolo alla mia breve ricerca, non solo per rendere omaggio ad un personaggio atipico con cui ho avuto l'onore di lavorare per quasi un anno, ma anche perchè effettivamente conteneva, in una semplice frase, la chiave dell'intero discorso che stavo cercando di sviluppare.

Inoltre, un altro testo, sempre di Gilmore, “Manhood in making” era stato fondamentale per indirizzare la mia ricerca verso la misoginia, ed era stato lo spunto per contattare l'autore e decidere di trascorrere il periodo di ricerca nella città di New York, contando sulla disponibilità di Gilmore stesso.
Devo poi confessare che, al momento del mio primo incontro con l'antropologo americano, ancora non ero a conoscenza del fatto che egli avesse appena pubblicato un testo che, dal punto di vista antropologico, così ordinatamente e precisamente descrivesse quanto la misoginia fosse un elemento indissolubile dal normale sviluppo psico libidico del bambino nel diventare uomo.
Fu quindi a partire dalla lettura di quel testo, ovviamente integrato da molti altri discussi in precedenza anche con il mio relatore, il dott. Alberto Zatti, che riuscii a dare un corpo alle varie riflessioni fatte sull'argomento.

Perchè, quantomeno riferendomi all'introduzione del tuo libro o alle brevi presentazioni cui ho potuto assistere, insisti spesso sui termini “saggio breve” e “spunti per un ulteriore ricerca”?
Che il saggio sia effettivamente breve, beh, direi che è un dato di fatto [Ride...ndr. Il saggio di Zanatta è di poco superiore alle 60 pagine]. Per quanto riguarda il continuo riferirmi ai vari temi o punti focali toccati nella mia ricerca come a spunti per un'ulteriore ricerca, penso si tratti, allo stesso tempo, di onestà intelettuale (sono effettivamente spunti, i vari discorsi hanno uno sviluppo che offre un'interpretazione precisa, senza però addentrarsi troppo nelle molteplici conseguenze che gli stessi possono scaturire), e di una sorta di autodifesa ( ammetto io stesso i limiti della mia ricerca, mettendomi al riparo da alcune possibili critiche...).

Contemporaneamente vedo però che, con lo pseudonimo frederico f., ti stai anche occupando di narrare una leggenda, “La Leggenda dei Lee”, di cui alcuni capitoli sono stati pubblicati in riviste e edizioni limitate, quasi sempre a cura della “tua” St.Louis & Lawrence Books. Prima di chiederti qualche maggior ragguaglio a tal merito, quali sono gli scrittori contemporanei che ti hanno maggiormente influenzato, o che consideri comunque aver giocato un ruolo importante nella tua formazione?
Dovendo stilare una sorta di classifica, direi: 
William Seward Burroughs, un artista completo, che ha impostato molto del suo lavoro a partire da un lucido e quasi cinico ideale di ricerca. Oltre alle varie innovazioni di cui si è fatto promotore, in campo narrativo e linguistico, ha avuto, a mio avviso, l'enorme pregio di non relegare i propri personaggi al ruolo di meri protagonisti di questo o quel romanzo, ma di assumerli al ruolo di veri e propri portavoce di una Storia, parallela a quella a noi conosciuta, in cui l'autore denunciava un fittizio sistema di regole e giochi forza a cui siamo stati sempre abituati a credere.
J.D. Salinger, per le sue capacità di fino narratore, e per aver resistito alle numerose tentazioni di produrre oltre a quello che il suo progetto iniziale prevedeva.
George Orwell, soprattutto nel suo capolavoro 1984, per avermi introdotto al filone dei romanzi Antiutopici, di cui anche la “Leggenda dei Lee” spero possa un giorno far parte.
George Bataille, per motivi molto simili a quelli già citati per W.S.Burroughs. Su Nietzsche e L'azzurro del cielo sono due capolavori.
Ultimo, ma perchè è effettivamente l'ultimo che ho scoperto, forse anche il più giovane, Don Delillo, di cui sto letteralmente divorando l'intera produzione.

E quindi, cosa mi puoi dire a proposito della “Leggenda dei Lee”?
Penso che per adesso possa bastare quanto già detto, tra le righe, nelle altre risposte. Si tratta di un progetto che ha coinvolto, coinvolge e quindi coinvolgerà un lungo periodo della mia vita. Sono stati pubblicati alcuni brevi capitoli, o routine, e, conto a breve, verrà pubblicato il primo lungo capitolo di una Trilogia, intitolata appunto La Leggenda dei Lee. Ogni capitolo avrà un diverso protagonista della saga. Il primo sarà Lee stesso, e il sottotitolo sarà “Del suicidio della società civile”.

Con la tua ultima risposta hai anticipato la domanda a proposito dei tuoi progetti futuri. Hai qualcos'altro da aggiungere in merito?
Utilizzerei quest'ultima risposta come “spazio pubblicitario”, e quindi ribadirei che è appena uscito per Prospettiva Editrice “Misoginia: una malattia maschile”, e che a dicembre sempre di questo anno, edito dall'americana Black Arrow Studio and Press, sarà pubblicato un volume antologico bilingue dal titolo “SANTI: lives of modern saints” a cui hanno partecipato scrittori statunitensi e italiani, e in cui frederico f sarà presente con il breve racconto “Sulla Santità di Lee”.

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