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Pensieri filosofici

Massimiliano Savona

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ISBN: 9788894995381

12,00 €

Fiori 76 | ed. maggio 2019 | p.102

I Pensieri filosofici sono un sistema filosofico asistematico composto per aforismi, in cui l’autore vede la realtà, o Natura, come un Essere in continuo Divenire con cui noi possiamo comunicare in profondità, perdendo momentaneamente la ragione, tramite una passione amorosa, artistica, sportiva, politica o religiosa. Fanno da contorno anche riflessioni di carattere artistico, letterario, amoroso e gastronomico. Principali ispiratori di questo testo sono Bergson, Bruno, Nietzsche, i pensatori presocratici, D’Annunzio e Marinetti.

Massimiliano Savona è nato a Roma nel 1972. Laureato in Letteratura italiana all’Università di Pisa, ha frequentato la Scuola Normale Superiore. Ha collaborato in veste di critico e di recensore per i periodici “Mondo sabino” di Rieti e “Per voi” di Faenza.
Ha pubblicato quattro saggi su riviste specialistiche: Sulla genesi del Fu Mattia Pascal (“Il ponte”, Firenze, febbraio 2002), Espressività strutturale della metafora in Mafarka il futurista (“Otto/Novecento”, Milano, gennaio-aprile 2007), Mafarka il futurista come mito di reinvenzione del romanzo e dell’io (“Berenice”, Pescara, luglio 2009) e Sulla ricezione del Fu Mattia Pascal (“Il ponte”, Firenze, novembre 2009). Attualmente sono presenti due suoi saggi sulla rivista on-line www.baroque.it: La visione barocca del mondo presso alcuni scrittori contemporanei (dal dicembre 2015) e Fine dell’avanguardia ed esigenza di un nuovo barocco (dal 2016).
Ha pubblicato inoltre i libri di racconti Racconti mediterranei (Carrubba, Alcamo 2001) e Finale di millennio e altri racconti (Ibiskos-Ulivieri, Empoli 2005), il romanzo La speranza si arrampica sulle rocce (Valgimigli, Faenza 2014) e, per questo editore, il libro di poesie Il volo del falco (Prospettiva Editrice, Civitavecchia 2017).

Massimiliano Savona, scrittore poeta e saggista, ha già pubblicato un libro per Prospettiva Editrice, Il volo del falco, libro di poesie classiche ispirato a D’Annunzio e, soprattutto, ai poeti greci e latini. Ora escono di lui i Pensieri filosofici, raccolta di aforismi ispirati alla filosofia e non solo.

1- Parlaci di questi aforismi…

Alla fine del 2017 ho ripreso alcuni interessi filosofici declassati da tempo, e ho acquistato alcuni libri di filosofia, nello stesso tempo rileggendone altri che già avevo. A metà gennaio del 2018 ho cominciato a prendere, svogliatamente, alcuni appunti e riflessioni su ciò che stavo leggendo. Non sapevo dove sarei andato a parare. Poi a metà luglio mi sono ritrovato quarantadue cartelle di aforismi e ho deciso, senza troppa fiducia, di spedirli agli editori.

2- Di che si tratta?

Ho fuso tra loro i sistemi filosofici che prediligo. Lo Slancio Vitale di Bergson, il Divenire di Eraclito e Marinetti (non si sa, ma anch’egli ebbe una sua cultura filosofica), la Natura di Bruno, l’Eterno Ritorno di Nietzsche e degli Stoici: questi sono i principali. Aggiungendo altre riflessioni su altri scrittori, più o meno collegati, che fanno da contorno: arte, letteratura, amore e gastronomia sono gli argomenti affrontati. Un ruolo importante è rivestito, come sempre nei miei scritti, da D’Annunzio.

3- Qual è l’argomento principale?

