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Segreti in Certosa

Marina Marucci

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ISBN: 9788894995787

12,00 €

Foglio 87 | ed. aprile 2020 | p. 144

Cornice del romanzo è la storia della Certosa di Trisulti dagli anni della Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri.
Protagonisti durante il conflitto bellico sono Don Claudio, giovane monaco erborista e la giovanissima Ersilia, profuga con la madre nella Certosa. Tra i due nasce un amore problematico, dimidiato tra passione terrena e vocazione religiosa.
Nella seconda parte del racconto la trama si sviluppa intrecciandosi con gli avvenimenti attuali. Sophia Vitti, giovane professoressa di lettere e Don Marcello attuale Priore della Certosa sono alla ricerca di un prezioso volume di ricette erboristiche scritto proprio da Don Claudio. Nella vicenda interviene anche l’ispettore Masina della polizia di Frosinone. Inseguendo il libro sveleranno alcuni inviolabili segreti.
Inoltre la stessa Certosa di Trisulti diventa oggetto di contesa da parte di enigmatici personaggi che, assicurandosi la sua gestione, ne vogliono snaturare il valore storico e religioso.

Marina Marucci è nata a Roma ma ha vissuto e lavorato a Civitavecchia, sua città d’adozione. Negli ultimi anni si è trasferita a Santa Marinella.
Impegnata nel sociale svolge la sua attività di volontariato presso la “Consulta della Donne di Civitavecchia” ed in altre associazioni ONLUS. Ha lavorato nelle scuole primarie organizzando laboratori di poesia e teatro. Attualmente scrive su “Spazio Libero Blog” e collabora con la regista Donatella Baglivo nell’organizzare Mostre cinematografiche (Il potere del cinema: Andrey Tarkovsky) e nella stesura di sceneggiature per film.

Prefazione

Marina Marucci, l’autrice di “Segreti in Certosa”, ha ambientato il suo romanzo nella Certosa di Trisulti, nel Frusinate, luogo di grande bellezza naturalistica con un patrimonio culturale e religioso di ottocento anni che rischia oggi di essere annullato da una nuova gestione del complesso, tendente a farne una scuola politica per giovani sovranisti.
La Certosa è stata da sempre un centro spirituale di accoglienza che ha ospitato pellegrini da tutto il mondo: nella seconda guerra mondiale si sono contati più di tremila rifugiati. È particolarmente famosa per la secolare conoscenza di erbe medicinali ed aromatiche che non possono finire nel dimenticatoio dentro i loro vasi di ceramica smaltata, tra la polvere delle vetrine della sua farmacia.
L’autrice ha scelto questa ambientazione per sensibilizzare al rispetto del nostro immenso patrimonio culturale, tesoro tutto italiano, che va tutelato e tramandato intatto alle nuove generazioni perché possano usufruirne.
Il romanzo si svolge nella prima parte in un arco di tempo che va dal 1916 al 1955 e nella seconda ai giorni nostri.
Le due guerre mondiali fanno quindi da cornice alle vicende e dimostrano come la “grande storia” condizioni il vissuto individuale di tutti, anche di chi vive appartato e lontano dai grandi eventi.
Questi anni storici fondamentali sono stati trattati con padronanza e con una profonda sensibilità nei riguardi di coloro che hanno sofferto e patito per questi accadimenti, soprattutto se più deboli ed indifesi.
Nella prima parte del romanzo i protagonisti sono due giovani, Eugenio, che coniuga la sua fede con il desiderio di conoscenza e diventerà don Claudio, certosino tutto dedito a Dio e all’erboristeria, ed Ersilia, l’ingenua fanciulla rifugiata nella Certosa per scampare agli eventi dopo l’8 Settembre del 1943.
In questa situazione naturalistica e storica molto coinvolgente nasce l’impossibile amore di don Claudio per Ersilia, che a sua volta, s’innamorerà di James, un sottoufficiale irlandese rifugiatosi nella Certosa. Alla maniera del bildungsroman l’autrice indaga con efficacia e delicata sensibilità nell’animo dei due giovani alle
prese con il primo amore.
L’improvvisa uccisione del Padre Procuratore responsabile delle finanze della Certosa e la tragica fine di don Claudio aggiungeranno un alone di mistero ai fatti tale da invogliare i lettori ad indagare per conoscere la verità.
La seconda parte del libro, ambientata nella Certosa nel 2018, soddisfa ampiamente questo desiderio dando al romanzo una sapiente svolta verso il genere noir.
Il prezioso volume a cui il giovane Don Claudio aveva affidato i risultati delle sue ricerche, dopo aver dedicato tutto se stesso all’arte ed alla tecnica della conoscenza di piante aromatiche e terapeutiche per ricavarne medicinali è scomparso.
Il Padre Priore del Monastero, don Marcello, deve consegnarlo all’Abbazia di Casamari ed incarica Sophia Vitti, insegnante romana che frequenta la biblioteca per svolgere ricerche sui frati Certosini, di rintracciarlo.
Nel frattempo l’ispettore Roberto Masina della polizia di Frosinone riapre le indagini per il delitto irrisolto del Padre Procuratore nel lontano 1945.
Tra Sophia e Roberto nasce un amore sofferto e contrastato: le ferite e le delusioni vissute precedentemente impediscono ai due di lasciarsi andare e di godere appieno del loro sentimento.
Il libro, trasporta fascinosamente il lettore nel labirinto delle vicende e, alla fine, rivela l’assassino del Padre Procuratore.
Anche la drammatica storia di don Claudio e di Ersilia trova la sua conclusione.
La scorrevolezza dello stile dell’autrice fa apprezzare ancora di più la ricchezza contenutistica del romanzo, che evidenzia una sentita adesione all’impegno sociale e un’intelligente partecipazione alle problematiche di genere.


ANNA GRAZIA MASTROFILIPPO

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