COLONIA PENALE Vedi a schermo intero

COLONIA PENALE

Massimo Torsani

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ISBN: 9791259610096

13,00 €

Foglio 92 | ed. ottobre 2021 | p.200

Fabio Marella, ingegnere, manutentore, subacqueo e investigatore per caso alle prese con un nuovo delitto.
In trasfer ta ma sempre aiutato dalla sua squadra investigativa, questa volta in videoconferenza, dovrà aiutare una bella poliziotta a scoprire il colpevole di un omicidio che affonda le sue radici nel passato della Sardegna e nella storia del nostro paese.
Contemporaneamente scoprirà il valore dell’amicizia anche tra sessi diversi.

Massimo Torsani si è laureato in Filosofia all’università La Sapienza di Roma. Già insegnante, già operatore culturale presso il comune di Roma, attualmente lavora in un campeggio in Sardegna. Ha pubblicato a gennaio 2020 Il pastore, primo romanzo della serie del manutentore – investigatore Fabio Marella. Nel dicembre 2020 è stato pubblicato da Prospettiva editrice La sauna, secondo della serie. La sceneggiatura Tramonto in campeggio è risultata tra le tre finaliste nella sezione lungometraggi al RIFF 2020.

Capitolo 1
“Hai bisogno di una vacanza!”.
“Ma dai, Enzo. Adesso che abbiamo chiuso il campeggio torno a casa, a Spoleto. Lì penserò alle vacanze”.
Dietro alla sua scrivania, De Rosa non sembra un vicequestore della polizia di stato. Lo diresti piuttosto un funzionario di una compagnia assicurativa che vuole venderti una polizza oppure un preside intento a farti una ramanzina. È difficile pensare che dietro quell’apparenza comune si celi una mente freddamente analitica, capace di guardare al di là dell’ovvio e di svelare le più intricate trame criminali senza scendere a compromessi, neppure verso i suoi superiori. È per un motivo del genere che è stato trasferito qui in Sardegna dalla sua amata Napoli e che ora dirige il commissariato di Tortolì. Sono contento di ricordare che in qualche occasione gli sono stato di aiuto nel suo lavoro.
“No, Fabio, dico sul serio. Qui ed ora. Ti servirà per evitare di continuare a rimuginare su quello che è accaduto e che non hai potuto impedire”.
“Diciamolo chiaramente, allora: su quello che ho causato non credendoLe, non fidandomi di Lei a causa della mia stupida gelosia, e che L’ha portata alla morte. Sì, perché è come se quel grilletto l’avessi schiacciato io” gli rispondo agitandomi, alzando la voce e gesticolando.
“Lo vedi: hai bisogno di divagarti, di occuparti di altro, di non continuare a rimuginare pensando e dicendo sciocchezze del genere”. “E dove dovrei andare secondo te?” gli domando. “A Castiadas”.
“A Castiadas? E perché proprio lì”.
“Perché non è lontano da qui, è un posto molto bello e molto diverso da questa zona, … e poi perché lì avresti qualcosa di cui occuparti”.
Lo squadro sorridendo e con tono ironico: “Ecco che arriviamo al punto, potevi anche saltare i preliminari e chiedermi subito quello che ti serve”. Volta la testa imbarazzato e con la mano tamburella sul piano.
“Beh, ecco: ci sarebbe una cosa che potresti fare per me e ti sarebbe molto utile per distrarti”.
Mi guardo intorno: la luce che entra dalla finestra illumina una stanza anonima, contenente, oltre la scrivania, la poltrona dirigenziale ed altre due poltroncine, due classificatori appoggiati al muro ed uno scaffale contenente libri assortiti di criminologia. Unico elemento dissonante: un dipinto ad olio. Una veduta del golfo di Napoli con il consueto pino marittimo, ormai abbattuto da tempo, ed il Vesuvio sullo sfondo. Sicuramente un tentativo di lenire la sua nostalgia.
“E cosa dovrei fare in quel luogo dimenticato da Dio? Sono passato di lì esclusivamente, percorrendo la strada a scorrimento veloce, per andare a Villasimius. A quanto mi risulta di rilevante in quella zona c’è solo la speculazione turistica di Costa Rei”. 
“C’è molto di più di quello… e c’è un cadavere ritrovato in un fosso”.
“Ah, no! Di nuovo cadaveri no! Ho chiuso con queste cose. I morti hanno la cattiva abitudine di ostinarsi a rimanere morti, soprattutto quelli che qualcuno ha reso tali prima del tempo”. “Questo cadavere è stato ritrovato in campagna, in un fosso asciutto, con la gola tagliata ed un numero inciso sul braccio nudo.
La mia collega ed amica ispettore di polizia, a cui sono state affidate le indagini, non ne cava un ragno dal buco e mi ha chiesto aiuto”.
“Come mai tutto questo incaponimento? Non è certo inconsueto che un delitto rimanga irrisolto”.
“Vedi Fabio, la mia amica è l’unica donna nel commissariato di Quartu Sant’Elena, competente per zona, e le è stato affidato questo caso proprio perché a prima vista ritenuto impossibile da risolvere.
La cosa fa parte della guerra che le stanno facendo colleghi e dirigenti a causa del suo sesso e della sua indubbia bravura: cercano di sminuirla affidandole casi banali o, al contrario, casi impossibili. Per lei è diventato un punto d’onore riuscire a trovare il colpevole nonostante le difficoltà oggettive e l’inettitudine del magistrato a cui il caso è stato assegnato”.
“Ed io cosa dovrei fare? Arrivare, guardarmi intorno, consegnare il colpevole legato mani e piedi alla tua amica e tornarmene qui?
Per chi mi hai preso, per Hercule Poirot?”. Enzo mi guarda fisso, sorridendo con affetto: “No Fabio. Tu te ne vai lì per qualche giorno in vacanza. Ti divaghi e ti guardi intorno.
Se poi riuscissi ad essere di aiuto a Mara tanto di guadagnato.
Tra l’altro è una persona che vale la pena di conoscere”.
“Enzo, lo sai che in questo momento non me la sento certo di interessarmi ad una donna”.
“Infatti, io ho detto persona, non donna, anche se lo è sicuramente e non si può fare a meno di notarlo. Ha alle spalle una storia un po’ particolare, che sarà lei a raccontarti se lo riterrà opportuno, che rende anche lei poco interessata a cercare un rapporto con un uomo, quel tipo di rapporto. Ma è una persona… ecco: che vale la pena di conoscere”.
Mi rilasso sulla poltroncina ed annuisco: “Va bene, mi hai convinto, però vado lunedì perché la mia nipotina è tornata per il fine settimana e domani voglio passare la giornata con lei, prima che parta per tornare a scuola”.
“Va bene, sono contento che tu abbia accettato. Ci sentiamo lunedì per telefono, così ti do il numero di Mara e ti combino l’appuntamento.
Dai un bacione a Barbara da parte mia”.

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