La realtà, o Essere, se la vogliamo chiamare così, è un lungo albero in “Divenire” che si dirama all’infinito, con le sue spire serpentiformi. Infatti è anche paragonata a un drago. Essa non è trascendente, ma immanente al Mondo: vi coincide, e lo siamo anche noi. Noi possiamo recuperare il rapporto con il senso più profondo di essa nei momenti di maggiore intensità vitale, “perdendo” momentaneamente la ragione, vivendo intensamente una passione: amorosa, artistica, sportiva o politica. Anche religiosa, per chi ci crede.

4- Qual è lo scritto a cui tieni di più?

Ambra e Ombra, uno dei Racconti mediterranei, usciti nel 2001. In esso riassumo i contenuti filosofici imparati all’Università di Pisa: il dejà-vù di Bergson, l’eterno ritorno di Nietzsche e il panteismo di Bruno. Più la bellezza del paesaggio italiano, latino e mediterraneo, che è sempre stata un mio pallino e di cui si tratta anche nei Pensieri.

5- Perché hai scelto Prospettiva Editrice?

Quando proposi Il volo del falco avevo un elenco di editori, in ordine decrescente di libri pubblicati all’anno. Volevo proporlo a trenta editori, ma ne trovai solamente ventinove. Al trentesimo posto c’erano molti piccoli editori tutti allo stesso livello. In modo arbitrario scelsi Prospettiva Editrice, poiché è di Civitavecchia e io sono romano, per motivi campanilistici. Il bello è che nello sceglierlo ebbi un presentimento positivo. E’ un modo di trovarsi un po’ casuale, un po’… pirandelliano!

 

 

1
Perché dovrei leggere Internazionale e riempirmi la testa di guerre, carestie, ammazzamenti, furti, quando leggendo la letteratura e la filosofia contemplo la bellezza del cosmo o della natura o ammiro un dio pagano che insegue su una spiaggia greca una fanciulla?
Il telegiornale è come l’elenco telefonico: va consultato solo quando serve, in certi casi. Guardarne troppi dà un’idea di realtà sbagliata, come un insieme di cose negative, e induce paura di vivere nella gente. Ammirare la letteratura dà un’idea di realtà più serena e positiva.
2
Una volta, veramente anche adesso, ero affascinato dalla teoria dell’eterno ritorno. Non tanto e non solo per la concezione ciclica del tempo, ma per l’idea che l’universo periodicamente prendesse fuoco. Mi piaceva l’idea del fuoco, che tra i quattro elementi è quello che prediligo, forse perché la nascita – sia pure periodica – dal fuoco dell’universo è quella più simile alle teorie scientifiche. Ma torno al punto, perché qui è del tempo che bisogna parlare, non degli elementi.
Bene, questa teoria si è un po’ annacquata, col tempo – scusate il bisticcio di parole. Sarà perché questi anni hanno preso anch’essi una caratteristica ciclica: ogni mese è di nuovo il 1°, ogni settimana è di nuovo lunedì, ogni anno è di nuovo il 1° gennaio (mi sono accorto negli ultimi due anni, prima accoglievo il primo dell’anno con gioia) e soprattutto mi sono accorto ultimamente, con angoscia, che ogni sera è di nuovo sera e bisogna andare a dormire; dico con angoscia poiché non mi ero mai accorto, non avevo mai fatto caso al fatto che ogni sera si va a dormire ed ogni mattina ci si alza: e notarlo con noia mi ha angosciato, poiché dovrebbe invece essere una cosa perfettamente naturale da fare, appunto, con naturalezza; e viverlo con noia mi ha spaventato.
Io spero di tornare a vivere la ciclicità del tempo con gioia, come avveniva durante l’adolescenza, quando ogni anno salutavo il ritorno della primavera con entusiasmo. 

3
Cosa succede dopo la morte? Ci ricongiungiamo al cosmo. La nostra anima si fonde con l’anima del cosmo.
4
Mi piace quando il vento passa tra i rami degli alberi, e li fa vibrare rumorosamente come fossero strumenti musicali

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