TUTTA COLPA DI MARIA!!! Vedi a schermo intero

TUTTA COLPA DI MARIA!!!

ISBN: 9788894995473

14,50 €

Lettere 332 | p. 172 | ed. luglio 2019

“........Aveva ripercorso emozioni, episodi, incontri avvertendo un inconcepibile vuoto aleggiare attorno a sé. Mancava qualcosa…….”

mara

mara

Mara Fux - 4 maggio 1965 - Ufficio stampa addetto alla valorizzazione dell’immagine in ambito cultura, spettacolo e territori.

L’aria tiepida di quel pomeriggio di fine estate li accompagnava nell’avvicinarsi del calar del sole in una domenica apparentemente qualunque: biscotti, marmellata, una tazza di latte poi di corsa tutti in macchina per una scampagnata tra i boschi a cercare funghi.
Livia passeggiava in quel silenzio gettando di tanto in tanto un occhio ai bambini che, incuranti del luogo, erano tutti una risata. Suo marito era andato avanti da solo, cercando di individuare tra le tante foto il volto del suo amico. Aveva stabilito già dal mattino che, prima del rientro dalla gita, sarebbe passato là a porre un fiore di amichevole memoria. “Solo un saluto” aveva detto e così era stato. Per l’intera giornata aveva giocato con Domizia e Riccardo rincorrendoli nel faggeto; li aveva presi più di una volta a turno sulle proprie spalle per aiutarli ad arrampicarsi sui tronchi degli alberi e per un paio di volte si era anche rotolato tra le foglie, fingendo di cascare per farli ridere. Livia scorse l’orologio: erano quasi le sei, durante il tragitto si sarebbero sicuramente addormentati.
Imboccò distrattamente un vialetto contornato per lo più da croci. Non aveva mai temuto i cimiteri, tantomeno i loro abitanti; a dire il vero, non ci era entrata spessissimo ad esclusione di quelli altoatesini dove la quiete e la serenità fanno da padroni nel tripudio dei colori di aiuole sempre perfettamente conservate. Non ci si era trovata spesso anche perché non aveva troppi morti da piangere; fortunatamente, tranne un paio di zii e altrettante nonne, i suoi parenti erano tutti ancora in vita. Dei nonni non sapeva niente, non li aveva conosciuti né le avevano mai parlato molto di loro. Anzi, per l’esattezza, non
sapeva nemmeno dove si trovassero; forse in qualche dove nel nord, ma non a Roma, la città in cui lei era nata e cresciuta. Le nonne, invece, sì che le aveva conosciute; quella materna era pure riuscita ad abbracciare sua figlia godendo del suo ruolo di “sbinnonna”. L’altra, molto presente nella sua prima infanzia, era venuta a mancare quando ancora andava alle scuole elementari, lasciando un vuoto incolmabile nella sua vita. Incolmabile perché il confronto con gli altri bambini era quotidiano, a cominciare dall’uscita da scuola quando il cortile pullulava di nonni e nonne che venivano a prendere i nipoti. E poi c’erano i saggi di danza, le recite, le gare dove tutte le sue compagne prenotavano i posti per zii, nonni, nonne, cugini mentre lei, quando le diceva bene, ne poteva riservare al massimo cinque: tre per i genitori e il fratellino, uno per la nonna e uno per lo zio. Cinque... cinque posti e basta.
Alberto, suo marito, doveva aver trovato il suo amico perché stava colmando d’acqua un vaso stretto e lungo di ceramica, dopo aver gettato in un cestone i vecchi fiori oramai appassiti. Cinque posti e basta. Che poi almeno uno dei nonni, lo avrebbe potuto conoscere. Quello materno era morto quando la sua mamma era al liceo; ma l’altro sì, solo che non glielo avevano fatto conoscere per una brutta storia di famiglia di cui lei non sapeva molto tranne che era di quelle in cui tutti decidono per gli altri.
E così era andata a finire che di avere quel nonno lo aveva saputo nel peggiore dei modi. Glielo aveva detto un giorno quella imbecille di Claudia, saputella della classe e supercocca di suor Firmina, l’austera maestra della quarta elementare, saltellandole intorno come una scimmia proprio all’uscita di scuola mentre le mamme erano impegnate a parlare a voce bassa su di una panchina. “Io so una cosa che tu non sai, io so una cosa che tu non sai” cantilenava come solo le scimmie sceme sanno fare, “io so una cosa che tu non sai”. Era dall’asilo che Livia avrebbe dovuto menarla a dovere e se ancora non lo aveva fatto era per una promessa fatta a suo padre che  era per la teoria della caramella quotidiana per farsela prima o poi amica.
“Io so una cosa che tu non sai”, un colpo solo dritto al collo per sbatterla a terra, che gusto!
“A me la mamma dice tutto” aveva risposto preoccupata. “Non è vero, non ti ha detto che è morto tuo nonno.”
Livia si era messa a ridere, “Io il nonno non ce l’ho!”
“Sì che ce l’hai” aveva gracchiato Claudia, “solo che siccome ha litigato con tuo padre non te lo hanno mai fatto conoscere e ora è morto! Sta scritto sul giornale!”
Un tuffo al cuore, non poteva essere vero. Era corsa dalla madre.
“È morto mio nonno?” aveva chiesto a bruciapelo. La mamma aveva distolto gli occhi dall’amica interrompendo la conversazione. La montatura degli occhiali nascondeva appena il luccichio delle lacrime.
“È morto mio nonno?” aveva ripetuto Livia con freddezza conoscendo già bene la risposta. Dopodiché si era girata ed era corsa via fino alla pista rimettendosi a giocare con le compagne.
La palla rotolava sul lastricato scivolando veloce come le lacrime dai suoi occhi. “Perché nessuno me lo ha mai detto? Io lo volevo un nonno, ce l’hanno tutti un nonno. Potevate dirmi che non ci andavate d’accordo e basta, ma io gli avrei potuto voler bene lo stesso.”
Quel pomeriggio non era stato un pomeriggio uguale agli altri, era stato un pomeriggio di attesa in cui le domande che voleva porre a suo padre prendevano forma e si scambiavano di posto assumendo priorità l’una dall’altra via via che i ragionamenti venivano alla luce.
“Perché non mi hai mai detto niente?” Il padre la guardava inginocchiato alla sua altezza dopo averla convinta a farlo entrare in quel bagno in cui si era chiusa da ore. “È una storia lunga, successa tanto tempo fa.”

Non ci sono commenti dei clienti per il momento.

Scrivi il tuo commento

TUTTA COLPA DI MARIA!!!

TUTTA COLPA DI MARIA!!!

Mara Fux

Scrivi il tuo commento

Prospettiva editrice sas Via G. Matteotti, 19 | 00053 Civitavecchia (RM) | Italia | P.I. e C.F. 07322481008 | Tel: +39 076623598 | E-mail segreteria@prospettivaeditrice.it